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Discussione: Il caso siciliano

  1. #1
    D'Alema presidente
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    01-05
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    Il caso siciliano

    Alla luce degli ultimi avvenimenti ( minorenni giustiziati in USA e IRAN, terrorismo in Gran Bretagna...) mi sentivo di condividere con me ancora qualche cosa in più della mia visione del mondo ( UHH! )

    Molte sono le persone contro le guerre, xk si dice che A PARTE i morti, comunque non risolvono i problemi. Lo stesso si dovrebbe dire per le rivoluzioni che, a parte qualche "poolitica di bandiera", rendono peggiore delle condizioni iniziali la situazione di un determinato paese. Per paese "rivoluzionato" qui intendo USA, URSS, Iran, Cuba, Pakistan, Cina popolare, Francia, Repubblica Napoletana, Repubblica Romana ( quella di Cola di Rienzo), e in parte anche Messico ed Egitto.
    Da parte dei paesi "non rivoluzionati" Austria, Danimarca, Gran Bretagna, Marocco, Giordania, Canada, Tai Wan, Thailandia.

    Come molti ben sanno in questo forum io considero una rivoluzione l'apertura di un vaso di pandora per ogni male liberticida e oscurantista.

    E la Siclia? Che c'entra?
    La Sicilia è ideologicamente e spudoratamente conservatrice. Un dato storico per tutti: ai tempi del rivoluzionario Napoleone, la Sicilia ospitò il monarca delle due Sicilie da egli defraudato e ottenne, tramite l'appoggio inglese, di sottoscrivere una costituzione moderna secondo il modello inglese ( unico caso nell'Europa "continentale" ). I siciliani non chiesero "la repubblica", come era di moda a quel tempo. Invede del "moderno" chiesero un "antico illuminato". Il tutto senza UNA SOLA GOCCIA DI SANGUE. Poi, quando tornò a Napoli alla fine della parabola napoleonica il re borbonico si rimangiò la parola data. Gli inglesi non ritennero opportuno disturbare quello che comunque era un loro alleato ( anche se stavano dalla parte dei siciliani ). Tutto ciò porterà ai moti rivoluzionari e poi alla lotta insieme a Garibaldi: in fondo Palermo era come la Varsavia del blocco sovietico, ovvero il punto debole del regno borbonico. Lo stesso accadrà all'arrivo degli alleati ( l'autonomia siciliana è stata ottenuta direttamente dal re, l'autonomia siciliana PRECEDE la costituzione italiana; tutto senza sangue ). Niente bombe ( la storia dell'esercito autonomista è un'altra faccenbda ), niente retorica nazionalistica o rivoluzionaria, ma ottenendo il tutto per via diplomaticva con i gentiluomini della politica internazionale.

    La Sicilia non fece come quel gruppetto di intellettuali della repubblica partenopea del 1799, essendo i sicliani di mente più fina e basando la loro cultura più sul vero illumismo, ovvero quello originario inglese, rispetto alla degenerazione francese di fine settecento. Se è vero che le guerre anche quando finiscono possono essere causa di guerre future, lo stesso si dovrebbe dire delle rivoluzioni, che alterano il sistema di valori precedenti (spesso in modo arrogante) e quasi sempre lo applicano in maniera più dispotica.

    Che deve fare l'Europa? Riscoprie le sue capitali civili e multiculturali (Londra e Vienna) e abbandonare definitivamente l'ardore ideologico che ancora permane in Francia, USA e Iran. Questo disattiverà anche il terorismo interno.

  2. #2
    D'Alema presidente
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    Al Qaeda nasce dopo la prima guerra mondiale, ma i mali d'Europa cominciano nel settecento.

