iTunes gioie ma anche dolori

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iTunes è una delle applicazioni di cui Apple va più orgogliosa e l’ultima versione aggiunge diversi tocchi di raffinatezza all’ascolto della musica digitale, come la condivisione in rete di brani. Ma le modifiche apportate per utilizzarlo anche su Internet stanno facendo alzare le antenne alle case discografiche.

La nuova funzione di condivisione delle librerie musicali di iTunes in rete ha suscitato attenzione, plausi ma anche qualche preoccupazione.

Da quanto si è infatti potuto apprendere diversi programmatori hanno trovato un modo per estendere questa funzione al di là  delle sue finalità  originali. In particolare sarebbero riusciti a modificare iTunes così da riprodurre musica non solo in rete locale, come pensato da Apple, ma anche su Internet.

Mediante l’utilizzo di una sorta di “tracker” diviene così possibile ricercare in rete utenti che usano iTunes, consultare le loro librerie e ascoltare la musica on line.

Nonostante questa opzione appaia molto limitata nella sua funzione pratica (per mettere on line audio in streaming si deve avere una connessione fissa oltre che una banda piuttosto robusta), il fatto che la funzionalità  di fatto sia integrata in iTunes e non sia necessaria una vera e propria impresa per renderla attiva, sta preoccupando le case discografiche in particolare per la possibilità  che dall’ascolto si possa passare al download delle canzoni.

Questo pare sia già  accaduto, come denunciato da Rob Lockstone, un utente che aveva messo on line le sue canzoni. Un hacker, utilizzando una particolare applicazione, è stato in grado di scaricare canzoni dalla libreria di Lockstone, inducendolo a togliere la disponibilità  pubblica della sua libreria audio.

“La condivisione in rete su Internet delle canzoni – ha dichiarato Cary Ramos un avvocato della National Music Publishers Association al Los Angeles Times – è un buco nella sicurezza che va chiuso. Non so come Apple possa raggiungere questo scopo, ma spero che facciano i passi necessari per ovviare a questo problema”.

Alcuni manager di case discografiche hanno fatto sapere di guardare con molta attenzione al fenomeno che corre il rischio di offuscare il successo ottenuto dallo store on line.