Discussione: Biberon & Bisfenolo-A
- 26-08-05, 11:27 #1
Biberon & Bisfenolo-A
Come sapete in molti da quasi due mesi sono diventato papà e il lieto evento mi ha fatto entrare in un mondo a me completamente sconosciuto.
A parte i costi esorbitanti di tutto ciò che gira intorno alla prima infanzia (ad es. in Spagna il latte artificiale costa esattamente la metà) la cosa che mi fa più inca...re è rappresentata dagli scarsi controlli sui prodotti dedicati ai bimbi.
In questo thread voglio prendere in considerazione la ricerca di studiosi dell'Università di Yale circa l'utilizzo di biberon in policarbonato e del rilascio di uno dei suoi componenti, il Bisfenolo A, nel latte e nei cibi in genere.
Io venni a scoprire di questa ricerca dalla recente campagna del WWF, dal nome Svelénati, che metteva in guardia, tra le altre cose, dall'utilizzare per l'appunto biberon in policarbonato; da lì approfondii la ricerca, tramite la rete, e sono venuto a conoscenza di questa ricerca dei prof. MacLuski, Hajszan e Leranth.
Qui di seguito vi incollo una breve sintesi della ricerca e il link dove poterla scaricare nella sua integrità e chiedo, soprattutto ai chimici e alle persone del settore, i vostri pareri su di essa.
Io dal canto mio ho completamente eliminato, nel dubbio non desidero rischiare sulla "pelle" del mio bimbo, tutti i biberon e contenitori in policarbonato da casa mia e sono intenzionato a chiedere lumi della cosa sia al Ministero della Saluti sia alle case produttrici; queste ultime dovrebbero mettere i genitori nella condizione di scegliere tra vetro e policarbonato, sino che non si faccia definitiva chiarezza sull'effettivo rilascio di Bisfenolo nei prodotti alimentari contenuti nel policarbonato invece tutti i biberon di recente produzione, con le maggiori innovazioni (vedi tettarelle fisiologiche), sono disponibili solo il policarbonato e quindi il genitore è costretto ad acquistare biberon meno, se così possiamo dire, meno performanti e meno "apprezzati" dai bimbi.
Ecco la sintesi della ricerca:
Contenitori per il cibo: un componente è tossico ??mercoledì 13 aprile 2005, Il Pensiero Scientifico Editore ??I contenitori di plastica per portare il cibo al lavoro sono belli, colorati e comodi, ma contengono tracce di un contaminante, il bisfenolo-A, che rilasciano lentamente e che va a finire nel pranzo con conseguenze, che alla lunga, potrebbero non essere trascurabili. Il policarbonato, o specificatamente il policarbonato da bisfenolo A, è un materiale plastico trasparente usato per realizzare vetri infrangibili, lenti leggere e, soprattutto, contenitori per alimenti tra cui anche i biberon. ?L’allarme parte da un gruppo di ricercatori della Yale University i quali hanno dimostrato che basse dosi di bisfenolo-A inibiscono, nelle femmine del ratto, l’induzione mediata da estrogeni di alcune connessioni dell’ippocampo, un'area del cervello coinvolta nell’espressione del differente comportamento sessuale e della formazione della memoria. Neil J. MacLusky, l’autore dello studio, è diventato sospettoso nei confronti di questo composto quando, nel corso della sua esperienza di clinico, ha notato che il bisfenolo-A si ritrova con una certa frequenza nel sangue dei pazienti. Così ha dato inizio ad uno studio sull’effetto di alcuni contaminanti ambientali tra cui questo componente della plastica.
I dati ottenuti nei ratti sono chiari: questo composto, altamente reattivo, agisce selettivamente a livello cerebrale inducendo uno stato confusionale negli animali. Il corpo lo riconoscerebbe infatti come un ormone, in particolare come un estrogeno, scatenando tutte le reazioni di cui questi ormoni sono promotori. Già da tempo, in realtà, si sapeva che il bisfenolo-A, proprio per questa sua azione simile agli ormoni, poteva causare dei danni al genoma, in particolare intervenire nel meccanismo che regola la corretta segregazione dei cromosomi determinandone una riduzione o un aumento di numero.
“La nostra preoccupazione, nel caso degli esseri umani, è rivolta soprattutto alle donne in cui l’esposizione a questo contaminante potrebbe portare ad una variazione dell'equilibrio ormonale con serie conseguenze”, ha dichiarato MacLusky.
Fonte: Yale University.
Ecco il link dove potete reperire (è in lingua inglese) la ricerca:
http://ehp.niehs.nih.gov/members/2005/7633/7633.pdf
- 26-08-05, 16:10 #2
L'articolo mostra che gli effetti dannosi del BPA insorgono a un dosaggio di 40 microgr/kg/giorno: secondo la legge, in Europa il dosaggio massimo tollerabile è 4 volte inferiore a quello usato nello studio.
Se questi risultati fossero confermati ci sarebbe da preoccuparsi, anche se non sappiamo quanto BPA sia effettivamente rilasciato dagli oggetti in commercio.
