iTunes, più vendite di album in UK

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Secondo i discografici britannici l’inizio del 2008 della musica digitale è stato caratterizzato da un aumento delle vendite degli album. Ma secondo un’altra inchiesta il mondo del P22 illegale continua a dominare la scena e chi compra canzoni su Internet è addirittura in calo.

Buone notizie per il mondo della musica: le vendite di album in digitale crescono. A rivelarlo è la classifica dei dischi top venduti in Gran Bretagna, pubblicata dalla The Official Uk Chart che prende in esame iTunes. La crescita rilevata durante il primo trimestre dell’anno, è stata importante: il 69,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2007.

L’aumento delle vendite dei cosiddetti “LP” è molto importante. iTunes è stato spesso accusato di avere devastato per la possibilità  offerta di comprare brani singoli, sia lo spirito dei lavori degli artisti, che si vedono smembrate opere pensate per essere pubblicate insieme, sia il fatturato delle case discografiche. In passato chi voleva una canzone era di fatto costretto a comprarsi tutto il CD pagandolo per quello che esso costa, oggi su iTunes i può comprare anche un singolo brano pagandolo 99 centesimi e molti clienti fanno proprio questa scelta, riducendo i profitti di cantanti e discografici.

La buona notizia arriva più o meno contestualmente ad un’altra che pare meno piacevole per il mondo dell’industria musicale che rimbalza sempre dal Regno Unito: le vendite di musica digitale non riescono a frenare il download illegali. The Leading Question e l’agenzia che si occupa di strategie digitali Music Ally in un loro studio hanno rivelato che la percentuali di coloro che comprano musica su Internet è scesa dal 16 al 14%. Il 28% di chi compra musica ha comprato musica digitale almeno una volta, ma chi continua a farlo è solo il 14%. Tra coloro che hanno scaricato almeno una volta musica da canali non legali continua a farlo nel 22% dei casi.

Secondo la ricerca il problema risiederebbe nella non soddisfacente esperienza di acquisto e dei problemi determinati dai Drm, oltre che dal fatto che tutti preferiscono avere gratis qualche cosa invece che pagarlo. Il consiglio rivolto alle case discografiche dai ricercatori è di sperimentare nuove formule per la distribuzione della musica: dare in un bundle la musica con altri prodotti di intrattenimento (servizi e hardware), utilizzare particolari modalità  di rilascio per date e formati, o regalare la musica cercando di trarre profitto da altre fonti.