iPad, il tablet per il resto di loro

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Chi potrà apprezzare per primo l’iPad? I ragazzini “new digital nomad”? Gli ostentatori di marchio che non vedono l’ora di rispondere al telefono per mostrare l’ultimo acquisto? Gli ipertecnologizzati che accedono al web con portatili e smartphone? O c’e’ semplicemente un pubblico nuovo, fino ad oggi escluso dall’ “accesso digitale” che non è abituato ad usare una tastiera o un mouse e mai si sognerebbe di mettersi a tavolino e pigiare le lettere di un URL anche su un netbook da pochi euro? Scopriamo chi fa parte di questa schiera.

Internet-in-piedi è la definizione coniata qualche anno dal Prof. Francesco Carlà, giornalista informatico un tempo ed ora deus ex machina di un sito che si dedica alla Finanza online, una definizione che ben si adatta a tutti coloro che usano uno smartphone come iPhone per navigare e informarsi anche quando non sono davanti ad una scrivania o ad un computer.

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Ma mai come negli ultimi mesi Internet ha fatto il suo ingresso dentro i salotti degli utenti più tecnologici facendo capolino dai browser delle console più evolute e apparendo anche dentro i widget dei televisori più recenti, per non parlare dei PC o Mac in versione home theather. Tutto questo però, proprio perché limitato ai consumatori più “digitalizzati” non ha ancora fatto nascere una nuova generazione di utenti quelli di “internet-in-poltrona” che ha un margine di crescita ed espansione enorme visto che riguarda fascie di popolazione sempre più ampie.

Ma chi sono quelli di “internet in poltrona”? Un esempio diretto l’ha dato Steve Jobs direttamente alla presentazione di iPad: maturi signori ultracinquantenni abituati a sfogliare il giornale la mattina o la sera dopo il lavoro che girano le pagine senza il patema di agitare freneticamente una protesi del computer o magari pensionati come il Carl Fredricksen di UP (mostrato con affetto durante la presentazione) che volentieri si avventerebbero alla scoperta dei nuovi mondi digitali o alla ricerca di ricordi e contatti del passato.

Una schiera di utenti che non frequenta i forum con le discussioni sul multitasking e il GPS assistito o la presenza di Flash ma che vorrebbe avere a disposizione uno strumento semplice, con una interfaccia naturale, con la possibilità di ingrandire al volo parti che interessano e che è attratta da un iPhone o un iPod e pure da un netbook ma che è intimorita dalle ridotte dimensioni o dalla complessità delle operazioni da compiere nei sistemi operativi più convoluti.

Esiste una generazione di persone che abbiamo chiamato “loro” nel titolo di questa nota perché ci distanzia (ancora per poco) l’età e la preparazione tecnologica, che magari hanno a disposizione un collegamento Wi-fi all’interno della casa e della famiglia e si sentono esclusi dalla marea di notizie e approfondimenti che solo Internet oggi è in grado di dare soprattutto di fronte al piattume monocorde dell’informazione televisiva che lascia poco spazio alla riflessione, all’elaborazione di giudizi indipendenti che si possono ormai trovare solo su canali raggiungibili attraverso il web.

Per questa generazione iPad è un’ottima occasione per affrancarsi dal digital divide che esiste non soltanto per aree geografiche ma anche per classi d’età e per predisposizione all’uso di gadget pensati soprattutto per i giovani, un digital divide che discrimina anche all’interno di una cerchia più ristretta tra chi può disporre di strumenti di informazione liberi oppure regimentati o tra chi passa il tempo a comunicare con l’esterno attraverso i social network e chi è fruitore passivo di media che prevedono il flusso in una sola direzione. Per tutti “loro” iPad è uno strumento nuovo e accessibile per conoscere mondi che fino a ieri potevano sembrare irraggiungibili.