Discussione: LOOK CINEmatografico
- 22-10-05, 15:03 #1Novizio
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LOOK CINEmatografico
Ragazzi,
so che è un argomento trito e ritrito, ma nessuno ha ancora dato una risposta definitiva a questo quesito.
E' possibile che per ottenere immagini dal look cinematografico bisogna spendere tre/quattromila euro e prendere una videocamera professionale con tanto di progressive scan?
Io non ci credo. Però ho dato un occhio a siti come www.100fps.com, in cui viene spiegato come deinterlacciare un filmato, ma non credo che una volta deinterlacciato il filmato sembri chissà quanto "cinematografico".
Ho provato il plugin Cinelook su premiere, ma è ridicolo, aggiunge solo un pò di grana, cambia un pò i colori, ma nulla di più. Essendo un neofita, non so descrivere in termini tecnici in cosa differiscono un filmino di una videocam amatoriale da un filmato televisivo da una telenovela o da un film. Però mi accorgo della differenza: basta vedere due secondi di un filmato affinchè (dalla qualità dell'immagine) chiunque possa dirti se si stratta di varietà, telefilm, film, ecc.
Ricordo che un paio di anni fa, quando finì l'Isola dei Famosi 1, alla fine andò in onda IL FILM dell'Isola: le immagini erano cinematografiche come voglio intendere io! Allora esiste un modo via software per farle sembrare tali! Sì,ma qual è?
- 06-12-05, 20:51 #2
usare la pellicola...... purtroppo.....
- 06-12-05, 21:38 #3
La cosa fondamentale è il framerate. Grossomodo: la pellicola va a 24 fps, le videocamere PAL a 25 ma interlacciato, che è come dire 50. Quindi ci vuole il progressive, o una videocamera che lo simuli, come la canon xl2.
Inoltre il video non ha la latitudine e ricchezza cromatica della pelliccola. Le ombre scure e le luci alte tendono ad avere meno gradazioni: il nero diventa improvvisamente nero e le luci collassano in un bianco piatto. Ci si può lavorare un pò in postproduzione ma non è la stessa cosa.
Aggiungere grana è ridicolo. Ormai la grana non si vede più neppure nelle pellicole.
- 08-12-05, 20:11 #4
dici che la xl2 si avvicina molto all'effetto cinema?
- 08-12-05, 20:44 #5
anche usare le luci in maniera corretta, aiuta.
oltre a un sensore e obiettivi di qualità
- 09-12-05, 00:25 #6falkorGuest
L' avvento del DV, dieci anni fa, ha rappresentato il risorgimento del cinema amatoriale. Molti anni prima c'erano le cineprese Otto, Doppio Otto e Super Otto e chi le usava aveva quasi sempre l'estetica, cioè la sensibilità necessaria a sfuttarle. Non tutti comperavano Le Nitzo, le Beaulieu (ma anche le Fuji Single Otto) o magari ci andavano a filmare le mitiche Fulvia HF (le ultime Lancia, altro che le Stratos di Munari) ma l'uso della pellicola "responsabilizzava" impedendo di scadere oltre un certo livello. A proposito vorrei tanto vedere "un ora sola ti vorrei" di Alina Marazzi che non ho trovato o mi sono clamorosamente perso.
Poi venne il diluvio delle rane come in "Magnolia" ... mmm forse prima nella Bibbia : l'orrore del VHS, del VHS-C e del VideoOtto.
Per farla breve riportando la qualità nelle case degli appassionati, si narra che il digitale abbia riproposto il confronto col cinema e che questo confronto abbia portato ad evidenziare le peculiarità dei due mondi + alcune tecniche per fare assomigliare il primo al secondo. Vediamo:
1) La prima differenza riguarda sopratutto gli americani ed i giapponesi e sta nel framerate. Il cinema è dato da 24 fotogrammi al secondo con un tempo di esposizione tipico (per molti quasi unico) di 1/48, cioé la metà esatta. L'otturatore delle cineprese è un disco con una luce di 180° che ruota ed oscura la pellicola per la metà del tempo, quello dedicato al trascinamento (l'otturatore può avere anche angoli differenti ma lasciamo stare la cosa per evitare complicazioni).
