iTunes, ancora guai in Norvegia

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Apple risponde alla domanda di chiarimenti dell’Ombudsman norvegese che vuole capire le ragioni per cui le canzoni comprare su iTunes nella stragrande maggioranza dei casi si sentono solo su iPod ma la presa di poszione di Cupertino non convince l’autorità  nordica. Il caso verso il giudizio di una corte per la difesa dei consumatori.

Apple non convince l’Ombudsman norvegese con le sue spiegazioni sul perché la musica di iTunes nella quali totalità  sia riproducibile solo su iPod. A far sapere che l’autorità  per la difesa dei diritti dei cittadini e per la concorrenza che opera nel paese nordico si è dichiarata poco soddisfatta da quanto ha appreso da Cupertino e che, quindi, intende continuare la sua indagine in materia, è un articolo pubblicato da PcWorld.

Il confronto, in atto da tempo, è giunto ad un punto di svolta cruciale ad inizio settimana quando per Apple è scoccato il momento di rispondere alle rimostranze di Bjà¸rn Erik Thon che, appunto, ricopre il ruolo di Ombudsman. “La risposta è arrivata, ma non abbiamo avuto nulla di nuovo rispetto alla sostanza dei nostri dubbi. Ora continueremo il nostro lavoro e ci prepariamo a portare il caso davanti al consiglio del mercato”, è stata la raggelante risposta di Thon.

La presa di posizione significa che, appunto, Apple dovrà  discutere dell’argomento di fronte ad un commissione che si occuperà  di prendere in esame le due posizioni, quella dell’Ombudsman e quella di Cupertino, e successivamente disporre delle iniziative per risolvere definitivamente la controversia. Tra i provvedimenti ci potrebbe anche essere l’obbligo di creare un nuovo Drm universale così da slegare la musica di iTunes da iPod e rendere possibile per chiunque migrare piattaforma hardware o scegliere quella di suo gradimento fin dall’inizio, senza essere costretto al connubio iTunes e iPod.

Apple però potrebbe anche fare altre scelte. Ad esempio ritirarsi dal mercato norvegese (come aveva minacciato di fare in Francia quando erano sorte simili questioni).

La Mela però potrebbe avere una via di fuga creata dal mercato che sta andando in direzione della musica priva di Drm. àˆ noto che se oggi Cupertino non è nella condizione di poter vendere solo musica sprotetta come fanno diversi suoi concorrenti (Amazon per esempio), questo deriva solo da alcune scelte attuate dalle case discografiche che stanno cercando di frenare, usando proprio questo mezzo, lo strapotere della Mela nel campo. Nei prossimi mesi però questa situazione potrebbe cambiare, togliendo a Jobs e al suo management un grosso fastidio che non è certo tale solo per la battaglia intentata dall’Ombudsman norvegese.