iPhone in Cina: nuovi indizi indicano sviluppi in corso

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Un dispositivo Apple che potrebbe essere iPhone rientra nell’elenco dei prodotti supportati per utilizzare le reti cellulari WCDMA in Cina, in secondo luogo un nuovo annuncio di ricerca personale rivela che Apple sta cercando una figura per la formazione su iPhone in Asia con sede a Pechino. I nuovi indizi rivelati da Macworld.

Nel lungo percorso che permetterà  ad Apple di commercializzare iPhone in Cina, non privo di colpi di scena si registrano due interessanti progressi individuati in questi ultimi giorni. Il primo e più diretto è una nuova ricerca di personale pubblicata sul sito Apple per un Program Manager con sede a Pechino responsabile nel gestire e supportare il programma di training su iPhone in collaborazione con gli operatori mobile che commercializzano lo smartphone.

Il secondo indizio individuato da Macworld riguarda un dispositivo Apple non meglio specificato che rientra nell’elenco dei dispositivi autorizzati a funzionare su una delle reti cellulari di nuova generazione che saranno presto in funzione in Cina. Nell’elenco del State Wireless Inspection Center, un ente preposto all’arbitraggio del settore e controllato dal governo, appare un dispositivo Apple in grado di funzionare sulle reti cellulari Wideband Code Division Multiple Access, siglato WCDMA che sembra sembra proprio essere un iPhone.

Mentre questi indizi segnalano importanti sviluppi per lo sbarco di iPhone in uno dei mercati più interessanti del globo per dimensioni e crescita, esperti e analisti sottolineano che gli impedimenti più difficili che Apple dovrà  superare riguardano sia le tecnologie supportate sia il rapporto e gli accordi con l’operatore China Unicom. Nel primo caso si tratta del Wi-Fi: illegale fino a pochi mesi fa, gli ultimi sviluppi nella legislazione cinese sembrano aver sollevato numerosi ostacoli per la sua adozione. Ciò nonostante gli enti che supervisionano il settore sembrano intenzionati ad adottare un protocollo supplementare per la sicurezza siglato WAPI. Questa funzionalità  potrebbe costringere Apple ad integrare un nuovo chipset all’interno dello smartphone anche se secondo alcuni analisti, un aggiornamento del software potrebbe risolvere il problema.

Infine rimangono da appianare le divergenze di visione tra Cupertino e China Unicom per quanto riguarda la suddivisione dei ricavi generati e anche per la richiesta dell’operatore di poter integrare applicativi ad hoc pre-installati sullo smartphone, materia in cui Apple esige discrezionalità  completa.