Nel video NTSC il framerate è di 29.97 e questo, unitamente alla risoluzione molto bassa, porta ad un effetto visivo molto differente. Per il PAL/SECAM Europa, Francia (nemmeno fosse fuori) Russia ed alcuni stati africani il problema non sussiste perché il framerate è di 25 FPS e quando si fa il telecinema il film viene semplicemente accelerato del 4% mentre l'audio subisce ovviamente una correzione/interpolazione che preservi il pitch, il timbro.
Anche per i fortunati abitanti della galassia PAL resta però il problema del Motion Blur: un tempo di otturazione pari ad un 1/48 di secondo genera una leggera sfocatura sui soggetti in movimento che può essere imitata nel video solo in parte. E' possibile infatti impostare manualmente il tempo di "otturazione" della telecamera ad 1/50 ma questo porta sovente ad un diaframma troppo chiuso che aggrava ulteriormante un' altra grande differenza tra il video ed il film, cioè la profondità di Campo.
2) La Profondità di Campo è definita dal cd Circolo di Confusione, cioè dalla zona di fuoco entro cui i soggetti sono considerati nitidi e questa a sua volta dalla focale e dal diaframma T che misura la luce che fisicamente raggiunge la pellicola, a differenza di F - usato in fotografia, determinato dalla luce in ingresso; dunque valore teorico.
La profondità di campo delle videocamere è amplissima e ciò non permette di usare il fuoco per guidare l'attenzione dello spettatore ne di "staccare" il primo piano dallo sfondo. Se per guadagnare il Motion Blur perdiamo il fuoco non so quanto il gioco valga la candela.
2] l'unica soluzione, a mio avviso, è utilizzare un adattatore a specchio che permette di utilizzare le ottiche cinematografiche conservandone l'angolo di campo (almeno in un caso).
http://www.zgc.com/zgc.nsf/0/b20461f...2?OpenDocument
http://www.redrockmicro.com/home.html
Un esempio pratico:
http://www.redrockmicro.com/samples.html
Ci sarebbe anche la possibilità di usare degli ND, filtri acromatici che frenano tutte le frequenze dello spettro nella stessa misura per costringere l'obiettivo della telecamera a lavorare a tutta apertura ma i risultati ottici sarebbero inaccettabili.
3) il terzo problema è che il Cinema è costituito da fotogrammi interi mentre il video viene registrato per semicampi, vale a dire che se un quadro è composto da 576 linee orizzontali queste sono impressionate alternativamente: la 2, 4, 6, 8, 10 seguite dalla 1, 3, 5, 7, 9 nel caso di BFF (Bottom Field First come nel caso di tutto il DV) oppure il contrario con il TFF (Top Field First) per l'NTSC analogico od l'HDV.
Questa differenza indica come la risoluzione verticale del video interallacciato, appunto, sia in realtà 1/2 di quella dichiarata e porta ad un marcato fenomeno di seghettatura dei bordi nei soggetti in movimento a causa dell'intervallo temporale intercorso nella registrazione degli ordini alternati di semicampi.
3] Oggi molte diverse telecamere di alto livello, quali la Canon XL2 o la Panasonic DVX100 registrano PAL ed NTSC in modo cd. progressivo - cioè per fotogrammi interi, ma lo registrano comunque in maniera interallacciata per essere compatibili coi normali televisori e dunque richiedono la rimozione del pattern avanzato 3:2:2:3 nella versione NTSC.
