iTunes, ecco come Apple fa business

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Un documento trapelato dall’€™Australia rivela alcun delle clausole contrattuali applicate da Apple alle case discografiche per vendere le loro canzoni su iTunes.

Settanta centesimi di dollaro australiano, circa 44 centesimi di euro. Ecco quanto Apple incassa, detratto quanto dovuto alle case discografiche, dalle vendite di canzoni sull’€™iTunes Music Store del paese del pacifico. A rivelare le cifre e alcuni dettagli delle condizioni contrattuali che regolano il rapporto tra la casa di Cupertino e le mayor che vendono musica attraverso il suo store, è un articolo pubblicato da Think Secret.

Secondo il sito dedito alle indiscrezioni Apple, oltre che incassare poco meno di mezzo euro per ciascuna canzone venduta (ad un prezzo equivalente a circa 1.05 euro), spunta da 6 a 12 dollari australiani (da 3,7 a 7,4 euro) per ciascun album venduto, a seconda del prezzo d’€™acquisto.

Ovviamente queste cifre sono al lordo delle spese sostenute da Apple sia per commercializzare le canzoni sia per la gestione della fatturazione che del percepimento del denaro dai clienti, ovvero delle spese per la transazione della carta di credito.

Tra gli altri dettagli degni d’€™interesse il fatto che per contratto Apple può, in ogni momento, aumentare il costo delle canzoni vendute, una volta presentate le ragioni alle case discografiche, mentre le case discografiche non posso incrementare per la durata del contratto il prezzo delle canzoni.

Varie clausole regolano le responsabilità  di Apple nel trattamento delle canzoni e la loro custodia sui suoi server. Tra le altre si segnala il fatto che Apple non può essere ritenuta colpevole se entro 30 giorni dal momento in cui avviene un download di canzoni che una volta trasferite risultano protette se provvede a riparare il bug alla sicurezza che ha permesso questa infrazione. Un caso simile è avvenuto alcuni mesi fa quando, grazie ad un hack di DVD Jon, fu possibile acquistare musica che una volta trasferita su HD non era più tutelata da FairPlay. Apple non può neppure essere ritenuta responsabile se per un buco nella sicurezza diviene possibile trasferire canzoni senza pagarle, a patto che entro 24 trovi una soluzione. In caso contrario Apple può chiudere la sezione di iTunes Music Store afflitta da questo problema.