iPhone nel Regno Unito, successo di vendite

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L’iPhone nel Regno Unito riscuote interesse: 200mila telefoni venduti in una quarantina di giorni dal lancio. Il Ceo di O2 a rapporto da Jobs.

Le vendite di iPhone stanno andando molto bene in Inghilterra e le previsioni fissate al momento del lancio saranno rispettate. Questo il resoconto che nei giorni scorsi Steve Jobs si è trovato sotto gli occhi. A recapitare le buone notizie Roger Kay, amministratore delegato dell’€™operatore britannico per la telefonia mobile, nel corso di una visita, avvenuta la scorsa settimana, al quartier generale di Cupertino.

Gli iPhone venduti, stando ad un articolo del Financial Times, da novembre ai primi giorni di gennaio saranno 200mila (se non di più); buone notizie anche per quanto riguarda il loro utilizzo: gli abbonati usano con intensità  e frequenza il servizio dati. In base alle cifre ottenute dal giornale finanziario il 60% dei possessori di iPhone scarica più di 25 MB di dati al mese, un numero che eclissa la media stabilita dagli utenti di altri dispositivi; solo l’€™1,8% di chi non ha un iPhone tocca i 25 MB al mese. Il dato è di capitale importanza perché potrebbe significare che iPhone ha messo in moto l’€™Internet mobile e quindi trovato il sistema di aprire un nuovo mercato, quello del business pubblicitario e dei servizi on line sui telefoni cellulari, fino ad oggi sostanzialmente immobile. Se davvero questo business dovesse decollare i gestori di telefonia mobile potrebbero trovare una nuova fonte di profitti utile a lenire la pressione che subiscono i bilanci per la forte concorrenza sul traffico voce.

Un altro aspetto d’€™interesse nel resoconto presentato a Jobs è che O2 strappa alla concorrenza, proprio grazie ad iPhone, un significativo numero di clienti. Dei 200mila possessori di iPhone e relativo contratto, ben 120mila non erano utenti dell’€™operatore mobile alleato di Apple.

A fronte di tutto questo l’accordo che prevede la cessione ad Apple di una parte dei profitti che derivano dagli abbonamenti iPhone potrebbe essere stato, quindi, un buon affare. La clausola, uno dei principali ostacoli nell’accordo tra Apple e altri gestori di telefonia mobile, troverebbe una ragione d’essere sotto il profilo del bilancio dalle opportunità  di guadagno che giungono dall’aumento della clientela e dal guadagno che si potrebbe generare grazie ai clienti che fanno acquisti e richiedono servizi on line.