iPhone 3G, vicino il momento dello sblocco

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L’iPhone Dev Team è ormai vicinissimo allo sblocco di iPhone. Preso il controllo del chip Baseband. L’apertura all’utilizzo di sim di qualunque operatore utile ormai però solo in pochi paesi del mondo.

Si avvicina il momento in cui iPhone 3G sarà  liberato dai vincoli operatore che in alcuni paesi (non l’Italia) continuano ad impedire il suo uso su reti diverse a quelle previste dagli accordi con Apple. A dimostrare concreti passi avanti tali da rendere pensabile che lo sblocco sia ormai questione di giorni è un filmato presentato da Gizmodo e realizzato dall’iPhone Dev Team, il gruppo di hacker che ormai da 18 mesi è al lavoro proprio per superare ogni lucchetto messo in atto da Apple.

Il filmato mostra come sia stato possibile arrivare al chip baseband, prendendone il controllo. La blindatura di questo processore che mette in comunicazione il telefono alla rete mobile è il perso del sistema difensivo allestito da Apple per impedire, appunto, che il cellulare possa essere usato con differenti reti mobili, diverse da quelle autorizzate per ciascun specifico paese. Sbloccato l’accesso al Baseband non dovrebbe essere difficile compiere il secondo passo e liberare iPhone dell’operator lock. Il tempo impiegato per arrivare al risultato (4 mesi) da un gruppo esperto e molto determinato come l’iPhone Dev team dimostra che Apple ha lavorato con perizia.

Lo sblocco di iPhone, al di là  della larga disponibilità  a livello mondiale che abbatte l’interesse dell’unclock, risulta del tutto inutile per i cellulari venduti in Italia che sono tutti sbloccati direttamente da Apple e in quanto tali utilizzabili con qualunque rete di qualunque paese (che abbia network compatibili con la tecnologia HSDPA). L’utilità  dell’unlock è abbastanza dubbia anche altrove visto che praticamente in tutto il mondo dove esiste una sovvenzione consistente iPhone viene venduto solo in abbinamento ad un contratto, il che obbligherebbe, sblocco o no, a pagare una cifra mensile per un periodo variabile tra 12 mesi e due anni. Solo in rari casi (ad esempio dove esiste la possibilità  di fare contratti ricaricabili) si potrebbe valutare l’opportunità  di svolgere questa operazione, ovviamente dopo avere fatto per bene i conti sulla reale convenienza economica tenendo anche in considerazione che ad ogni upgrade del firmware corrisponderà  la necessità  di attendere un nuovo sblocco.