  3. #3
    Jani Giulio Guerrini avatar
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    01-05
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    E la Siclia? Che c'entra?
    La Sicilia è ideologicamente e spudoratamente conservatrice. Un dato storico per tutti: ai tempi del rivoluzionario Napoleone, la Sicilia ospitò il monarca delle due Sicilie da egli defraudato e ottenne, tramite l'appoggio inglese, di sottoscrivere una costituzione moderna secondo il modello inglese ( unico caso nell'Europa "continentale" ). I siciliani non chiesero "la repubblica", come era di moda a quel tempo. Invede del "moderno" chiesero un "antico illuminato". Il tutto senza UNA SOLA GOCCIA DI SANGUE. Poi, quando tornò a Napoli alla fine della parabola napoleonica il re borbonico si rimangiò la parola data. Gli inglesi non ritennero opportuno disturbare quello che comunque era un loro alleato ( anche se stavano dalla parte dei siciliani ). Tutto ciò porterà ai moti rivoluzionari e poi alla lotta insieme a Garibaldi: in fondo Palermo era come la Varsavia del blocco sovietico, ovvero il punto debole del regno borbonico. Lo stesso accadrà all'arrivo degli alleati ( l'autonomia siciliana è stata ottenuta direttamente dal re, l'autonomia siciliana PRECEDE la costituzione italiana; tutto senza sangue ). Niente bombe ( la storia dell'esercito autonomista è un'altra faccenbda ), niente retorica nazionalistica o rivoluzionaria, ma ottenendo il tutto per via diplomaticva con i gentiluomini della politica internazionale.

    La Sicilia non fece come quel gruppetto di intellettuali della repubblica partenopea del 1799, essendo i sicliani di mente più fina e basando la loro cultura più sul vero illumismo, ovvero quello originario inglese, rispetto alla degenerazione francese di fine settecento. Se è vero che le guerre anche quando finiscono possono essere causa di guerre future, lo stesso si dovrebbe dire delle rivoluzioni, che alterano il sistema di valori precedenti (spesso in modo arrogante) e quasi sempre lo applicano in maniera più dispotica.

    Che deve fare l'Europa? Riscoprie le sue capitali civili e multiculturali (Londra e Vienna) e abbandonare definitivamente l'ardore ideologico che ancora permane in Francia, USA e Iran. Questo disattiverà anche il terorismo interno.


    Tutto bello e forse vero, ma la mafia ? ah! già... dimenticavo, la mafia non esiste


    l'unica cosa che non ho capito (sai sono un pò avanti negli anni, forse dovrei cominciare a cercarmi una badante, prima che me la scelgano gli altri) è a chi si riferiva questo post di qualche tempo fa:

