iPod nano, ecco com’è dentro

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A meno di una settimana dal lancio c’è chi ha comprato un iPod nano per vedere com’è fatto dentro e per testarne la resistenza l’ha anche “ucciso”. Ecco che cosa ha scoperto.

ArsTechnica è un sito che si dedica da tempo all’analisi di prodotti hardware software con test approfonditi e per certi versi inusuali.

Sicuramente uno dei più attuali e interessanti è quello dedicato all’iPod nano che con un misto di sadismo e curiosità  tecnologica è stato “terminato” dopo una serie stressante di prove.
L’iPod nano è stato prima sottoposto a test di stress leggeri come il peso di un utente distratto che lo dimentica sulla sedia e ci appoggia sopra il peso del proprio corpo, la caduta da una bicicletta, da una macchina in corsa a varie velocità , la caduta da una altezza di 3 metri e infine il passaggio di una wolkswagen con la ruota anteriore: ebbene neanche questo sadico atto è riuscito a metterlo completamente fuori uso, negli altri casi si è passati da semplici graffi sulla superfice ad un progressivo malfunzionamento del display con l’iPod che continuava imperterrito a suonare le sue tracce e con la rotella che continuava a funzionare per aumentare volume o spostarsi lungo il brano: l’unico modo per terminarlo definitavamente è stato lanciarlo in alto ad una altezza di oltre 10 metri per vederlo poi stramazzare al suolo.

Una resistenza fuori dal comune dovuta sicuramente all’assenza di dispositivi meccanici, l’hard disk interno sostituito dalle memori flash o parti ruotanti come la prima clickwheel degli ipod originali ma anche alla robustezza della costruzione.

Non contenti dell’omicidio i tecnici di Arstechnica si sono prodotti in una autopsia analitica, degna dei migliori Quincy o C.S.I. per scoprire a quale prodigioso livello di integrazione e miniaturizzazione si sia spinta Apple per produrre un lettore così piccolo e resistente e hanno potuto verificare alcuni dettagli, in parte già  noti, dei componenti utilizzati come l’uso di una memoria flash da 2 GB di produzione Toshiba al posto di quella di Samsung presente nel modello da 4GB e dell’introduzione di una rotella cliccabile di produzione e ingegnerizzazione Apple al posto di quella prodotta da Synaptics che ha equipaggiato ed equipaggia gli altri modelli di iPod.

Per gustarvi le foto dell’iPod stressato e terminato e la relativa autopsia partite da questa pagina di Arstechnica: http://arstechnica.com/reviews/hardware/nano.ars/3