iPhone, alla fine è tutta questione di proporzioni

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Un’ipotesi fantascientifica, basata sulla voglia di giocare più che non su dati precisi. Ma se Apple presentasse non uno ma due iPhone? Uno super-Umts con forme e dimensioni analoghe (più o meno) a quello di adesso e uno “nano”, più piccolo, come remake del “veccchio” Edge?

Un’idea pazza, venuta la sera a un’ora troppo tarda. E frutto solo di un ragionamento di analogia, senza alcuna base “scientifica” nel borbottio della rete che, come è buona tradizione prima di ogni evento Apple, entra in fibrillazione sulle ipotesi di quel che potrebbe essere annunciato. Vabbé, proviamoci anche noi.

Cosa sappiamo: sarà  annunciato l’iPhone Umts o 3G: non è un segreto per nessuno, l’aveva detto a suo tempo proprio Steve Jobs e non è certamente stata Telecom Italia o quel fanatico del suo NapoleTone a convincerlo a tanto. Niente polemiche: sappiamo che succederà  e probabilmente prima che dopo, cioè entro un paio di settimane al massimo: durante la WWDC o subito nei paraggi.

Si vocifera che sarà  annunciato anche un palmare-tablet-mini-MacBook. C’è già  l’Air (e anche lo scorso gennaio si fantasticava di questo palmare-tablet-mini-MacBook che dovrebbe avere lo schermo tattile. Potrebbe anche darsi, perché no, ma non è detto. Insomma, chi può saperlo, a parte Mr Jobs?

Invece una cosa che sinora non è stata detta ma che potrebbe avere più senso di molte altre congetture francamente un po’ campate per aria. Ovverosia: perché annunciare un solo iPhone quando se ne potrebbero lanciare due? Il primo, nuovo, sarebbe l’Umts, che come molti dicono non cambierebbe molto dagli attuali. Un pochino più corto e un pochino più bombato dietro. Magari con plastica al posto del materiale pseudo-metallico del suo fondo attuale. Perché no?

Ma potrebbe non essere l’unico. Potrebbe arrivare, sulla falsariga di quel che è successo con gli iPod, anche un iPhone nano. Cioè un iPhone più compatto, costruito con l’aiuto delle economie di scala che stanno consentendo di minimizzare le tecnologie attualmente utilizzate. Dopotutto, dal momento del suo “concepimento” con il primo prototipo funzionante, sono passati almeno 18 mesi (quando fu mostrato a San Francisco) se non almeno 24 da quando ragionevolmente quelli di Cupertino hanno messo le mani sui circuiti necessari a produrre i primi mock-up. Le componenti nel frattempo si sono sicuramente minimizzate, ridotte a dimensioni minimali. E quindi, i circuiti dell’attuale iPhone potrebbe stare comodamente dentro un apparecchio più piccolo di, diciamo, un terzo.

Perché no? Come il suo fratello musicale prima di lui, l’iPod, l’idea di produrre un modello più “tascabile” che renda ancora possibile l’acquisto delle tecnologie Gsm magari a prezzo più contenuto dei 500-600 euro di cui si favoleggia sia il costo dell’iPhone Umts nei negozi italiani questa estate, L’idea avrebbe un suo senso, a nostra opinione, e lascerebbe la strada a un uso più “casual” e meno impegnativo dell’apparecchio. Stesso sistema operativo, stesse funzionalità , magari meno memoria e meno autonomia di rete soprattutto per la velocità  inferiore di connessione, l’iPhone nano sarebbe il complemento di gamma che permetterebbe di allargare ancora di più la base del successo di Apple. Un’idea troppo bella perché Steve Jobs non la faccia sua, no?