Final Cut Studio 3, la recensione: scopriamo il nuovo Final Cut Pro 7
di Domenico Panacea | 21-11-2009
iPhone, iPod touch, iTunes... parole magiche sulla bocca di tutti che imperano in Apple e il cui successo ha rafforzato a dismisura l’appeal del brand con la Mela morsicata! Ma Cupertino non ha certo dimenticato il suo ruolo chiave negli studi di produzione televisiva e cinematografica e a luglio 2009 ha aggiornato Final Cut Studio, la suite di applicazioni professionali per il video, ora più potente e versatile e con il supporto al Blu-Ray . Questo solo il primo di una serie di articoli con i quali Macitynet vi condurrà alla scoperta delle molteplici novità dell’ultima incarnazione del software Apple di riferimento per il video broadcast..
Apple, da sempre attenta a fornire soluzioni software per l’editing video destinate a tutti i target d’utenza, dopo un lungo periodo di gestazione che aveva suscitato non poche ansie e perplessità tra gli addetti ai lavori, anche complice la mancata partecipazione al NAB (National Association of Broadcaster) di Washington, conferma la sua leadership nel mondo broadcast con il rilascio nel luglio del 2009 del major upgrade di Final Cut Studio, una suite di applicazioni che abbracciano a 360 gradi tutti gli aspetti di una video produzione di altissimo livello che vanno dall’acquisizione, all’editing e al compositing, alla titolazione, alla sonorizzazione, alla distribuzione sui vari media. Il nuovo FCS edizione 2009, ufficiosamente da tutti ribattezzato come “3”, approda sul mercato con una ventata di novità tra le quali sicuramente spicca l’agognato supporto al Blu-Ray , il formato su disco ottico per il video in alta definizione. L’importante aggiornamento giunge a distanza di ben oltre due anni dall’ultima versione risalente ad aprile 2007 e mette a tacere le voci di quanti temevano un cambio di rotta da parte di Apple alla volta esclusiva dei nuovi importanti scenari di mercato che vedono iPhone e iPod touch assoluti protagonisti. Il mondo video, a dispetto della sempre crescente poliedricità dell’azienda di Jobs, rappresenta per Apple un pezzo fondamentale della sua strategia di mercato da cui non può assolutamente prescindere. E che per Cupertino Final Cut Studio rappresenti una priorità ne è ulteriore prova l’attenzione rivolta alla promozione della suite mediante corsi di formazione e tour mondiali organizzati anche nel nostro Paese che hanno già visto il 17 novembre Roma protagonista.
Macitynet ha avuto modo di testare per lungo tempoi il nuovo FCS 2009 ricevuto in anteprima da Apple Italia e a questo nostro primo approccio alla rinnovata suite con una carrellata sulle principali novità introdotte da Final Cut Pro 7 , faranno seguito ulteriori approfondimenti e articoli sulle altre applicazioni in bundle.
L’unpacking: involucro ridotto, contenuto extra-large
La confezione di Final Cut Studio (potete trovare su questa pagina le foto in grande formato dell'unpacking scattate da Raffaele Mariotti), in linea con la tendenza seguita con i più recenti prodotti Apple, presenta dimensioni sensibilmente ridotte rispetto alla precedente versione, decisamente più ingombrante. Sempre elegante, come da tradizione Apple, con le sue serigrafie argentate, reca il logo HD a indicare il pieno supporto all’alta definizione e sul retro l’indicazione delle principali applicazioni. Al suo interno il prezioso contenuto consta di ben 7 supporti ottici, di un manualetto in inglese di poco meno di 180 pagine e di una piccola guida all’installazione recante il necessario numero di serie.
A dispetto di alcune voci diffuse molto prima dell’arrivo del nuovo Final Cut Studio, Apple non ha neanche stavolta provveduto alla localizzazione in italiano del software, scelta a nostro avviso forse non da tutti apprezzata ma motivata dal target professionale d’utenza cui è diretta la suite, certamente avvezzo alla terminologia standard inglese in uso tra gli addetti ai lavori.
