iPhone: chi ha paura dell’upgrade?

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Il paventato aggiornamento di iPhone che sta facendo saltare alle stelle le vendite del cellulare con la mela nei negozi USA potrebbe colpire gran parte di coloro che hanno sbloccato il telefono con tecniche diverse dall’hacking della SIM ma anche quest’ultimi potrebbero avere problemi. Vediamo perché

Sarà  veramente il 28 Ottobre il giorno del rilascio del nuovo firmware di iPhone?
Diversi fattori e annunci sembrano far convergere sulla data su quello che potrebbe essere il “venerdì nero” per chi spera di acquistare un telefono Apple facilmente sbloccabile.
Come abbiamo riportato su questa pagina nel timore che da quella data i cellulari disponibili presso i negozi siano messi in commercio con il nuovo firmware sta facendo correre verso gli AppleStore e i negozi AT&T gran parte degli utenti indecisi e tanti che hanno amici sparsi in tutto il mondo desiderosi di utilizzare il telefono prima che arrivi con un accordo con la compagnia telefonica locale.

Apple ha promesso che un aggiornamento software renderà  inservibili i telefoni sbloccati con un avvertimento che può sembrare generico ma che è ovviamente mirato ai quei metodi che vanno a scrivere nel firmware del cellulare stesso: il cosidetto GeoHack o hardware hack (realizzato collegando due piste della piastra madre del telefono e di fatto attivando la possibilità  di scrivere nel firmware della baseband) e lo sblocco software a pagamento e quello gratuito che realizzano lo stesso effetto senza la necessità  di munirsi di saldatore o di spillini.

Con l’aggiornamento software Apple potrebbe agire a diversi livelli:
– Bloccare la possibilità  di effettuare il cosidetto “JailBreak” ovvero l’apertura del cellulare alla intallazione di programmi esterni
– Aggiornare sia il firmware del telefono che quello del modem / baseband in modo che sia più difficile operare al suo interno.
– Aggiornare le applicazioni come iTunes che potrebbero richiedere un collegamento con l’iPhone da una certa versione di firmware in su per essere completamente funzionali.

Dall’altra parte Apple sta muovendosi con i suoi avvocati per scoraggiare gli hacker nel progresso dello sblocco di iPod touch che condivide molto del suo sistema operativo OS X con l’iPhone e che potrebbe essere una facile porta di ingresso sulle novità  dell’aggiornamento software di iPhone stesso.

Ovviamente chi ha un iPhone sbloccato con GeoHack o con i metodi software non deve far altro che evitare di aggiornare il firmware dell’iPhone e/o il software iTunes e al limite QuickTime ed attendere che i primi sperimentatori possano verificare quali effetti porta l’aggiornamento sui telefoni “sbloccati”.

Per chi ha sbloccato il telefono con un trucco sulla SIM, sia esso la clonazione (con il trucco di farla funzionare con qualsiasi rete senza attivazione AT&T e senza l’obbligatorio riconoscimento della cella dell’operatore americano) che l’applicazione di una Black SIM o Turbo SIM (sempre per un effetto di “mascheramento”) le possibilità  che un aggiornamento firmware comprometta la funzionalità  telefoniche del cellulare sono più remote mentre rimane altamente probabile la cessazione della possibilità  di installazione delle applicazioni native grazie al “JailBreak”

Se veramente l’aggiornamento avverrà  il 28 settembre avremo un weekend all’insegna della massima tensione per gli utenti iPhone che si divideranno tra coloro preferiscono usare il cellulare così come ora senza rischiare e quelli che desiderebbero avere le nuove feature dell’upgrade (iTunes Wi-fi, probabili dizionari e tastiere localizzate, doppio clic sul bottone centrale per i controlli iPod) che in ogni caso saranno disponiibili dal 9 novembre per gli utenti UK, tedeschi e forse, Francesi.

Per coloro che hanno aspettato ad acquistarlo ci sarà  forse una prossima occasione di poterlo avere facilmente sbloccato: quando la rincorsa tra il gatto e il topo, Apple e gli hackers, arriverà  ad una nuova tappa.