iPod: consumatori soddisfatti ma con qualche riserva

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Una recente ricerca pubblicata da Consumer Reports evidenzia la soddisfazione dei consumatori americani nei confronti degli iPod. Ma non mancano problemi.

Secondo quanto emerge da un sondaggio realizzato da Consumer Reports su un campione di 3000 iscritti possessori di un lettore mp3, i possessori di iPod sono molto soddisfatti del loro dispositivo, seppure con alcuni “ma”.

Gli iPod sono facili da usare e appare vincente l’abbinamento con iTunes, che offre grande quantità  di contenuti multimediali a disposizione con un solo click. Allo stesso modo il servizio assistenza Apple è sempre stato sulla cresta dell’onda, ma per ciò che concerne il sondaggio di CR, non si rileva una particolare differenza di giudizio fra il supporto tecnico di Apple e quelli di altri produttori.

Dove è evidente una differenza è sulle forme di alimentazione energetica: questa volta la differenza non è a vantaggio dell’iPod.
Più in particolare, nel caso delle batterie, il numero di possessori del player Apple che si lamentano della poca durata della vita delle batterie (stimata a meno di un anno) è circa il doppio rispetto ai possessori altri dispositivi mp3.

In più, i possessori del prodotto della Mela lamentano anche il fatto che la maggior parte degli altri lettori mp3 dispongano di un caricabatterie di rete incluso nella confezione, mentre per gli iPod sia necessaria un’ulteriore spesa per procurarsene uno, pena l’essere USB dipendenti.

Questo problema è molto sentito, visto che le lamentele degli iPod owners su questo punto sono quantitativamente più del doppio rispetto alla somma di tutte quelle rilevate nel caso di tutti gli altri lettori mp3.

A dire la verità , sembra che il problema dell’adattatore di rete sia più teorico che concreto, visto che, dai dati di vendita attuali di Amazon, l’adattatore per iPod ha venduto quasi quanto il Zune di Microsoft (rispettivamente 61esimo e 60esimo posto); iPod invece occupa ben nove posizioni fra le prime venticinque, fra cui il primo e secondo posto.

Ciò non toglie che, nel caso in cui la concorrenza debba rivelarsi più agguerrita, i sopraccitati segnali di insoddisfazione non andrebbero sottovalutati.