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Discussione: BIG BROTHER

  1. #1
    Guest

  2. #2
    Il forum è la mia casa
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    Ma tanto in Italia abbiamo una magistratura integerrima, rispettosa dei diritti dei cittadini, che non commette errori, e quando li commette paga. Quindi possiamo pure fidarci.

  3. #3
    Guest
    he he

  4. #4
    Guest
    (Altre) 5 stelle a Camillo!

  5. #5
    Guest
    02.01.2004
    Il Pentagono fa autocritica, ma non rinuncia al progetto Grande Fratello
    di*ma.ca.

    Contrariamente a quanto più volte riportato dai media, il Total Information Awareness, o TIA - o più semplicemente “Big Brother”, come è stato ribattezzato dai suoi oppositori, il "Grande Fratello" - non è affatto morto. A dispetto delle apparenze di rigor mortis, il Congresso Usa lo ha, infatti, soltanto temporaneamente ibernato.


    E, cambiato vestito, quello che troppo prematuramente era stato annoverato tra i meno compianti dei defunti, sarà assai presto in grado di tornare alla vita. Questo è quanto sostanzialmente afferma, in una relazione diffusa alla fine dell’anno, l’Ispettore Generale del Dipartimento alla Difesa degli Stati Uniti d’America. Pur apertamente riconoscendo come il TIA colpevolmente non abbia, nella sua versione originale, tenuto conto delle “legittime preoccupazioni” che alcuni dei suoi aspetti potevano suscitare nella pubblica opinione, l’ispettore ritiene infatti che, nel nome della lotta al terrorismo, il Pentagono non debba considerare chiusa la partita. E che, al contrario, abbia l’obbligo di continuare - mutatis mutandis - a promuovere il progetto.

    Commissionato dalla DARPA (Defense Advanced Research Project) ed affidato ad un personaggio dal non del tutto impeccabile curriculum – l’ex ammiraglio John Poindexter, ai tempi di Ronald Reagan già coinvolto nello scandalo Iran-contra – il TIA prevedeva (anzi, prevede) la creazione d’un sistema di controllo globale che dal Congresso era stato immediatamente giudicato, la scorsa estate, incompatibile con la difesa della privacy dei cittadini. In quella che pareva una definitiva bocciatura, tanto il Senato quanto la Camera dei Rappresentanti avevano conseguentemente bloccato ogni possibile forma di finanziamento.

    Il Dipartimento alla Difesa conta ora tuttavia – come suggerito dalla relazione - di tornare alla carica presentando ai legislatori una versione rivista e corretta (o meglio: addolcita dalla presenza d’un garante, o ombudsman, della privacy). Il tutto per una spesa complessiva – da inserire a bilancio per il 2004 – di 58 milioni di dollari.

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