iTunes Music Service: musica anche per il bilancio

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iTunes Music Service distribuisce 275.000 canzoni nelle prime 18 ore è già  record e musica per il bilancio di Cupertino. Ma Jobs già  medita di espandere l’offerta e prospetta interessanti e rivoluzionari accordi con le etichette indipendenti.

275.000 canzoni vendute. Questo sarebbe lo spettacolare record conseguito da iTunes Music Service nelle prime 18 ore di attività . A riportare il dato è Billboard che cita “fonti vicine alle case discografiche” e dunque presumibilmente molto ben informate.

Il dato, se confermato, significa, secondo alcuni conti approssimativi fondati sulle percentuali che Apple otterrebbe dalla vendita on line della musica, un guadagno di circa 100.000 dollari, come ha calcolato approssimativamente qualche sito. Una cifra ingente e che, nel momento in cui l’intero servizio sarà  a regime anche con una versione per PC, potrebbe portare alle casse della Mela un profitto tangibile

Billboard aggiunge poi che già  due altre etichette avrebbe sottoscritto un accordo con Apple per il servizio su piattaforma Windows che, come noto, dovrebbe arrivare prima della fine dell’anno.

Intanto il clamore e l’interesse per gli annunci di lunedì non accennano a spegnersi. Anzi quanto dimostrato da Apple sta suscitando curiosità  ed interesse anche in ambiti che potrebbero contribuire a rafforzare in maniera ulteriore la posizione di Cupertino come mediatore per la distribuzione di contenuti digitali.

Secondo quanto riporta Time.com, diverse etichette indipendenti avrebbero preso letteralmente d’assalto i telefoni della società  per offrire le loro canzoni per il catalogo di iTunes. “Abbiamo dovuto mettere molti di loro in attesa – rivela Jobs – perchè le “big five” controllano la maggior parte della musica e noi avevamo poco tempo. Ma ora ci focalizzeremo in maniera molto attenta sui produttori indipendenti e questo sarà  un vantaggio per noi”.

In effetti Apple, utilizzando anche una politica attenta sui prezzi e un trattamento differenziato, potrebbe trarre vantaggi considerevoli dalla distribuzione di musica indipendente, magari stipulando con esse contratti in esclusiva e divenendone una sorte di “tutore” nel campo digitale. Le stesse etichette indipendenti potrebbero avere tangibili vantaggi, trovando un media popolare e pubblicizzato per la distribuzione a costi bassi (se non senza costi) per la loro musica aprendo, così, scenari del tutto nuovi.