    PALERMO - Al governatore della Sicilia Totò Cuffaro non è bastato dire che «i mafiosi fanno schifo» per evitare una polemica esplosa nell’anniversario della strage di Capaci. Con il cognato di Giovanni Falcone, il procuratore aggiunto Alfredo Morvillo, pronto a spiegare perché alle manifestazioni era arrivato il presidente della Regione Campania Antonio Bassolino e non il grande assente: «Chi è gravemente sospettato di vicinanza ad ambienti mafiosi, tanto da essere rinviato a giudizio per favoreggiamento aggravato, non può essere invitato a partecipare a un dibattito in ricordo di Falcone».
    Il governatore sotto processo per la vicenda delle talpe in Procura, ufficialmente fuori Italia «per gravissime ragioni familiari», aveva spedito una lettera a Maria Falcone assicurando di essere «idealmente presente». E la cosa sarebbe finita lì, se non ci fosse stata la bordata del fratello di Francesca Morvillo, caduta a Capaci con il marito e tre agenti di scorta.
    Scatta così un imbarazzo istituzionale sottolineato dall’eurodeputato di Rifondazione comunista Giusto Catania, protagonista della mozione alla Regione per sollecitare le dimissioni di Cuffaro: «Alla fine tutti i partiti di centro sinistra hanno firmato, ma non la discutono in aula».
    La polemica politica rischia di far passare in secondo piano l’«invasione» di duemila studenti ieri nell’aula bunker dell’Ucciardone, trasformata nel «villaggio della legalità». D’altronde, il tema delle «frequentazioni indecenti» l’ha rilanciato il procuratore Piero Grasso parlando di «una mancata piena presa di distanza della politica dalla mafia» alla platea affollata anche da parlamentari di ogni schieramento e da alcuni agenti dell’Fbi. Tutti in via Notarbartolo alle 17.58 per un minuto di silenzio e un concerto di Nicola Piovani davanti all’«Albero Falcone», dopo i messaggi di Ciampi e Casini.
    Sono le voci dei ragazzi, anche di scolari delle elementari, arrivati dal Nord con un treno speciale, ad alimentare la speranza di cerimonie disertate da un pezzo della città. Come nota Maria Falcone, accanto a Ilda Boccassini e Carla Del Ponte: «Palermo svegliati». Un riferimento a quelli che definisce «i salotti bene». Un’amarezza enunciata da Morvillo, davanti a una mafia sempre più presente: «A Capaci sono morti invano». Uno sconforto che non commenta il ministro Pisanu, deponendo una corona con Gianni De Gennaro e Antonio Manganelli, capo e vicecapo della polizia: «Non è il giorno delle polemiche. Un sacrificio da ricordare come un debito».
    Recite, film, dibattiti, cortei dappertutto. Anche a Bagheria, con un convegno nella «fabbrica del ferro» usata un tempo da Cosa Nostra come «camera della morte». Tanti pure a Capaci, la città della strage, ieri offesa dalla scelta del sindaco Udc di far strappare ai vigili i manifesti contro mafia e racket perché «non autorizzati». Un’altra polemica violenta. Non solo da sinistra, con Giovanni Impastato «indignato». Sferzante in via Notarbartolo il commento del sindaco di Palermo Diego Cammarata e di un assessore della giunta Cuffaro, Fabio Granata, An: «Una scelta cretina».

    Felice Cavallar

    Chi è Felice Cavallar ? e tu da che parte stai ? un tuo compaesano diceva : bisogna che tutto cambi perché tutto rimanga com'è, questi sono i siciliani conservatori ? dicci , dicci , siamo tutti orecchi

  4. #4
    D'Alema presidente
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    la mafia nasce per una mancanza di una monarchia forte. i vespri siciliani sono stati una iattura: in Gran Bretagna il re imparerà a farsi valere (la Magna Charta era stato un segno di debolezza ) e annienterà secolo dopo secolo ogni mafia locale ( la "mafia" è qualcosa che nasce con la caduta dell'impero romano e che viene distrutta con l'assolutismo regio ). La democrazia porta mafia, mentre l'assolutismo la disintegra. L'assolutismo è la chemioterapia dei popoli: estirpatro il tumore può nascere la liberaldemocrazia ( Hobbes vien prima di Locke )

    ps a questo punto sarebb interessante confrontare la mafia con camorra... Thanatos contro Eros...

  5. #5
    Bastiancontrario pietro avatar
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    Citazione Originale inviato da Giulio Guerrini
    ... (sai sono un pò avanti negli anni, forse dovrei cominciare a cercarmi una badante, prima che me la scelgano gli altri) ...
    caspita, buona idea, devo incominciare a pensarci anch'io

