Discussione: Verita' E Giustizia Per Federico Aldrovandi
- 20-01-06, 11:01 #1
Verita' E Giustizia Per Federico Aldrovandi
questa è la terribile storia che una madre ferrarese ha scritto su un blog da lei creato per contribuire a fare luce sulla morte del figlio, Federico Aldrovandi di Ferrara.
A 4 mesi ormai dal fatto doloroso la città non ha avuto ancora verità, i punti oscuri in questa storia sono davvero troppi e i dubbi sull'operato della polizia crescono.
Il questore di Ferrara si è barricato dietro una difesa dei suoi uomini, spingendosi forse troppo avanti e non rispettando il silenzio su accertamenti ancora in corso
Oggi tutta Ferrara chieda a gran voce di vederci chiaro
Gli attestati di solidarietà da tutta Italia sono stati numerosissimi.
chiedo a tutti i frequentatori di macity di unirsi alla richiesta di verità e alle iniziative che il neocostituito Comitato "verità per aldro" sta portando avanti
qui vi riporto il racconto di questa coraggiosissima mamma, esempio di coraggio e amore per tutti:
Federico
Ferrara, 2/1/2006
Scrivo la storia di quel che è successo a Federico, mio figlio.
Non scriverò tutto di lui, non si può raccontare una vita, anche se di soli 18 anni appena compiuti.
È morto il 25 settembre, il giorno di natale sono stati tre mesi…
Ho sempre pensato che sopravvivere ad un figlio fosse un dolore insostenibile. Ora mi rendo conto che in realtà non si sopravvive. Non lo dico in senso figurato. È proprio così. Una parte di me non ha più respiro. Non ha più luce, futuro…
Perché il respiro, la luce e il futuro sono stati tolti a lui.
Sabato 24 settembre è stato un giorno sereno, allegro…
Dopo la scuola il pranzo insieme, chiacchiere, risate. Era ancora estate, faceva caldo. Ha portato a spasso il suo amico cane. Non lo faceva spesso, ma quel giorno è andato con la musica in cuffia. Tutto in quel giorno aveva un’aura speciale.
Pensandoci ora è come se avesse voluto salutare tutti noi. Ha avuto sorrisi per tutti… la gioia era lui.
Ha incontrato la compagnia, ha fatto il suo lavoretto di consegna pizza.
Il programma della sera prevedeva un concerto a Bologna.
Prima di partire è passato da casa per cambiarsi le scarpe, rotte giocando a pallone…
È stata l’ultima volta che l’ho visto vivo.
Ha salutato tutti, compreso il fratello che dormiva già, chiedendomi perché Stefano non avesse risposto al suo saluto.
Anche una sua amica mi ha confermato che quella sera era sereno, che l’ha salutata sorridente con la solita pacca sulla spalla e l’appuntamento al giorno dopo…
Non è mai esistito il giorno dopo.
Al Link il concerto era stato annullato. Quindi la serata è trascorsa lì dentro.
L’hanno detto i compagni che erano con lui, non posso definirli amici, e le analisi lo hanno confermato. Uno dei ragazzi gli ha venduto una sostanza, una pasticca o simili.
Lo definiscono lo sballo del sabato sera. È sbagliato si. Ma non si muore di questo…
Federico lo sapeva bene. Era stato partecipe di un progetto scolastico di ricerca e informazione promosso dalla provincia. So che la sua era una conoscenza approfondita con ricerche sui siti delle asl, conosceva le sostanze e gli effetti. Ed era a suo modo un igienista. Aveva grande cura del suo corpo, di quel che mangiava. Era uno sportivo. Una ragazzo splendido pieno di salute.
E di progetti: pensava alla musica, al suo futuro, lo studio serviva a costruire il futuro.
Nell’immediato c’erano le cose semplici: la patente dopo pochi giorni, il karate, un band musicale da organizzare con gli amici, e la vita di tutti i giorni cercando di stare bene…
Trascorsa la serata il gruppo era rientrato a Ferrara, tornati al punto di incontro dove i più avevano lasciato le macchine o i motorini.
Federico era a piedi. Era partito da casa in macchina con Michy, che poi non era andato a Bologna.
