Discussione: Come eravamo, grafica e tipografia, prima del Mac
- 14-02-12, 17:24 #31
- 14-02-12, 17:26 #32
- 14-02-12, 17:58 #33
Io non ho mai lavorato nella grafica, anche se mi ha sempre attratto. Mio padre mi aveva insegnato ad usare un tecnigrafo (che c'è ancora in cantina dai miei) e per un po' avevo armeggiato con le rapidograph e l'inchiostro di china per fare qualche disegno tecnico. Mi ricordo anche dei retini e dei trasferibili Letraset che avevo usato perfino su basette ramate per incidere qualche circuito elettronico.
Sono molto affascinato da tutto quello che avete descritto. Davvero, se mettete qualche informazione in più anche per i non specialisti verrà fuori qualcosa di veramente notevole.
- 15-02-12, 08:42 #34
- 15-02-12, 09:19 #35Novizio
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- 15-02-12, 09:35 #36
Ho usato anche io il tecnigrafo per qualche anno avendo fatto disegni tecnici. Il mio metodo per mettere in squadra le righe consisteva, prima di tutto, nell'allineare la riga inferiore alla base del tavolo. Poi prendere una squadra di plastica (la mitica Martini), poggiarne un lato sulla riga inferiore e allineare la riga di sinistra del tecnigrafo in modo da formare l'angolo di 90 gradi per entrambe le righe del tecnigrafo.
- 15-02-12, 09:41 #37
DarwinNE, la grafica è un settore molto vasto con categorie precise ma che si sovrappongono.
Sostanzialmente c'è la grafica creativa, la grafica pubblicitaria e la tipografica, ed inoltre c'è la nicchia del disegno industriale ed architettonico che attualmente può essere riassunto in CAD.
Di tutti questi settori trovi ampiamente raccontata la storia e le tecniche che si sono avvicendate nel corso dei secoli.
Io le riassumo sotto il nome di arte e tecnica applicata, come classificazione delle attività umanistiche, perché hanno una forte componente tecnologica.
Sono attività dove talento e creatività devono necessariamente essere accompagnati da una vasta cultura tecnica e notevole esperienza pratica per poter essere eseguite, il "mestiere".
L'argomento è ovviamente molto vasto, quello trattato in modo simpatico in queste pagine da noi mestieranti riguardava il periodo aureo e pionieristico della grafica pubblicitaria e tipografica nei 10-20 anni che hanno preceduto la grande svolta che di fatto le ha riunite.
Svolta che comunque investito sia la grafica creativa assimilandola alle altre due e ha cambiato il volto della CAD, la computergrafica.
In pratica il periodo che da strumenti antichi manuali e dall'"età del piombo" per la tipografia si è passati a strumenti analogici evoluti, assistiti dalla fotografia industriale ed elettrica/elettronica a quella vera e propria dei computer.
In pratica, ed era questo il motivo di fondo di questa discussione, il periodo in cui se avevi creatività e tecnica facevi lo stesso, ma senza manualità ed inventiva per l'uso dei materiali e di attrezzi più o meno improbabili non ne uscivi vivo...
- 15-02-12, 10:03 #38
Nono, il tecnigrafo si metteva in squadra.
Dopo aver tirato a mano con cacciavite e brugole i tiranti (un po' come accordare le corde di una chitarra).
Si bloccava il cursore orizzontale, si metteva un foglio sul tavolo fissandolo sul dorso col biadesivo.
Poi si metteva la punta di un rotring 0,2 nel foro o nella tacca sul braccio Y e si tracciava una linea orizzontale di almeno 80 cm.
Su quella si metteva in squadro il braccio X con chiave e brugola, poi col goniometro e squadra si procedeva con almeno tre regolazioni successive, perché si doveva per approssimazione anche regolare l'orientamento sul tavolo tecnico, a mettere a squadro il braccio Y...
Si faceva almeno tre o quattro volte l'anno, ma era un'operazione che gratificava la propria capacità manuale.
Faceva sentire bene, era accompagnata dalla ripulitura delle boccette, la sgrassatura di righe, squadre, goniometri, curvilinei e balaustrini, il lavaggio dei rotring, la rasatura delle gomme ecc
---
Ed i compassi, mantenuti in scatole come i gioielli (e tanto costavano quelli buoni), i tiralinee a china, i fogli dei trasferibili a cera (i primo erano 10x30, prima che uscissero il Letra), i millimetrati, rossi neri e logaritmici, i normografi.
Mi ricordo, da studente di architettura, dopo aver guadagnato un po' di soldi col tracciamento strade rurali e poligonazioni col teodolite/tacheometro, che mi potei comprare un tecnigrafo Mutoh, il massimo.
Completo di tavolo ed accessori lo pagai (scontato) 500 mila lire, avevo comprato al mia prima Fiat 500 in quel periodo a 530 mila...
Era idraulico a bagno d'olio e tiranti interni con tripla regolazione...
- 15-02-12, 10:26 #39Novizio
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Aaarghhhhh!
La "mitica Martini" è in alluminio!
http://img818.imageshack.us/img818/9461/squadraj.jpg
Il metodo tecnicamente corretto - per il meccanismo con barre ortogonali (tipo Zucor):
goniometro a zero;
carrello goniometro bloccato sulla barra verticale;
tracciare una riga orizzontale muovendo solo il carrello ma non la matita;
sbloccare il goniometro e bloccare invece il carrello sulla barra orizzontale in alto;
tracciare una riga verticale con lo stesso metodo muovendo solo il goniometro;
regolare le righe millimetrate sulle due righe tracciate.
- 15-02-12, 10:28 #40
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