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Discussione: Australia infelix

  1. #1
    Novizio federicos avatar
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    Australia infelix

    "L'Australia agli aborigeni: «Troppi bambini stuprati Vi togliamo l'autonomia»
    Un rapporto accusa i leader delle comunità: la violenza è la norma.


    Kylie (il nome è di fantasia) portava ancora il pannolino quando Ronderson Coglan, un membro della sua comunità, di notte l'ha portata via dalla sua casa in Australia e l'ha stuprata. È finita in ospedale dove, a soli 17 mesi, ha subìto un brutto intervento all'intestino. Kylie non potrà mai avere figli ma forse lo considererà il male minore. Perché l'orrore che ha vissuto sembra essere la norma in tutte o quasi le comunità aborigene dell'Australia dove i bambini, ma anche molte donne, vengono seviziati dai membri anziani delle tribù. È successo a Sonia (altro nome di fantasia) che a sei anni è morta affogata mentre veniva violentata in un fiume da un diciottenne ubriaco. Clinton, invece, sei anni, ha scoperto di avere la sifilide. Come molti altri suoi coetanei e coetanee. Impuniti gli stupratori, protetti dalla legge tribale, ignorati da quella australiana in nome del diritto all'autonomia degli indigeni (il 2,4% della popolazione).

    Ad aprire il vaso di Pandora è stata una magistrata, Nanette Rogers, oggi pubblico ministero nel Territorio del Nord, ieri avvocato d'ufficio, difensore degli aborigeni accusati di violenza. La donna ha presentato un rapporto agghiacciante sulla situazione nelle comunità di Alice Spring dove la prima causa di morte tra le donne è l'omicidio e i bambini crescono tra violenza, droga e alcol. La stampa questa volta non ha chiuso gli occhi in nome della diversità culturale. Il quotidiano The Australian ha fatto autocritica pubblicando una foto della piccola Kylie sotto il titolo: «Otto anni fa questa immagine ci chiedeva azione. Ma nulla è accaduto». E dopo la denuncia della Rogers sono saltate fuori tutte le altre. Decine di rapporti inascoltati. Uno consegnato personalmente dalla dottoressa Lara Wieland, della comunità di Capo York nel Queensland, nelle mani del premier Michael Howard tre anni fa. Dieci pagine per descrivere ogni tipo di abusi su donne e bambini.

    Allora Howard non mosse un dito. Oggi sì. Il governo australiano ha deciso di affrontare quello che ormai viene definito «il buco nero» del Paese. Come? Il ministro federale per gli Affari indigeni, Mal Brough, ha minacciato le comunità aborigene di togliere loro l'autonomia, i benefici e i finanziamenti di cui godono: «È un fatto che esista una violenza crescente tra gli indigeni. Ci sono delle vere e proprie reti di pedofilia. Questi individui devono essere perseguiti. La nazione non accetterà questa situazione un minuto di più». Addio sogni di maggiore indipendenza. Addio tolleranza per l'applicazione della tradizione tribale secondo la quale è l'anziano del clan a
    farsi carico di punire i crimini commessi all'interno della comunità. Da oggi la polizia, ha promesso Brough, agirà tra gli aborigeni come nel resto del Paese. Ma dallo Stato del Territorio del Nord arriva la replica del ministro capo Clare Martin: «Reti di pedofilia? Non ci sono prove. Stiamo lavorando per risolvere i problemi».