Erano ormai le cinque del mattino. I ragazzi hanno raccontato che gli hanno offerto un passaggio ma Federico non aveva voglia di rientrare subito. Sarebbe tornato a piedi. Era vicino a casa…
Dal suo cellulare si vede che ha chiamato diversi altri amici. Specialmente i suoi migliori amici, un paio di volte ciascuno. Forse per chiedergli se erano ancora fuori… sembra che nessuno gli abbia risposto. I ragazzi che conosco mi hanno detto che avevano già spento il cellulare per dormire.
E poi non so cosa sia successo esattamente. A quell’ora mi sono svegliata, forse non del tutto, chiedendomi se Federico fosse rientrato. Avevo una stanchezza invincibile non riuscivo a muovermi. Poi ho sentito un rumore nella sua stanza ed ero sicura che fosse lì…
Mi sono risvegliata che erano quasi le otto.
Ho cominciato a chiamarlo e ad inviare messaggi. Nulla…
Non era possibile che non rispondesse. Se tardava mi avvisava sempre. Diceva che lo stressavo ma non voleva farmi stare in pensiero. Mi aggrappavo all’idea che avesse solo perso il cellulare…
Poi l’ha chiamato anche suo padre. Sul cellulare di Federico il padre è memorizzato col solo nome, Lino.
Una voce ha risposto.
Ha imperiosamente chiesto chi fosse al telefono, ed ha chiesto di descrivere Federico.
Poi si è qualificato come agente di polizia, ed alle nostre domande ha risposto che avevano trovato il cellulare su una panchina dalle parti dell’ippodromo e che stavano facendo accertamenti. Ed ha riattaccato.
Immediatamente ho cercato in Questura, e ho cercato anche ripetutamente un amico che ci lavora.
Nulla.
Il centralinista rispondeva: c’è il cambio di turno… non sono informato…, appena avremo notizie chiameremo noi…
Niente per altre tre ore!!!! Passate nell’angoscia e nelle telefonate frenetiche agli ospedali, ai suoi amici e di nuovo ripetutamente alla questura.
Nel frattempo Stefano è accorso in bicicletta alla ricerca del fratello. Ringrazio il cielo che non sia andato nel posto giusto.
La polizia è venuta ad avvisarci solo verso le 11. dopo che lo avevano portato via.
Il suo corpo è rimasto sulla strada dalle 6 alle 11.
E non mi hanno chiamata. Era mio figlio. Nessuno ha il diritto di tenere una mamma lontana da suo figlio!
E mi hanno detto che lo hanno fatto per me… perché era meglio che non vedessi.
In quel momento gli ho creduto.
La polizia ha detto che un’abitante della zona aveva chiamato perché sentiva delle urla.
Dicevano anche che si era ferito sbattendo da solo la testa contro i muri.
Questo si è rivelato falso. Smentito dalle verifiche. Federico era sfigurato dalle percosse.
Molto tempo dopo ho riavuto i suoi abiti. Portava maglietta, una felpa col cappuccio e il giubbotto jens. Sono completamente imbevuti di sangue.
Hanno detto che non voleva farsi prendere. Che ha lottato ed è salito anche in piedi sulla macchina della polizia. I medici hanno riferito che aveva lo scroto schiacciato, una ferita lacero-contusa alla testa e numerosi segni di percosse in tutto il corpo. Ho potuto vedere solo quella sul viso, dalla tempia sinistra all’occhio e giù fino allo zigomo, e i segni neri delle manette ai polsi. L’ho visto nella bara. Il suo corpo non sembrava più allineato e simmetrico. Il mio bambino era perfetto, e stupendo. L’hanno distrutto…
E la polizia mi raccontava che era drogato. Che si era fatto male da solo. Che tutto questo era successo perché era un povero tossico e noi sfortunati…
Lo vogliono uccidere due volte. Le analisi hanno confermato che quel che aveva preso era irrilevante. Non certo causa di morte né di comportamenti aggressivi. Semmai il contrario.
