La domanda è se l'Iran è credibile.
Io non ne farei di nuovo una questione di culture, perché la cultura in questo caso è posteriore, nella scala dei fattori che generano la situazione. Cioè, il problema non è [ancora, a questa altezza] nel confronto tra l'islamismo e occidente, quindi sarebbe buono di non cominciare a parlare nei termini che ho letto sin da subito, perché è un attimo che finiamo a dirci che il vicino di casa puzza. E, esattamente, questa cosa non c'entra.
Il problema è tutto negli equilibri interni al medioriente: tutte forze autonome ed imparentate, ognuna delle quali ha una propria [ancora antica e insuperata] necessità di prevalenza sulle altre. Addirittura, all'interno di ciascuna area politica, vige una suddivisione molto capillare, un conflitto di poteri che possiamo paragonaare solo alla mafia, qui in occidente: oppure a modelli conflittuali del potere vigenti fino ad un paio di secoli fa, qui da noi. Clan, famiglie, tribù.
L'approccio della politica d'occidente verso la soluzione delle questioni mediorientali non attecchisce per questo, per un salto di registro suddivisionale, non so se mi spiego. [Vista la presenza di Eorl che non capisce cosa scrivo, mi pongo il problema, per gli altri non c'è problema].
Ora, l'Iran non è una novità che possa fare dichiarazioni simili a quelle dei giorni scorsi: è proprio lineare, guardate. Poche settimane fa ha dichiarato di infischiarsene del trattato per il disarmo [che poi, è da dire, non è stato rispettato non solo lì: ma diciamocelo pure, esiste negli ultimi anni un climax generale, una tendenza molto concretamente tangibile, linkata a motivi di alto livello, per cui il non armamento è stato adottato come istituto diplomatico fondamentale, nei rapporti geopolitici. Chi ne è uscito esplicitamente, lo ha fatto a sua volta linkandosi a percorsi interrotti ai tempi di Gorbaciov, quindici anni fa, quando per l'appunto quei percorsi erano in piena].
A quell'epoca, l'asse della trattativa [e della distensione, e di tutte i proclami neopolitici che ne derivarono] era orientato lungo la direttrice più visibile tra est ed ovest: mentre, in quel gioco di forza, i vettori esercitati dal [o tramite] le politiche mediorintali furono considerati o secondari oppure delimitati a sfere private di quel mondo, all'Islàm. [Bhé, come fa gennaro qui sopra, che dice subito Quel mondo, Quella cultura. Azzeccandoci solo nominalmente, perché in effetti di Quel mondo stiamo parlando. Ma il mondo è intero, caro gennaro: non ci sono punti vuoti, binari morti. Puoi fregartene, idealmente: aspirare a fregartene, ma ti verrà a cercare lui].
Ora, da una decina d'anni - da cinque o sei per motivi di organizzazione - quei link lasciati aperti sono tornati a continuare il percorso interrotto. Per una via ormai rappresentabile come sovversiva, come canaglia, ma solo perché ripresentata come fosse una novità, un elemento alieno al corso della storia.
Invece, guardiamoci le date - che una volta lo scrivevo spesso di guardarcele.
L'iran chiede oggi di avere il nucleare: giustifica la richiesta con motivi di facciata, ma di una facciata sostanziale. Nel senso che, nella sostanza, adoperare il nucleare gli dà i vantaggi che espone a proprio suffragio, ma lo mette nelle condizioni di produrre carburante bellico nell'arco di due anni. È da una vita che l'Iran aspira a questa condizione: per come sono posti oggi gli obblighi e le clausole e i requisiti tecnici e quelli economici per arrivare ad in iniziare la costruzione di armi atomiche, l'Iràn è costretto in una condizione di aspirazione che resterebbe perpetua e non risolvibile: non le potrebbe costruire.
Ora ha deciso di fare una forzatura ai requisiti, e di ottenere di usare il nuclare per scavalcare gran parte di quelle condizioni negative.
A questo punto, basta confrontare all'indietro questa dichiarazione [e tutta la parure di preparativi per un processo costruttivo simile], ad esempio con i fatti iraniani della metà degli anni '80, sullo stesso argomento; e guardare chi furono gli attori dello scontro che ne conseguì: appunto Iràn e Israele, che gli distrusse gli impianti di produzione; per dire definitivamente Sì, l'Iran è storicamente credibile, è sempre lui, non è strano che determini in Israele l'avversario principe delle proprie mire di predominio Interno [sottolineo: interno alla regione mediorientale. Ed anche un pochino oltre, verso levante, stemperando l'espressione di Predominio verso una posizione quantomeno di Equilibrio. Perché ricordiamoci che attualmente l'Iarn è schiacciato, è monco, è proprio il più debole, paradossalmente].
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Cosa dire quindi:
> bisogna dire innanzitutto che la ripresa dei percorsi di potere, di carattere sovversivo rispetto allo stallo che abbiamo creduto di raggiungere con la distensione est~ovest, è stata moltiplicata - per un paradosso - dall'idiozia politica e dalla cecità ingiustificabile della famiglia Bush e tutto il suo patronato familiare mafioso. E non mi dilungo su questo.
> Poi, bisognerebbe che l'Europa imponesse una linea: non dico nemmeno quale, dico che proprio non c'è una linea forte, hanno rotto i cogliòni, sembra che l'europa sia stata scoperta ieri… mah.
Fino a prova contraria, avremmo qualche proprietà storica in più per capirci di queste cose e per spingerci in incursioni critiche oltre i balcani e fare opera di recupero~bonifica~progresso. Ma veramente, le quantità di berlusconi e rutelli sparsi per i paesi d'EU sono eccessive.
>Infine, bisognerebbe enrtare nella stanza da gioco di Israele vs Arabi tutti e far saltare il banco.
Io [finisco andandomene sul personale, che mi manca tanto su questo form da un certo periodo in qui] fondamentalmete mi sono rotto il càzzo di ascoltare dalla stampa le strònzate perpetue, proprio la balla fatta opera classica, la litanìa continua di affari inconsistenti fatti passar per cose da una parte normali e fisiologiche, dall'altra importantissime.
È proprio un'arte quella di confondere la gente mischiando gli affari tipici da cultura delle giornate-tipo con gli argomenti da massimo sistema irraggiungibile: la balla della trascendenza delle cose, per cui va a finire che - guarda un po' - il conflitto di un secolo e oltre scaturisce dal fatto che
{l'intero sistema dal nome ARABI} SI COMPORTA [bene; male] - e il reciproco per i sionisti.
Cioè, è una cosa che proprio mi toglie il terreno da sotto i piedi… quello di vedere come si diffonda ed attecchisca questa versione da copertina dei fatti.
La mia domanda al riguardo e' questa.... E' possibile collegare la scheda...
Scheda audio per mac i book