iReview, la clava di Apple?

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Ad iReview non piace il sito che promuove la campagna l’elezione a presidente di George W. Bush. Secondo iReview il sito di Bush è confuso, ha un’interfaccia umana poco coerente, non si trova quello che si cerca, dimentica alcuni elementi fondamentali del programma politico e non fa neppure alcun cenno al padre dell’attuale Governatore del Texas, George Bush, già  presidente degli USA e senza la cui influenza la sua candidatura alla Casa Bianca sarebbe stata quasi impossibile. “Il sito – si legge in iReview – invece di presentare un programma usando dello stile del Web, ha “incollato” pezzi da altri media e li ha presentati su Internet e il messaggio che vorrebbe trasmettere ne soffre”. Opinioni. Ma al di là  di questo che cosa c’entra il sito di Bush con la missione di iReview ? E perchè il sito di Bush che può essere un elemento di polemica politica e non un altro sito più neutro?

La risposta i dietrologi l’hanno già  trovata: l’avversario di Bush è Al Gore che in molti indicano come molto vicino a Steve Jobs (che non ha mai fatto mistero delle sue tendenze Democratiche).
In passato Gore ha più volte dimostrato “contiguità ” agli ambienti che gravitano su Apple e ha affermato anche di essere stato a lungo utente di MacOs prima di essere stato “costretto” a passare a Windows. In aggiunta a ciò nelle scorse settimane Gore battagliò a lungo con Microsoft per poter fare una visita aperta ai giornalisti, nel corso della sua campagna per le primarie, alla società  di Redmond. Inizialmente Microsoft negò il permesso, ma poi si giunse ad un compromesso. Per qualcuno dietro alla querelle si nasconde uno scarso feeling tra Bill Gates e il candidato del partito Democratico che sarebbe giudicato troppo favorevole (per interposta persona dell’attuale presidente Clinton) alle tesi del Dipartimento di Giustizia che ha messo sul banco dell’accusa Microsoft per esercizio illegale del monopolio. Di contro a Redmond si ritiene che un presidente Repubblicano potrebbe condurre il DOJ a più miti consigli e forse anche a dismettere il caso stesso quando questo dovesse arrivare in appello o alla Corte Suprema.
Ce n’è abbastanza, per chi è è abituato a cercare dietro alla notizia i segreti che vi si nascondono, per giudicare la recensione del sito di Bush indirizzata a sferrare un colpo, per quanto piccolo, alla credibilità  di un candidato che non si ritiene continguo agli interessi di Apple o, in ogni caso, non così favorevole come il suo aversario.
Se vedremo presto un’entusiasta recensione del sito di Al Gore questi sospetti saranno stati confermati. In ogni caso già  in passato iReview era stato accusato di essere usato come strumento per colpire avversari e concorrenti. Il caso della stroncatura del sito di RealNetwork, già  segnalato da queste pagine, appare abbastanza emblematica.