  6. #6
    _jovenal
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    Questa è fortissima. Cioè tu dici: visto che gli ultrailluminati partenopei fecero una rivoluzione della domenica per un assoluto, letterario, distacco dalla realtà [per inconsistenza pragmatica, direbbe qualcuno], sarebbe conveniente un modello sociale che esalti il ruolo immobile e inerte della Città, assegnadola ad un potere assoluto forte, che la topografi di certo secondo distretti di potere, per vincoli e competenze. Mhm: qunato credi che duri qui da noi? Siamo in Iran 30 anni fa? In Italia 90 anni fa?
    Ma senti un po' - se posso - ti faccio una domanda, proprio a te che sei siciliano e che nella consistenza pragmatica della cosa sociale ci sei cresciuto: non sarebbe il caso di scendere nel dettaglio quasi cavilloso, ed abbandonare questi modelli massimali che usi: ad esempio provando a vedere se un esemplare quale quello siciliano si collochi sulla linea del decentramento o piuttosto dell'accentramento~stagnazione dei poteri burocratici? E magari mettere a sistema i risultati che ottieni da questo esame con l'evidente immutabilità della condizione siciliana?
    Ma possibile che non vedi che gli apparati politici e legislativi non contrattati, assoluti, non relazionati diventano ingestibili, irrelazionabili, indissolubili anche se bisognosi di riparazione?
    Come ti viene in mente di credere che la persistenza della mafia dipenda dalla mancanza di un centro di potere forte? Oltre al fatto di mancare di tutti riferimenti storici [saltiamoli pure, volendo] tu praticamente metteresti un tappo definitivo al sistema: faresti una mafia di stato. E la finanza? la grande industria? Quali patronati prevedi? Parlami del parametro Protezionismo, dimmi quanto reggono i baluardi dell'isola deserta che vorresti creare.
    Tanto più che mi pare di non ricordare affatto tuoi riferimenti a monarchie costituzionali o amministative: tu parli proprio di assolutismi netti.
    Non ci posso credere, guarda…

  7. #7
    Jani Giulio Guerrini avatar
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    Citazione Originale inviato da creo
    la mafia nasce per una mancanza di una monarchia forte. i vespri siciliani sono stati una iattura: in Gran Bretagna il re imparerà a farsi valere (la Magna Charta era stato un segno di debolezza ) e annienterà secolo dopo secolo ogni mafia locale ( la "mafia" è qualcosa che nasce con la caduta dell'impero romano e che viene distrutta con l'assolutismo regio ). La democrazia porta mafia, mentre l'assolutismo la disintegra. L'assolutismo è la chemioterapia dei popoli: estirpatro il tumore può nascere la liberaldemocrazia ( Hobbes vien prima di Locke )

    ps a questo punto sarebb interessante confrontare la mafia con camorra... Thanatos contro Eros...
    mio padre mi diceva sempre che col prefetto Mori, Mussolini distrusse la mafia, e infatti la mafia non c'è più, in compenso ci sono i quacquaracquà (si dice così ?)

  8. #8
    D'Alema presidente
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    mafia di stato... ma sarebbe tanto peggiore del 90% dei governi del mondo di oggi e di ieri? meglio mafia di stato che anarchia mafioa come in Ken il guerriero...

    Comunque l'ho scritto: non è una soluzione definitiva ma un mezzo: assolutismo come terapia per i popoli bambini...

    Giulio: si dice così ma credo si scriva senza tutte quelle C. Dire che la mafia è solo il dono degli americani allo sbarco forse è eccessivo, ma è un punto di partenza. Si vennero a consolidare i poteri "territoriali" dei clan...

  9. #9
    D'Alema presidente
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    " ...La più bella città di Sicilia, sede del re, è Palermo.* Essa è il soggiorno principale dei cittadini mussulmani, che vi tengono delle moschee, dei mercati loro propri e molti sobborghi... E' singolare il re di Sicilia per il suo buon governo e perchè egli adopera molto i Mussulmani....* Egli tiene come guardia del corpo una schiera di negri con un capitano della stessa stirpe....* I suoi governatori sono scelti anche tra i Mussulmani.....* Possiede questo monarca dei palazzi magnifici e dei giardini deliziosi, specialmente nella capitale.* In Messina egli ha un palazzo bianco come una colomba, il quale domina la spiaggia.* Per vero vero nessun principe cristiano è più tollerante di lui nell'impero....* Vasto assai il suo reame.* Ha medici e astrologi ch'egli onora molto; egli cerca nel suo regno gli scienziati e gli uomini colti degli altri paesi...." -Ibn Gubayr

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