    Passare dalle parole ai fatti non sarà facile. La polizia, per esempio, spesso è fisicamente lontana dalle comunità. E i leader locali la fanno da padroni. Henry Councillor, a capo della Organizzazione sanitaria per la comunità aborigena nazionale, ha ammesso: «Gli esecutori di questi crimini sono i leader delle comunità locali e la gente ha paura a denunciarli». L'altro ieri William Brown, il capo più anziano tra gli aborigeni nel Territorio del Nord, è uscito libero dal tribunale nonostante fosse reo confesso di aver colpito con un'ascia la moglie durante un litigio. Racconta Lillian Gray, della comunità di Cherbourg (nel Queensland del sud): «Le giurie composte da bianchi lasciano andare i criminali perché la considerano una pratica accettata. Ma è un'assurdità dire che una cosa del genere è culturale. Chi abusa deve essere punito».
    --------------------------


    La colonizzazione occidentale ha schiacciato la diversità culturale dei popoli con cui è venuta a contatto fino a trasformarla in una mostruosità.

    Ammesso la colpa, cosa si deve fare: accettare la caricatura residua di questa diversità in nome del relativismo ed tollerarne comunque e ad ogni costo le fantasie o spazzarla via definitivamente in nome di un vivere civile accettabile dalla nostra cultura (e molto probabilmente dalle vittime della cultura "altra")?

  2. #2
    Io do Zune ai miei cani chest avatar
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    Sono situazioni complesse, e bisognerebbe conoscerle approfonditamente per esprimere qualunque giudizio. Mi sento però di dire che in qualsiasi comunità umana - anche relativamente "primitiva" agli occhi occidentali contemporanei - certe forme di violenza sono considerate il peggio del peggio del peggio.

    Ci si può giurare, pertanto, che esiste piena convergenza di vedute - su questi crimini - tra la "tradizione" o "legge" aborigena e quella australiana.

    Mi pare infatti che si parli del problema che certi crimini sono impuniti nelle comunità locali e causa della complicità dei "capi".

    Insomma spannometricamente sembra che le popolazioni chiedano un aiuto all'esterno per ripulire la situazione. In tal senso vedo questo aiuto come un soccorso più che giusto, e persino rispettoso delle tradizioni precedenti. Ne' una siffatta interferenza - si spera transitoria - dovrebbe giustificare una permanente perdita di sovranità.

    Abbiamo perdonato il nazismo alla Germania, pertanto credo che il "sistema di valori occidentale" possa collaborare con le comunità aborigene, affrontando le loro difficoltà senza "ingabbiarli" alla fine.

    Sono comunque situazioni da gestire con grande prudenza. Per intendersi, non "alla Bush".

  3. #3
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    Citazione Originale inviato da federicos
    La colonizzazione occidentale ha schiacciato la diversità culturale dei popoli con cui è venuta a contatto fino a trasformarla in una mostruosità.
    Alcuni anni fa sono stata in Senegal.
    In alcuni Paesi è difficile nascondere la realtà, che comunque ritrovi passeggiando sulle spiagge, allontanandoti dai bungalow e dagli operatori locali.
    Nei villaggi c'era molta igiene, ricambio biologico, le persone sedevano a terra perché fresco, naturale, indicato. Anche se l'aspirina, o una semplice caramella, era bene prezioso e ne reclamavano...
    In città le fogne erano aperte: un fiume che divideva le maggiori località. Le persone sedevano a terra sull'asfalto circondati spesso da mosche, si affollavano nell'unico minibus-taxi, per una monetina rischiavi di fare del male ai piccoli che, assaltati dai bimbi più grandi cedevano nella legge del più forte.

    Il discorso è complesso... Se da una parte la colonizzazione è necessaria ed indispensabile, dall'altra bisogna dare cultura seguendo le singole necessità, culturali e religiose dei popoli.
    Di certo, esistono regole che l'uomo, quale essere umano, non deve trasgredire: "il proprio senso di dignità e libertà, finché non intacchi la dignità di qualcun altro". L'abuso, la sevizie è un male da annullare e combattere.
    Ma non possiamo colonizzare inculcando principi europei, o australiani, ma istruendo rispettando le ideologie locali mostrando, ad esempio, che il sesso va condiviso con soggetti accondiscendenti che provano le nostre stesse emozioni fisiche, oppure quale pratica per la procreazione. Né più né meno come accade nel mondo animale. E questo persino un aborigeno lo comprende...