Il disco Final Cut Studio Install contiene le applicazioni della suite: Final Cut Pro 7, Motion 4, Soundtrack Pro 3, Color 1.5, Compressor 3.5, DVD Studio Pro 4, Apple Qmaster e Cinema Tools. Avviata l’installazione il software verifica che il sistema soddisfi i requisiti minimi richiesti prima di procedere, permette di configurare ad hoc il tipo di installazione e chiede se Compressor, il potente engine di compressione video, debba fruire o meno del calcolo condiviso tra più computer collegati allo stesso network, opzione comunque selezionabile anche ad installazione avvenuta. L’installer ci avviserà quando sarà il momento di cambiare i dischi per i contenuti extra: tre Audio Content ricchi di effetti sonori e loop musicali, due Motion Content con LiveFonts, oggetti vettoriali, file video, immagini ed altro ancora, un DVD Studio Pro Content con template professionali e menu dal look professionale per l’authoring dei DVD.
L’installazione ex-novo, completa dei contenuti extra e sample, andrà ad occupare circa 50 gigabyte di spazio sul nostro hard disk.
Ma che fine ha fatto LiveType ? Nella pletora dei corposi software di Final Cut Studio versione 2009 non figura il famoso software per la titolazione professionale presente fino alla versione 2 di Final Cut Studio. In realtà l’apparente strana dipartita in caso di installazione exnovo della nuova suite (eventualmente rimediabile installando l’applicazione mediante i dischi di FCS 2) risponde alla volontà di Apple di demandare a Motion 4 anche il ruolo di sofisticata titolatrice, prima appannaggio di LiveType del quale eredita tra l’altro la gestione dei bellissimi LiveFonts.
Final Cut Pro 7: uno sguardo alle principali novità del leader del video editing
Final Cut Pro, il software di montaggio video ben noto negli ambienti broadcast, giunge alla versione 7 arricchito da molteplici novità nascoste sotto l’abituale veste grafica, alcune inedite per un programma di NLE (non linear editing), che ne consolidano la leadership nel suo settore.
FIG 1: la veste grafica non cambia ma nel calderone di Final Cut Pro 7 bollono molte gustose novità.
L’opportunità di lavorare direttamente nei più svariati formati video HD anche compressi senza l’ausilio di un codec intermedio necessario in programmi come iMovie, ha da sempre rappresentato un cavallo di battaglia di Final Cut Pro, a tutto vantaggio del flusso di lavoro. Nella pletora dei formati video già supportati nativamente fa ora capolino l’ AVC-Intra a 50 e 100 Mbit/s, in uso su videocamere HD high-end della Panasonic, che può essere editato direttamente sulla timeline senza alcun tipo di conversione. Conforme alle specifiche H.264/MPEG-4 AVC il nuovo formato offre una qualità di immagini decisamente superiore a quella offerta dai più comuni DVCPRO HD e HDV a soli 25 Mbit/s grazie al suo più alto bitrate. Su Final Cut Pro 7 approdano anche nuovi codec ProRes 422 Proxy e LT e ProRes 4444, che vanno ad affiancare quelli già presenti, offrendo la possibilità di lavorare con formati HD non compressi anche su macchine non troppo performanti e hard disk poco capienti, preservando la qualità video e velocizzando il workflow.
Una funzione estremamente utile e del tutto nuova di FCP 7 è la condivisione mediante iChat dei progetti con un nostro contatto sul noto sistema di messaggistica istantanea: è sufficiente attivare iChat Teather Preview dal menu View e selezionare nella nostra lista AIM la persona a cui inviare in video chat le immagini, anche in movimento, della finestra Viewer o Canvas di Final Cut Pro, così da valutare assieme a un collega di lavoro un progetto e apportare eventuali modifiche al volo.
FIG 2: una novità inusuale ma estremamente utile per un programma di video editing: l'integrazione con l'applicazione di messaggistica istantanea
FIG 3: attivata la condivisione via iChat del progetto non ci resta che selezionare il contatto dalla nostra lista a cui mostrare il nostro operato
FIG 4: iChat mostra al nostro contatto le immagini, anche in movimento, della finestra Viewer o Canvas di Final Cut Pro 7

FIG 5: l'occhio critico del collega di lavoro osserva il montato in riproduzione suggerendo le modifiche da apportare al progetto
Altra grossa novità di FCP 7 la comparsa del pannello Share per la distribuzione su vari media e in rete dei nostri montati, con l’onnipresente YouTube tra le opzioni di esportazione, i servizi internet di Apple MobileMe, gli immancabili DVD, iPod, iPhone ed Apple TV e finalmente il famoso Blu-Ray , l’ormai consolidato formato ad alta definizione, per la prima volta su Final Cut Studio, che abbiamo immediatamente testato.
