Discussione: scuole private
- 08-09-05, 21:18 #1
scuole private
Pisanu sulla chiusura della scuola islamica di milano:
"I bambini islamici devono andare nelle scuole statali e imparare la lingua italiana: personalmente sono contrario a qualsiasi forma di educazione parallela....
http://www.repubblica.it/2005/i/sezi...olapisanu.html
e allora le altre scuole? quelle cattoliche, valdesi, ebree o americane o laiche o appunto islamiche?
Qualcuno mi spiega la differenza?
da notare che in Italia quando si parla del finanziamento da parte dello stato delle scuole private si intende solo "scuole cattoliche" in realta' di scuole private ce ne sono altre e se ne finanziamo una ( o finanziamo gli studenti, che e' uguale) dobbiamo poi finanziarle tutte
- 08-09-05, 22:16 #2_jovenalGuest
Ah, c'era stato un refuso sulle agenzie di stampa: non era per motivi igienici, era per motivi glottologici. Ah, bhé…
- 08-09-05, 22:49 #3_jovenalGuest
Ho letto l'arrticolo ed il pensiero di Pisanu, che è Ministro della Repubblica, avrà senza ombra di dubbio una certa cultura delle cose demografiche e delle integrazioni fra etnie in uno stesso territorio. Per cui, non è pensiero andante da bar quello che gli fa dire
bambini islamici devono andare nelle scuole statali e imparare la lingua italiana: personalmente sono contrario a qualsiasi forma di educazione parallela che servirebbe solo a ghettizzare gli islamici in Italia, a farne una enclave nel nostro territorio ovvero l'esatto contrario di quell'islam italiano che vorrei io.È piuttosto un pensiero strutturato: la struttura che porta alla divaricazione tra modello europeo e modello statunitense nel campo difficile dei movimenti etnici. Il modello europeo ha [avrebbe] portato al multiculturalismo, non verificatosi così sistematicamente come lo si è teorizzato per almeno 35 anni del secolo scorso. Quello USA è piantato nell'esito [nel bacino] socio-culturale del meltin'pot.
Senza tirarla per le lunghe, la questione è così: il modello storico del multiculturalismo si sta definitivamente scartando, essendo davvero così evoluto da annullare - se si realizzasse - ogni elemento che mantenga le equidistanze tra stati~modelli~politiche di cui ancora pare ci sia bisogno [e per molto ancora, necessariamente. Per questo ci vorrebbe una rivoluzione, una rimozione delle necessità, ma vabé].
Per finire veloce: dice Ma questi hanno la faccia come il cùlo, ma come gli viene di dire una cosa così? [questo lo dicono quelli di sx]. Invece no, è che quelli di sx sono diventati tonti come quelli di destra, credono sempre che c'hanno a che fare con gli idioti o i mafiosi. Infatti, repubblica la butta sempre sul ridicolo, ma checcazz. Giustamente pisanu [bravo, preparato] lo sa e ti infila un principio sociale di derivazione remoto-antropologica proprio nel bel mezzo dell'oooooh del pubblico occhiappalla, così chi deve capire capisce e la Storia si fa senza ostacoli, la chiacchiera compresa.
Vaffancùlo.
- 10-09-05, 00:25 #4
io sono andato alla scuola pubblica e ci ho mandato le mie figlie, se avessi avuto i soldi per mandarle alla scuola privata, li avrei spesi per mandare a scuola quelli che non avevavo i soldi neppure per andare alla scuola pubblica (quando ero alle elementari, in un paese di montagna, a novembre la scuola era quasi deserta, perché quasi tutti i mieie compagni andavano a raccogliere le castagne, per avere da mangiare d'inverno), oggi sto mandando un pò di soldi in africa per far studiare qualche bambino che non ha neanche le castagne
- 10-09-05, 10:14 #5
Alla tivvù ho sentito un esponente islamico (credo addirittura Scialoia) dire che quella scuola non aveva senso, perché non essendo riconosciuta avrebbe formato i bambini e ragazzi per nulla, perché avrebbe dato loro titoli di studio non riconosciuti dal nostro paese, quindi inutili, quindi aumentando problemi di integrazione ed eventualmente anche di prosecuzione degli studi o di ingresso nel mondo del lavoro.
Non mi sembra così stùpido come ragionamento.
In linea di principio sono abbastanza contrario alle scuole private e prediligo la scuola pubblica.
In ogni caso, se privata deve esserci, che sia legalmente riconosciuta e i programmi siano in qualche modo "controllati" (passatemi il termine) dal ministero.
Altro piccolo dettaglio: se quei bambini a casa parlano la loro lingua (arabo?) e a scuola solo quella stessa lingua, come possono integrarsi nell'ambiente di vita quotidiano?
Ho l'esempio vicino a casa. Famiglia marocchina (bravissime persone, nulla da dire, io vado da loro, loro vengono qui, ci si scambia cose e dolci...), ma tra di loro e con i bimbi parlano solo arabo (e guardano la tv marocchina). Li capisco, ho vissuto anch'io all'estero, viene spontaneo. Però dovrebbero a volte fare uno sforzo maggiore, altrimenti diventa difficile anche la semplice vita quotidiana. La moglie, che sta sempre a casa (perché ha i bimbi piccoli) fa molta fatica a parlare e capire l'italiano. Ha dovuto chiedere a mia madre se la accompagnava dal medico perché lei aveva paura di non capire. Nessun problema, per carità, ma se non ci fosse stata mia madre? Gli altri vicini non è che si curino molto di loro.