    Il popolo colonizzatore, invece, ha molte responsabilità di cui rispondere: vedi l'Africa con eccidi tribali, laddove inglesi, francesi e olandesi hanno suddiviso le aree geografiche obbligando popolazioni avverse a convivere. Vedi anche i Paesi arabi dove il nostro voler imporre la democrazia non può avere riscontro, in un popolo abituato alla guida dittatoriale...

    Se pure esistono leggi che valgono per tutti, quali le stesse che regola la Natura, è anche vero ci sono principi che vanno adattati al singolo popolo, perché probabilmente nel rispetto delle singole diversità c'è la strada per eliminare crimini così orrendi.

  4. #4
    D'Alema presidente
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    ci sono 2 metodi: alla Bush o alla chiesa cattolica: tramite imposizioni con le armi e tribunali oppure con associzioni sul territorio che fanno pressione di opinione lentamente ma profondamente.

  5. #5
    Io do Zune ai miei cani chest avatar
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    Citazione Originale inviato da creo
    ci sono 2 metodi: alla Bush o alla chiesa cattolica: tramite imposizioni con le armi e tribunali oppure con associzioni sul territorio che fanno pressione di opinione lentamente ma profondamente.
    Da un cattolico come te, ascrivere i "tribunali" solo a Bush e non alla chiesa cattolica, mi sembra francamente clamoroso.

  6. #6
    Piccio mandrake avatar
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    In Australia ci sono tre tipologie diverse di comunità aborigene. Lo posso dire per averle conosciute di persona durante i miei soggiorni in quella nazione.

    - una parte vive ai margini delle città, alla stregua dei nostri zingari nomadi. Il Governo riconosce loro un sussidio mensile che puntualmente sprecano in alcoolici e cibarie voluttuarie. Vedere un aborigeno che si ingozza con quasi un chilo di burro d'arachide o un'altrettanta quantità di zucchero standosene seduto su una panchina di un parco cittadino non è infrequente.
    Per costoro, il Governo, non riconosce altri diritti e non mi risulta che anche le organizzazioni no profit se ne occupino.

    - una parte vive in "riserve" create da alcuni bianchi con l'intento di reinsediarli sul territorio.
    Peccato che li abbiano fatti diventare un'attrazione turistica. Quanto di peggio si poteva pensare per un popolo nomade che per millenni ha avuto a disposizione un territorio quasi sconfinato.

    - coloro che non si sono, per così dire, urbanizzati rifiutando altresi di vivere in una riserva, hanno continuato a condurre la loro esistenza secondo le tradizioni e le leggi degli avi. In questo contesto le leggi dei "bianchi" non hanno per loro alcun significato.

    Più di una volta personaggi che si sono autonominati rappresentanti del popolo aborigeno hanno intavolato trattative per definire sopratutto "la proprietà della terra" o dell'eventuale risarcimento che spettava agli aborigeni. Ragioni di "sporca politica" hanno sempre impedito un serio trattato.
    Vorrei comunque vedere come qualsiasi autorità sarebbe in grado di imporre un "comportamento civile" ad una minoranza sparsa su un territorio che, a dir poco, è grande come metà Europa.
    Si, certo, si parla di Alice Spring e dintorni. E tutto il resto per altri mille e mille chilometri ?
    Poi Alice Spring è il "terminale" d'obbligo per tutti i turisti che visitano l'Australia con Tour organizzati. Volete che almeno qui una qualche "autorità bianca" non ci sia ? E qualche avvocato che raccoglie la palla per farsi pubblicità ?

    Quello che Federicos ha riportato è solo la punta dell'iceberg rispetto a quello che non si conosce.
    Bianchi con fattorie che si estendono per una superficie paragonabile a quella dell'Olanda, il più delle volte di proprietà di multinazionali estere. Dare la caccia ai dingo o agli aborigeni per costoro non fa molta differenza.