Chi voglia far assomigliare il video interallacciato al film deve ... de-interallacciarlo evitando di usare i sistemi standard che scartano un ordine ed interpolano l'altro per non perdere la risoluzione verticale di cui prima, possibilmente anche il blending rivolgendosi invece ai sistemi a compensazione di moto che tracciano i vettori di ogni macroblocco in cui viene suddiviso il quadro per rimuovere gli artefatti solo dove serve, limitandosi a riallineare i campi in tutto il resto dell'area.
http://www.revisionfx.com/rsfk.htm
http://www.redgiantsoftware.com/magbulsuit.html
4) Il quarto problema è la risposta alla luce della pellicola che segue un andamento ad esse, con un piede ed una spalla che mantengono un contrasto vivace nella zona media di densità ma comprimendo moltissimo le alte luci e le ombre garantiscono una latitudine molto superiore ai CCD/CMOS. In verità è più una sensazione che un dato di fatto ma poichè la curva ad esse imita la non linearità nelle percezione della luce dell'occhio umano l'appagamento psicovisuale è assicurato. il Super CCD di Fuji, ad esempio, utilizza due celle per ogni pixel dedicandole a due parti distinte dell'istogramma allo scopo di aumentare la gamma dinamica.
4] Alcune telecamere e suite di post produzione usano de-rettilinearizzare la risposta alla luce registrata dai CCD con soluzioni tipo Cinegamma di Panasonic (una licenza Filmlook). Altri programmi si spingono nella simulazione dei difetti di risposta alla luce tipici delle pellicole su cui si è formata l'estetica di intere generazioni di spettatori e cinefili, ricreando l'alone intorno alle sorgenti di luce oppure aumentando selettivamente la sola saturazione del rosso, evocando per contrappasso il trucco che gli attori del muto dovevano calibrare sulla resa delle prime pellicole ortocromatiche insensibili a quel colore.
Il mio consiglio (e quello di un esercito di altri, immagino) è di limitare il contrasto di scena nel fare il setup delle luci. Oppure di esagerarlo con gli effetti lugubri tipici del espressionismo tedesco alla Murnau o Lang; od altri.
5) Andando avanti viene in mente la grana che non disturba affatto ma piace come la trama, come le foto BiancoNero sviluppate in Rodinal che funzionano da fossili guida della melancolia più dei bianchi bucati e dei colori destaturi dei Super Otto; più delle immagini che facevano la macchia e si scioglievano inceppate nel proiettore di papà.
5] La grana può essere introdotta in post ma con moderazione e solo nel caso di distribuzione digitale del filmato, quindi alla fine.
Nel caso si pensi di stampare su pellicola va evitata assolutamente o calibrata con grandissima attenzione perchè la pellicla di stampa contiene già, ovviamente, la sua grana.
*)] Infine il cinema è fatto di soldi, sempre e comunque soldi; di professionalità, di tempo ed organizzazione. Fattori rispetto ai quali diventa superfluo e più che altro un vezzo se il mezzo di registrazione usa il film piuttosto che il CCD. Da questo discende l'invito a pesare i confronti ed a capire che è meglio cominciare facendo documentari: dopotutto un documentario lo si può fare anche da soli.
Se tutto questo vi sembra complicato avete ancora una chance:
http://www.filmlook.com/
:-:
- 22-12-05, 23:00 #7falkorGuest
Una volta andavo alla ricerca delle pellicole più strane, generalmente vecchie catene di produzione occidentale cedute ai paesi (una volta si diceva) d'oltre cortina: le Orwo della Germania Est, le ungheresi Forte oppure le Efke e le Adox Croate; la lista potrebbe anche continuare.
Oggi che l'est è scomparso (non il sud pur-troppo) esistono ancora Super 8 nord coreani perodotti dalla Kim Tschek. Vorrei sapere se qualcuno li ha mai provati.
??
- 23-12-05, 16:55 #8
- 23-12-05, 16:59 #9No, non moltissimo, ma comunque più del normale interlacciato. Ha un suo effetto particolare, e chi cerca un look cinematografico normalmente sembra apprezzarlo.
Originale inviato da cody.32
- 11-02-06, 02:09 #10falkorGuestGuarda un po' qui:
Originale inviato da cody.32
http://www.kodak.com/US/en/motion/pr...ive/7299.jhtml
-:-
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By stefanosanf in forum TV, Media, PubblicitàRisposte: 15Ultimo messaggio: 12-02-06, 13:50



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