- 26-08-05, 23:13 #3
Ricordo poi che gli effetti non scalano linearmente negli organismi: quasi sempre, sotto a una certa soglia, gli effetti crollano: potrebbe darsi che i valori permessi non creino alcun fastidio.
Comprendo le preoccupazioni (se si può vetro, perché no??), però non esageriamo.
- 27-08-05, 00:29 #4
Olaf, mi sembra di ricordare che tempo addietro avevi domandato sul forum della possibilità di utilizzare nello stesso ambiente dove cucini il tuo iBook, al che io ti avevo sconsigliato di farlo perché il policarbonato tende a degradare, se posso usare questo termine, in presenza di oli e grassi alimentari.
In quel caso ti avevo raccontato di quello che mi era successo con una fornitura di plafoniere stagne in policarbonato per un frantoio oleario: dopo pochi mesi le plafoniere diventavano inutilizzabili (si staccavano gli schermi etc.) e bisognava, dopo esserci consultati con l'ufficio tecnico della Disano Illuminazione, ricorrere alle plafoniere in acciaio e vetro.
Qui sotto ti lascio il link alla sezione tecnica della Disano dove si legge testualmente che il policarbonato resiste "relativamente" agli oli e ai grassi alimentari, quindi, correggimi se sbaglio, che durante questa fase di "alterazione" i prodotti primari che compongono il policarbonato tendono a separarsi.
http://www.disano.it/viewpage.conten...CTG_PARENT=581
Io, a parte la ricerca di Maclusky, non ho altri elementi per valutare se le quantità di Bisfenolo-A rientrino o meno nei c.d. dosaggi massimi tollerabili però, come dici giustamente tu, se c'è il vetro non capisco perché i bambini debbano sorbirsi quantità di Bisfenolo-A più o meno rilevanti/dannose per il loro organismo.
- 27-08-05, 14:25 #5
Può darsi che debbano sorbirsele perché sono comunque sotto la soglia di "fastidio" (cioè effetti nulli) mentre l'avere prodotti infrangibili è una comodità?
Poi si tratta di verificare qual'è la quantità massima tollerabile (discorso a parte), ma il voler ridurre a zero forzatamente... come con le onde elettromagnetiche: perché non ti trasferisci in collina/montagna/molto fuori città, ci sono meno inquinanti in aria e meno radiazioni... solo che è una scomodità terribile, meglio prendersi un po' di inquinanti, l'organismo li tollera entro certi limiti. Questione di misura: se danni non ve ne sono (con ampio margine di sicurezza, qui non mi pare vi sia), equiparo le alternative e mi baso su altre considerazioni.
- 27-08-05, 15:03 #6D'Alema presidente
- Iscritto
- 01-05
- Luogo
- Roma
- Messaggi
- 4.040
dico per dire... non è che si preferisce al vetro xk si rompe meno facilmente?
- 27-08-05, 19:01 #7
- 27-08-05, 20:01 #8
Mia figlia ora ha 9 anni, quindi l'uso del biberon non risale alla preistoria. A parte uno piccolo ed usato saltuariamente, abbiamo sempre utilizzato quelli in vetro, che specialmente per un utilizzo intensivo, risultano più igienici e puliti anche dal punto di vista puramente estetico. Ne abbiamo rotti solo un paio nei tre anni di utilizzo. C'è da dire però che non lasciavamo il biberon in giro magari pieno a metà, per ciucciate saltuarie gestite direttamente dall'infante, con relative numerose cadute a terra del recipiente.
- 27-08-05, 23:21 #9già ci abito
Originale inviato da Olaf Marzocchi
Per quanto riguarda l'infrangibilità ti posso dire che anche quelli in vetro sono molto resistenti e non si rompono tanto facilmente.
Sul dosaggio massimo tollerabile a quanto capisco c'è incertezza, in California si parla della messa al bando dei biberon/contenitori per cibo in policarbonato proprio per questo motivo, quindi non vedo proprio la necessità di rischiare solo per avere un biberon più leggero e infrangibile.
Sugli studi di lungo periodo sono sempre molto sospettoso, ricordo che nei primi anni '70 due studiosi americani (uno di essi era italoamericano) teorizzarono in laboratorio che i CFC erano dannosi per l'ozono. Di lì a poco la Dupont (una delle maggiori multinazionali che produceva CFC) commissionò ricerche che in brevissimo tempo smentirono le scoperte fatte inizialmente. Sappiamo poi come andò a finire e i CFC furono vietati solo, se non ricordo male, nei primi anni '90.
Una cosa molto simile accadde con l'amianto e con le ricerche fasulle, commissionate dalle multinazionali del tabacco, sul fatto che il fumo non provocasse gravissime malattie.
- 27-08-05, 23:44 #10
Il mio ragionamento era di concetto, sul biberon concordo :-)
Dico solo di non farci prendere dalle paranoie, se queste poi ci costringono a privazioni di altro genere magari peggiori.



LinkBack URL
About LinkBacks




La mia domanda al riguardo e' questa.... E' possibile collegare la scheda...
Scheda audio per mac i book