    Non affannatevi pertanto a disquisire o suggerire soluzioni. Purtroppo ce ne sarà una sola. La completa estinzione degli aborigeni, almeno di quelli che non hanno accettato di trascinare la loro esistenza border-line nelle città o nei villaggi gestiti dai bianchi....( con annesso spettacolino delle marionette per illustrare ai turisti le tradizioni di questo popolo).

    P.S.: Lo sapevate che gli aborigeni sono l'unica popolazione della terra che non conosce la musica e che dispone di un solo strumento, per così dire musicale, per emettere un qualche suono ?

  7. #7
    D'Alema presidente
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    [QUOTE=chest]Da un cattolico come te,QUOTE]

    io? soc di FI?

    esistono 2 concezioni, quella di Marcello Pera e quella di Massimo Fini, alias quella di Voltaire e di Rousseau. quella della lotta per la (vera) e quella della tutela delle cultura tipo WWF

  8. #8
    ... Ottimio avatar
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    Citazione Originale inviato da federicos
    La colonizzazione occidentale ha schiacciato la diversità culturale dei popoli con cui è venuta a contatto fino a trasformarla in una mostruosità.
    Uhm. Non viviamo in Australia, non abbiamo una conoscenza adeguata della situazione degli aborigeni né a livello generale né come esperienza diretta, non ne sentiamo quasi mai parlare, ci arrivano informazioni frammentarie per fatti di cronaca eclatanti o per rare notizie di costume, non conosciamo in dettaglio lo sviluppo delle relazioni fra bianchi ed aborigeni né l'attuale situazione giuridica, non abbiamo neanche un quadro completo sul problema delle violenze, né sulla reazione politica, né sul dibattito che si sta svolgendo nella società australiana.

    Abbiamo un articolo piratato in cui si sostiene che molti uomini importanti nelle comunità aborigene compiano continue violenze su donne e bambini facendosi scudo della legge tribale. E da questo tu concludi, con granitica certezza, che è tutta colpa dei bianchi che hanno introdotto il male nell'armonia paradisiaca della società indigena.


  9. #9
    ... Ottimio avatar
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    Citazione Originale inviato da mandrake
    Non affannatevi pertanto a disquisire o suggerire soluzioni. Purtroppo ce ne sarà una sola. La completa estinzione degli aborigeni, almeno di quelli che non hanno accettato di trascinare la loro esistenza border-line nelle città o nei villaggi gestiti dai bianchi....( con annesso spettacolino delle marionette per illustrare ai turisti le tradizioni di questo popolo).
    Cosa intendi per "estinzione degli aborigeni"? L'Europa non è più percorsa da barbari vestiti di pelli di orso: dobbiamo dire che quei popoli si sono estinti, e piangere sulla loro tragica sorte?
    Dal tuo resoconto si capisce che una politica assistenzialista conduce all'abbrutimento (e non sorprende); ma se nel mondo moderno gli spazi per continuare a vivere alla vecchia maniera si riducono fino a scomparire, come mi pare che tu sostenga, allora assimilare gli aborigeni, integrarli nella società contemporanea e dare loro istruzione e lavoro non è forse la soluzione migliore e più dignitosa?

    Non dico che le cose andranno per forza in questo modo, ma questo genere di "estinzione" sarebbe una tragedia solo per gli antropologi.

  10. #10
    "SCIO ME NIHIL SCIRE" eorl avatar
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    ma di che parlate?
    la schiavitù sessuale, la violenza sulle donne e la pedofilia esistono ab immemore ed in un numero imprecisato di civiltà, e ben raramente sono state percepite come criminali, prima dell'avvento del cristianesimo.
    e l'acquisizione della cura dei diritti della donna e del bambino è cosa recentissima...

    perciò la prospettiva con la quale alcuni hanno commentato i fatti mi pare assai fuorviante.

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