Sono andato ot?
- 10-09-05, 11:07 #6
Per rispondere a Pietro, do rapidamente qualche riferimento legislativo.
La Costituzione italiana attribuisce ai genitori il diritto e il dovere di istruire ed educare i figli (art. 30), e allo stato il compito di stabilire le norme generali sull'istruzione (art. 33), di istituire scuole statali etc.; inoltre l'istruzione di base è obbligatoria e gratuita (art. 34). Vedi anche la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, che all'art. 26 stabilisce principi simili, e un vincolo particolare al contenuto "morale" dell'istruzione impartita (comma 2).
L'istruzione privata può essere organizzata in diversi modi. I genitori possono istruire i figli direttamente o con l'ausilio di precettori (scuola paterna), o mandarli in scuole private completamente indipendenti dal sistema statale. In questi casi i figli devono affrontare i normali esami di stato nelle scuole statali, come privatisti (istruzione obbligatoria + lo stato stabilisce i principi generali = lo stato deve controllare che l'istruzione sia stata impartita decentemente). Altrimenti, una scuola privata può chiedere di essere riconosciuta come scuola parificata ed essere così integrata nel sistema di istruzione pubblico: in questo caso segue i programmi ministeriali (con possibili variazioni autorizzate), viene controllata periodicamente da ispettori del ministero, organizza al suo interno gli esami di stato e conferisce titoli con valore legale (non si fa l'esame da privatisti). Le scuole cattoliche generalmente sono di questo tipo.
Infine esistono scuole che impartiscono l'istruzione secondo i programmi di altri paesi, e conferiscono titoli di studio di quegli ordinamenti (esistono scuole americane per i figli del personale delle basi militari, scuole internazionali, anche scuole tunisine o di altri paesi islamici). L'istituzione e il funzionamento di queste scuole sono regolati da accordi internazionali.
Quindi, non è possibile agire contro scuole come quella di Milano sulla base delle leggi sull'istruzione, né imporre loro ordinamenti particolari (infatti la chiusura è tecnicamente dipesa dalle norme igieniche); si potrebbe agire contro i genitori che non registrano i figli come privatisti e non fanno sostenere loro gli esami statali, e forse contro i vertici della scuola privata per complicità, nel caso la violazione fosse sistematica. Evidentemente si tratterebbe di un procedimento lento, difficile e costoso.
- 10-09-05, 14:04 #7D'Alema presidente
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in usa c'è liberta federale: scuole col creazionismo e scuole con l'olocausto africano...
- 11-09-05, 21:45 #8
quello che sto contestando e' la coerenza, mi andava bene se la chiudevano perche' non parificata, o perche' non coperta da un trattato internazionale o per qualche altro motivo legato alle normative italiane. Ma e' stata chiusa per motivi igienici, e mi va bene anche questo, ma che c'entra il commento di Pisanu?
"I bambini islamici devono andare nelle scuole statali e imparare la lingua italiana: personalmente sono contrario a qualsiasi forma di educazione parallela"
allora e' questo il motivo per cui l'hanno chiusa?
E se vengono corrette le disfunzioni igieniche puo' riaprire?
<Quindi, non è possibile agire contro scuole come quella di Milano sulla base delle leggi sull'istruzione, né imporre loro ordinamenti particolari (infatti la chiusura è tecnicamente dipesa dalle norme igieniche); si potrebbe agire contro i genitori che non registrano i figli come privatisti e non fanno sostenere loro gli esami statali, e forse contro i vertici della scuola privata per complicità, nel caso la violazione fosse sistematica. Evidentemente si tratterebbe di un procedimento lento, difficile e costoso.>
Da quello che dici gli enti pubblici preposti stanno barando pesantemente e ci lamentiamo della mancanza di civismo degli italiani? con questo genere di esempi ....
- 11-09-05, 22:01 #9tutto il mondo è paese, anche in Usa Al Capone finì in galera come evasore fiscale e non come notorio assassino.
Originale inviato da pietro
Per quanto riguarda la integrazione e l'obbligo di avere una istruzione Italiana la penso come Pisanu. Il Canada, che è un paese civilissimo (da quanto ho visto questa estate noi siamo terzo mondo), accoglie gli immigrati inserendoli da subito nel circuito della assistenza sociale, ha predisposto scuole di lingua perché possano apprendere l'inglese ed integrarsi meglio nel nuovo paese, apprendere la legislazione locale che sono tenuti tutti a rispettare, canadesi, italiani, cinesi, polacchi, russi , albanesi etc. Bisogna mettersi in testa che se l'immigrato viene qui per lavorare e lavora, è utile all'Italia, e quindi ha diritto alla tutela della legislazione italiana, ma ha anche il dovere di integrarsi, apprendere la lingua, i costumi, rispettare la nazione che l'accoglie, altrimenti è meglio che resti a casa sua.
- 11-09-05, 22:06 #10D'Alema presidente
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se Borghezio chiedesse di fare un esame agli immigrati gli darebbero del fascista, quando invece li fanno nella "civilissima" svizzera!
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