iTunes si trasferirà  su iDisk?

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Rivoluzione in casa Apple per la musica, i filmati e gli show televisivi acquistati da iTunes Music Store: i file saranno solo virtuali e conservati in remoto su iDisk. L’indiscrezione lanciata da Think Secret, potrebbe soddisfare gli editori musicali che tanto premono sul leader del mercato, ma convince molto poco dal punto di vista dell’utente finale.

Secondo il sito specializzato in indiscrezioni ThinkSecret a Cupertino starebbero per fare un’inversione a U per come funziona la vendita online di contenuti multimediali attraverso iTunes Music Store.

Finora da iTMS i file audio e video acquistati sono trasferiti sul proprio computer per poi caricarli su qualunque iPod o gestirli in locale. Dal 10 gennaio, giorno del keynote di Steve Jobs al Macworld Expo di San Francisco, Apple potrebbe stravolgere il sistema portando i contenuti video acquistati su uno spazio riservato on line, magari proprio quell’iDisk di .Mac che Apple vende come servizio aggiuntivo, e sempre accessibile a richiesta dell’utente.

La prospettiva, benché suggestiva per alcuni punti di vista, si presenta davvero molto poco bene se si getta lo sguardo al di là  del contesto in cui la colloca Think Secret e che è quello di un paese dove il broadband, almeno nei grandi centri, è una realtà  consolidata.

L’effetto finale sarebbe un sistema che obbligherà  chi acquista a passare in streaming il video sarebbe questa di obbligare tutti coloro che hanno intenzione di accedere a questa sorta di iTunes privato “on demand”, ad avere un collegamento in banda larga e a stare seduti davanti al computer per avere accesso alla visione. Niente masterizzazione, niente portabilità  verso dispositivi diversi (secondo Think Secret l’unico abilitato alla visione sarebbe iPod), niente flessibilità  d’uso e tanti costi e fastidi in più. Per non parlare del fatto che sarebbero esclusi decine di milioni di utenti potenziali, privi di una connessione broadband a casa propria. Neppure l’originalità  dell’idea sarebbe garantita, visto che questo tipo di servizio è molto simile a quello offerto da fornitori di servizi già  attivi in tutto il mondo, tra cui, solo per fare qualche esempio, Alice. Nel caso del servizio di Telecom Italia si parla di streaming “one per pay”, nel caso di Apple di “pay one stream forever”, ma il concetto non è molto diverso.

Più disagi, niente originalità , più costi a fronte di un paio di veri benefici: la disponibilità  “eterna” dei file senza l’inconveniente di perdere, corrompere o scaricare a metà  i propri acquisti e nessun file ad occupare il proprio HD. A questo si potrebbe aggiungere forse anche il fatto che Apple potrebbe agevolare lo streaming usando FrontRow.

Gli unici ad applaudire in compenso sarebbero gli editori di contenuti multimediali, che sarebbero maggiormente garantiti dal rischio di distribuzione di contenuti pirata. Un po’ poco per giustificare un’invenzione che se pensata in questo modo, visto che ci sono alternative, più o meno legali, non ridurrà  la pirateria e non potrà  farsi largo sul mercato.