Quel che penso è che Federico fosse terrorizzato in quel momento. Gli stava crollando il mondo addosso. La vergogna di essere fermato dalla polizia, la patente allontanata perché aveva preso una pasticca. E aveva dimenticato la carta di identità.
Quella mattina nel vicinato dicevano che era morto un albanese. Nessuno si preoccupava più di tanto…
Ha certo cercato di scappare. Di non farsi prendere. Visto com’era ridotto si capisce come lo abbiano fermato. Quando lo hanno immobilizzato, ammanettato a pancia in giù non ha più avuto la forza di respirare.
Chissà quando se ne sono accorti?
L’ambulanza è stata chiamata quando ormai non c’era più niente da fare. E nemmeno allora lo hanno portato all’ospedale per provare un intervento estremo. Lo hanno lasciato lì sulla strada. Cinque ore. Poi lo hanno portato all’obitorio. E solo allora sono venuti ad avvisarci.
Perché?
Se fosse vero che dava in escandescenze da solo perché non è stata chiamata subito l’ambulanza?
Perché atterrarlo in modo tanto violento e cruento? Era solo. Non c’era nessuno. Era disarmato. Non era una minaccia per nessuno.
Perché aspettare tanto prima di avvisare la famiglia? Chiaro. Per non farcelo vedere…
Se lo avessimo visto così cosa sarebbe successo? Che risonanza avrebbe avuto?
Sul giornale del giorno dopo un articolo che dichiarava che era morto per un malore… tratto dal mattinale della questura.
Il giorno dopo sull’altra testata cittadina “Federico sfigurato”. Immediate controdeduzioni del Capo Procura: “non è morto per le percosse”… questa è stata la prima ammissione di quanto successo.
Ad oggi ancora non sono stati depositati ufficialmente gli esiti degli esami medici. Sono emersi solo alcuni dettagli che ho citato prima.
Quel che non mi da pace è il pensiero del terrore e del dolore che ha vissuto Federico nei suoi ultimi minuti di vita. Non ha mai fatto male a nessuno. Credeva nell’amicizia che dava a piene mani. Era un semplice ragazzo come tanti. Come tutti i ragazzi di quell’età si credeva grande ma dentro non lo era ancora. Aveva tutte le possibilità di una vita davanti, e una gran voglia di viverla…
Scritto il 02/01/06 alle 18:27 |
http://federicoaldrovandi.blog.kataw...co_aldrovandi/
- 20-01-06, 11:11 #2
PER TUTTI COLORO CHEVOLESSERO ADERIRE AL COMITATO E' SUFFICIENTE MANDARE UNA MAIL COL PROPRIO NOME COGNOME E CITTA' AL SEGUENTE INDIRIZZO DI POSTA ELETTRONICA:
veritaperaldro@katamail.com
PRESTO SARA' ATTIVO ANCHE UN SITO:
www.veritaperaldro.it
- 20-01-06, 11:24 #3
l'amore e il dolore di una madre non devono essere commentati.
ma la nostra eventuale adesione a questo comitato che scopo vuole raggiungere?
richiedere davvero "verità è giustizia per Federico Aldrovandi " o sposare la "verità" raccontata dai parenti in opposizione a quella raccontata dalle autorità?
che elementi abbiamo per schierarci da un lato piuttosto che dall'altro?
- 20-01-06, 11:44 #4
l'adesione non ha lo scopo di sposare una verità, al momento c'è la verità data sulla vicenda dalle autorità di Polizia, dall'altro lato ci sono i dubbi avanzati dalla madre e da moltissime persone che sensibilizzate dall'iniziativa del blog hanno deciso di accompagnarla in questo cammino per una verità definitiva sul fatto.
Rispetto l'intelligenza degli utenti di questo forum che ritengo in primo luogo amici, a questi chiedo soltanto di unirsi a quanti chiedono che i fatti vengano accertati il più rapidamente possibile, questo è lo scopo unico del comitato.
Il referto dell'autopsia svolta a settembre deve ancora essere reso pubblico, e verrà reso pubblico soltanto il 27 febbraio, 5 mesi sono davvero troppi per non creare molti dubbi sulla trasparenza degli accertamenti.
tengo a sottolineare che nonostante la delicatezza della situazione le indagini sono state affidate alla stessa polizia.
