iPad in Cina: corte del popolo dispone blocco delle vendite e sequestro

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Un tribunale cinese decreta che gli iPad in commercio in Cina debbano essere ritirati e che Apple non possa venderne altri fino a quando non avrà risolto il contenzioso con Proview sul marchio. L’azienda cinese che reclama i diritti sul nome chiede ora 400 milioni di dollari per concederne l’uso.

Stop alla vendita di iPad in Cina e sequestro di tutti i prodotti in commercio. Questa la sentenza che, secondo un’agenzia AP, sarebbe stata pronunciata da un tribunale del paese asiatico. A diffondere l’informazione è stata Proview, società in disarmo i cui debiti sono nelle mani di importanti banche cinesi ma che è ancora molto attiva nel tentativo di far riconoscere alle autorità i suo diritti sul nome iPad. Proprio la causa sul nome, che vede Apple resistere e sostenere di avere già acquisito in licenza la denominazione, è alla base del dispositivo che potrebbe portare alla sparizione del tablet da tutte le catene di elettronica locali.

Sundan, uno dei più importanti rivenditori di prodotti informatici e di TV in Cina, ha confermato di avere avuto notizia della sentenza uscita dalla corte del popolo di Huizhiu, ma di non avere ancora ricevuto il documento che potrebbe essere consegnato entro due giorni. Prima di allora i vertici del retailer contano di confrontarsi con Apple e con i loro legali per capire come comportarsi. Mercoledì sull’argomento è attesa anche la sentenza di una corte di Shangai dove giace una simile richiesta di blocco alla vendita.

Un avvocato di Proview nel corso della giornata di venerdì aveva fatto sapere che per concedere l’uso del nome iPad in Cina è necessario che Apple sborsi 400 milioni di dollari, una cifra certamente enorme e sufficiente a ripagare i debiti dell’azienda che un tempo era un importante produttore di display ma che oggi ha cessato la sua attività, ma sicuramente inferiore ai due miliardi di dollari ventilati qualche giorno fa.