iPhone: così lo si usa per disegnare anche in Italia

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Non solo gli americani usano iPhone per disegnare. Diversi artisti italiani stanno cominciando ad apprezzare il telefonino della Mela per fare schizzi, disegni o veri e propri quadri “elettronici”. Andiamo alla scoperta dell’esperienza di Simone Gnaccarini, un grafico per professione e disegnatore per passione per capire come si possa utilizzare iPhone per dare sfogo alla propria vena creativa.

Non solo il New Yorker può vantare artisti che usano iPhone per dipingere. Più modestamente, ma solo dal punto di vista mediatico non troppo più modestamente punto di vista della qualità  del lavoro, anche il nostro paese può contare su qualche cosa di simile: persone che hanno scoperto iPhone come strumento per la propria creativa.

Un appassionato, “grafico di professione e disegnatore per passione”, come si difinisce lui stesso l’ha scoperto Macity. Si tratta di Simone Gnaccarini i cui lavori sono visibili a questo link.. Tra di essi si notano proprio anche alcuni lavori realizzati su iPhone usando Brushes. Ma Simone come ha avuto l’idea di cominciare e da dove ha cominciato?

«Le mini illustrazioni – dice a Macity l’artista con il… telefonino in mano – su iPhone ho cominciato a realizzarle da poco più di due mesi, con Brushes. Prima di Brushes le applicazioni per disegno a mano libera consentivano al massimo di tracciare una linea nera o di pochi colori su fondo bianco; erano tutt’al più dei notepad. Io volevo un’applicazione per artisti! Una app che mi permettesse di schizzare un paesaggio al volo ovunque mi trovassi, senza dovermi portare dietro la valigetta con i colori e il blocco da disegno e con la facilità  d’uso di un Painter+Wacom Cintiq». Una bella pretesa davvero; quasi impossibile, almeno fino a quando è apparso, appuntom Brushes. «L’aspettavo dal 2007 – ci dice ancora Simone -; possiedo iPhone dalla versione Edge. Sotto il profilo artistico Brushes ti da molta libertà  espressiva ed è un programma che impari ad usare in un batter d’occhio. Non ha tanti strumenti ma quelli che ci sono, se combinati, ti permettono di realizzare molti effetti. Il suo punto di forza credo sia l’usabilità  che è estremamente gestuale, dallo zooming alla selezione del colore alla pressione sullo schermo».

Simone, che cosa usi per disegnare? “Dita e pennino, ma devo dire che quest’ultima la uso meno di quello che credevo. La uso per lo più per dare gli schizzi iniziali, poi per i dettagli uso il buon vecchio dito che mi permette una precisione maggiore»

iPhone è al centro della tua arte “manuale”, ma anche il Mac è stato importante nella tua vita artistica… «Certamente! Sono un fan della piattaforma dal ’92, da quando a mia sorella, che studiava architettura, acquistarono un LC III con system 7. Io, che a quel tempo studiavo all’Istituto d’Arte, odiavo tutti i computer e li consideravo nemici della creatività  e del disegno. Devo dire che però quella strana scatoletta a forma di cartone della pizza mi attirava in un modo totalmente diverso dai bidoncini della spazzatura visti a casa dei miei amici. Qui lo schermo mostrava delle icone a forma di cestino, foglio e matita, un occhio colorato.

Persino la Venere di Botticelli! Ed erano programmi che ti permettevano di fare quelsiasi cosa. Niente a che vedere con quelle brutte righe di testo degli “altri computers”. Fu amore a prima vista e da quel quel giorno io e Mac non ci separammo mai più”

Il Mac è compagno di lavoro di Simone dal ’97 prima nella grafica editoriale e successivamente nell’animazione e nel web. Poi è arrivato l sogno dell’iPhone: «come per tante persone – ci dice ancora Simone – questo sogno l’ho cullato per molto tempo. Sarebbe stato proprio bello se Apple avesse creato un cellulare semplice, affidabile e bello come un Mac. Confesso che quando ne sognavo l’acquisto l’unica cosa che mi immaginavo ci avrei fatto era usarlo per telefonare e mandare messaggi). Poi con il passare del tempo e il crescere delle tecnologie, la mia idea dell’iPhone si è sviluppata e devo dire che il prodotto finale soddisfa appieno le mie aspettative. Ora non potrei più farne a meno, è il mio piccolo Mac sempre in tasca, sempre online e sempre pronto per produrre qualcosa: una mail, un documento di testo e soprattutto un disegno per condividerli una foto e condividerli»