Uno
sguardo al Leopardo: Mac OS X dalla A alla Z 2
- Time Machine
di Mauro
Notarianni
24-10-2007
Prosegue
la nostra recensione multi-puntata del nuovo sistema operativo di
Apple, dopo la prima puntata dedicata a Finder
e Dock passiamo a Time Machine, molto più di un semplice
backup evoluto...
Time Machine
Una caratteristica per la quale vale da sola la pena di installare
Mac OS X 10.5 “Leopard” è senza dubbio TimeMachine.
E’ molto di più di un sistema automatico di backup: è
una sorta di macchina del tempo che consente di andare avanti e indietro
permettendo di recuperare foto, musica, filmati e quant’altro
con una semplicità disarmante.
La prima volta che si lancia l’applicazione verrà richiesto
su quale drive eseguire il backup; il drive può essere una
partizione secondaria di un singolo disco (Apple però sconsiglia
quest’opzione: se il disco principale si danneggia, si danneggia
ovviamente anche il nostro backup) oppure (scelta sicuramente migliore)
un disco secondario o esterno da lasciare sempre collegato al proprio
Mac.
Subito dopo aver selezionato il drive, l’applicazione copierà
da sola e in background i file nel disco destinazione, tenendo conto
delle eventuali modiche che ogni singolo file subisce nel tempo (file
di sistema, applicazioni, account, preferenze, musica, foto, filmati,
documenti, ecc.).
Ciò che rende diverso TimeMachine rispetto ad altri sistemi
di backup è che esso “ricorda” l’aspetto
del sistema in quel determinato momento; possiamo tornare indietro
di uno o più giorni, settimane o mesi e avere la nostra scrivania
esattamente così come si presentava in quella determinata data
e ora.
Come se non bastasse, possiamo, ad esempio, copiare la cartella che
era sulla scrivania una settimana addietro e che per sbaglio abbiamo
cestinato, ritornare avanti nel tempo (alla data d’oggi) e incollarla
dove più ci aggrada. Una comodità mai vista prima e
con un’interfaccia decisamente peculiare: quando si vogliono
esaminare i backup già effettuati, appare una successione di
finestre del Finder che si perdono nel vuoto interstellare…
Con un disco rigido connesso ad una base AirPort Extreme tutti
i Mac in casa o in ufficio possono sfruttare TimeMachine per eseguire
backup senza bisogno di cavi: è sufficiente selezionare il
disco AirPort come unità di backup per ogni computer e tutti
potranno sfruttare i vantaggi di TimeMachine.
Nota: l'opzione qui sopra riportata in corsivo, presente anche nelle
ultimissime beta è stata eliminata dalla versione finale.
L’applicazione è personalizzabile: è possibile
escludere cartelle per le qual non è necessario effettuare
un backup, codificare le copie per maggior sicurezza e impostare limiti
temporali (in mod0o da non superare i limiti della propria unità
di backup). TimeMachine può gestire anche più dischi.
Se lo spazio su disco utilizzato per effettuare il backup si esaurisce,
è possibile collegare un nuovo supporto, aprire le preferenze
e impostare la nuova unità di backup.
TimeMachine non supporta iDisk come unità di backup ma è
ovviamente una scelta voluta (di quanto spazio sarebbe necessario
disporre per ogni utente?) e non certo una limitazione; è in
ogni modo possibile usare l'utility Backup per copiare file specifici
sul proprio iDisk.
In qualunque momento è possibile mettere in pausa o avviare
l'applicazione spostando il bottone ON/OFF (utile, ad esempio, se
per qualche motivo abbiamo la necessità di spostare il disco
di backup su un'altra macchina).
In caso d’interruzione accidentale (esempio: mancanza di corrente),
TimeMachine è in grado di continuare ad effettuare il backup
dal punto nel quale era rimasto.
SpotLight è stato splendidamente integrato nel sistema.
Per recuperare un file basta:
- aprire una finestra del Finder e digitare la parola o la frase nell'angolo
superiore destro- attivare TimeMachine (l'icona è per default
sempre nel dock) e usare le frecce della timeline per andare avanti
e indietro fino a quando viene individuato ciò che stavamo
cercando;
- dopo aver individuato l'elemento di nostro interesse, basterà
fare click sul pulsante "Restore": l'elemento verrò
ripristinato nella posizione originale; se, per esempio, un file viene
trovato nella cartella "Documenti", TimeMachine ripristinerà
una o più cartelle in modo da ottenere lo stato originale del
documento.
Se c’è un piccolo appunto che ci sentiamo di fare, questo
riguarda l’interfaccia del programma: Apple ha da sempre abituato
i propri utenti ad interfacce semplici e minimaliste; la nostra impressione
è che con TimeMachine a Cupertino si stiano un po’ allontanando
da questo tipo di look & feel, cercando sempre e comunque di stupire
con effetti speciali, anche quando forse non è necessario.
Chi scrive è un utente di vecchia data ed è sicuro che
la Apple dei tempi di Mac OS 8/9 avrebbe progettato l’interfaccia
di TimeMachine in modo diverso.
I tempi sono però cambiati e forse gli utenti d’oggi,
preferiscono stupire e stupirsi con effetti speciali a propulsione,
anche quando se ne potrebbe fare a meno…