iPad in Israele, via il bando

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Isreaele ha rivisto le norme che avevano bloccato sia l’importazione e vendita che il semplice trasporto personale a fini privati del tablet di Apple. Mistero sulle ragioni prima del blocco che, poi, dello sblocco. Ma qualcuno pensa che iDigital, che distribuisce i prodotti Apple nel paese del Mediterraneo ed è di proprietà del figlio del presidente Shimon Perez, possa avere trovato buoni argomenti, temendo di perdere parte del suo business a causa dell’importazione parallela.

Via libera per iPad in Israele. Nel corso della giornata di ieri, sabato 24 aprile, il governo del paese del mediterraneo ha emesso una disposizione in base alla quale non esiste più alcuna restrizione sull’importazione nel paese mediorientale del tablet di Apple. Assieme al bando all’importazione viene disposto il dissequestro di una ventina di iPad, sia appartenenti a cittadini israeliani che li avevano acquistati durante in viaggio in Usa che a stranieri che li avevano con sé e che erano stati costretti a consegnarli alla dogana che li avrebbe custoditi (a pagamento) fino alla loro uscita dal paese.

La ragione per cui è stato disposto il dissequestro è misteriosa quanto quella che ne aveva determinato il blocco all’importazione. Secondo la versione ufficiale del ministro delle telecomunicazioni Moshe Kakhlon, le autorità israeliane avrebbero «svolto approfonditi test» che avrebbero provato che il bando, applicato per i rischi che iPad pone alle reti wireless per l’eccessiva potenza del segnale Wifi (questa la versione fornita al momento di bloccare gli iPad alla frontiera), non aveva ragione di essere. La scusa di eccessiva potenza del segnale e non omologazione dell’iPad in Israele non si può dire che sia stata accettata senza battere ciglio dai media israeliani che facevano notare come sul mercato locale vengano importati un grande numero di dispositivi che utilizzano le stesse tecnologie e questo avviene da anni.

Secondo la versione più maliziosa il blocco (e poi lo sblocco) avrebbe a che fare con la vicinanza di iDigital, l’azienda che gestisce la distribuzione di Apple in Israele, con i vertici della politica in Israele: il proprietario è Chemi Perez, figlio del presidente Shimon Perez. In pratica, ipotizza qualche dietologo, dopo avere fatto qualche calcolo, iDigital, che ancora non ha idea di quando avrà iPad da vendere nei suoi canali, avrebbe determinato che l’importazione “parallela” di iPad avrebbe ridotto il suo mercato trovando “buoni argomenti” per convincere il governo a piazzare il bando all’ingresso di iPad da paesi esteri.

Ma al di là delle ipotesi e delle illazioni, ora si tratta di cose del passato. Quel che conta, visto che Israele ha rimosso il divieto sia di importazione e vendita che di uso per scopi personali da parte dei singoli individui (anche turisti) che entrano nel Paese, è che chi si recherà nei prossimi giorni in Israele non si vedrà gli agenti della dogana con angoscia come è accaduto invece finora, e che chi ha subito il sequestro nei giorni scorsi del proprio iPad, se lo vedrà restituire entro poco tempo.