FIG 6: nell'era di Internet la condivisione anche in rete del nostro lavoro rappresenta spesso un passaggio obbligato
FIG 7: il pannello di condivisione di Final Cut Pro 7 offre molteplici formati di esportazione inclusi YouTube, MobileMe e Blu-Ray
Dal pannello Share, selezionata l’opzione Blu-ray e spuntato Create Blu-ray disc possiamo inviare il video montato al potente Compressor per la codifica in MP4 AVC-H.264 (il codec più usato nei Blu-Ray commerciali) o continuare con Final Cut Pro 7 che si occuperà dell’encoding, dell’authoring (ovvero la creazione della struttura del disco Blu-Ray , quindi dei files contenuti nella cartella BDMV) e della masterizzazione con l’eventuale masterizzatore Blu-Ray o della creazione di un’immagine disco. Per le nostre prove abbiamo usato un nuovissimo iMac 27” con processore Intel Core 2 Duo da 3.06 Ghz impiegando circa 5 minuti per la codifica e l’authoring di 33 secondi di video HDV.
FIG 8: nella nostra prova abbiamo creato un'immagine disco Blu-Ray impiegando tra authoring e codifica circa 5 minuti per 33 secondi di filmato sul nostro iMac 27" con processore da 3.06 ghz
Purtroppo non esiste ad oggi un player Blu-Ray per Mac ma possiamo riprodurre i file video .m2ts presenti nella cartella BDMV/STREAM usando il famoso VLC o ancora una console Playstation 3, eccellente come riproduttore multimediale. Final Cut Pro 7 pur non potendo competere con software dedicati come DVD Studio Pro (purtroppo ancora privo del supporto al Blu-Ray ) e Adobe Encore mette a disposizione basilari ma efficaci strumenti di authoring per arricchire i nostri Blu-Ray e DVD con menu dal look professionale.
Tante altre novità forse meno appariscenti ampliano la versatilità di Final Cut Pro 7: il supporto per i sottotitoli, l’integrazione con Cinema Tools 4.5, la possibilità di scegliere una transizione video ed inserirla automaticamente tra le varie clip in una sequenza sulla timeline, la presenza di nuovi tool per gestire con maggiore accuratezza la velocità della clip, le nuove transizioni alpha che permettono di passare da una clip all’altra mediante una maschera animata, e ancora il notevole miglioramento delle performances complessive del programma ed altro ancora che andremo ad approfondire nei nostri prossimi articoli.
E’ solo l’inizio del nostro viaggio…
Già dal primo approccio con Final Cut Pro 7 ci si rende conto di avere tra le mani un software di video editing in grado di soddisfare le alte esigenze degli ambienti broadcast con strumenti versatili e potenti e novità come l’agognato supporto al Blu-Ray e l’ inusuale ma comoda possibilità di condividere i progetti via iChat a tutto vantaggio della produttività. Ma Final Cut Studio versione 2009 non è solo Final Cut Pro 7 e nei nostri prossimi appuntamenti avremo modo di vedere più da vicino le altre applicazioni della suite quali Motion 4, un programma di compositing , motion graphic e titolazione di altissimo livello, Compressor 3.5, il potente engine di compressione in grado di gestire i più disparati formati, Soundtrack Pro 3, per la creazione di colonne sonore da oscar, Color 1.5, per creare la giusta atmosfera con le adeguate scelte cromatiche, DVD Studio Pro 4, per l’authoring professionale dei DVD Video.
Questo è solo l’inizio di un viaggio alla scoperta della più completa e versatile soluzione software per la post -produzione video broadcast targata Apple. Nei prossimi giorni vedremo da vicino altri aspetti di Final Cut Pro e delle altre applicazioni che compongono lo "studio".
Per le altre notizie su questo argomento si veda www.macitynet.it