- 20-01-06, 11:53 #5gennaro_macGuest
Anch'io voglio esprimere il mio rispetto per il dolore della mamma.
Tuttavia come dici tu stesso
noto che l'iniziativa sorge a sostenere i "dubbi" della signora. Quindi è a priori schierata.dall'altro lato ci sono i dubbi avanzati dalla madre e da moltissime persone che sensibilizzate dall'iniziativa del blog hanno deciso di accompagnarla in questo cammino per una verità definitiva sul fatto.
In questo caso prima di prendere questo o quel partito, preferisco aspettare i risultati dell'inchiesta ufficiale.
- 20-01-06, 11:59 #6
eccovi alcuni documenti
http://www.kataweb.it/articolo/1257146
http://ilrestodelcarlino.quotidiano....5:/2006/01/20:
http://ilrestodelcarlino.quotidiano..../01/20/5399568
http://ilrestodelcarlino.quotidiano..../01/20/5399559
www.parlamento.it dove tra le interrogazioni a risposta immediata svolte nella giornata del 19 Genneio 2006 potrete trovare il testo integrale dell'interpellanza per accertare la morte di Federico Aldrovandi presentata dall'On. Titti de Simone (partito della rifondazione comunista) e la risposta dell' On Carlo Giovanardi
Vi segnalo inoltre il sito indymedia dove potrete trovare un'ampia documentazione, la notizia è stata inserita l'11/01/2006
http://www.italy.indymedia.org/
come potrete capire da questo nessuna volontà da parte mia di imporre verità a qualcuno ma soltanto il fine di rendere partecipi quante più persone possibili di un fatto che mi ha colpito moltissimo e che mi fa stare male
- 20-01-06, 12:07 #7
Caro Gennaro anche io come tutti i miei concittadini aspetto che sia la magistratura ad accertare i fatti, forse lo aspettiamo da troppo tempo, per questo noi conoscenti di Federico ci siamo organizzati per dare vita ad un comitato estraneo a qualsiasi coinvolgimento diretto di sigle politiche, al comitato si aderisce come singoli anche se poi naturalmente ogni sigla di associazione, partito, sindacato sarà la ben accetta qualora vi sia la volontà di sostenere le iniziative pubbliche promosse per chiedere una veloce conclusione delle indagini.
Ho proposto questa discussione unicamente per invitarvi a documentarvi, ne ha parlato l'intera stampa nazionale, Matrix, Maurizio Costanzo Show, Studio Aperto, Chi l'ha visto
Poi naturalmente ognuno può costruirsi l'opinione che crede, ma l'importante è diffondere un informazione che fino allo sfogo della madre non era stato trattato nemmeno dalla stampa cittadina, e questo per una città dove non succede mai niente e i giornali ti riportano anche del furto di bicicletta è davvero un fatto molto strano
La preghiera che vi rivolgo è soltanto di dare la massima diffusione a questo indirizzo:
http://federicoaldrovandi.blog.kataw...co_aldrovandi/
Non è più un fatto privato di una famiglia, è una richiesta pubblica ormai di tutta una comunità di 150mila persone di avere VERITA' E GIUSTIZIA
- 20-01-06, 12:40 #8
- 20-01-06, 12:50 #9
- 20-01-06, 12:59 #10
Anch'io mi unisco al rispetto per il dolore di una madre... Ma sono anche cosciente che, proprio a causa di questo incredibile dolore, sia molto più facile per un genitore convincersi che il proprio figlio è stato vittima di un qualche abuso da parte di terzi piuttosto che credere che sia morto a causa dell'uso di droghe. Non voglio discutere su quale sia la verità, l'ipotesi della mamma di Federico potrebbe anche essere vera, così come potrebbe esserlo la versione delle forze dell'ordine. A mio modo di vedere, il sacrosanto rispetto per una madre che soffre non ci deve fare perdere l'altrettanto sacrosanto rispetto e la doverosa fiducia nelle istituzioni, quindi anch'io per il momento preferisco aspettare i risultati dell'inchiesta ufficiale. Solo dopo potrò farmi una mia opinione!
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