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Treo
750v alla prova Lo shock non è stato di quelli che fanno venire i capelli bianchi, ma invero una certa quantità di malumori sono serpeggiati tra gli utenti Palm di lunga data. La notizia della realizzazione di un modello con Windows Mobile qualche mese fa, sembrava la prima fase dell’abbandono dell’OS che per anni aveva distinto i dispositivi palmari della casa di Sunnyvale. Fortunatamente, il tempo ha mostrato la strategia dell’azienda per i suoi prodotti, ovvero la creazione di due segmenti diversi di palmari i quali, pur avendo caratteristiche molto simili tra loro, differivano enormemente per il Sistema Operativo di cui erano dotati.
Primo
contatto La società
ha fatto tesoro delle esperienze di altri, in termini di progettazione
dei cellulari, ed ha
cercato di prendere le migliori idee</a> per perfezionare
una generazione di smartphone che giusto lo scorso anno era culminata
con il Treo 650. L’integrazione dell’antenna ricevente non ha influito negativamente sulle capacità di ricezione. Il dispositivo aggancia e mantiene telefonate senza particolari problemi anche in condizioni critiche come piani interrati, mura spesse, gallerie non eccessivamente lunghe. Dal punto di vista visivo, l’aver inglobato l’antenna all’interno della struttura snellisce il design ed evita l'impigliarsi in tutti i posti previsti dalla legge di Murphy. Con quest’accorgimento il peso globale risulta ridotto (154 grammi contro i 178 del modello 650) ed il tutto è più comodo da portare in tasca grazie alle sue forme arrotondate. I due lati del palmare ospitano i pulsanti del volume ed un tastino programmabile, da un lato. L’altro ingloba il ricevitore ad infrarossi e l’alloggiamento per le schede di espansione MiniSD. Il rovescio della medaglia sta nel non riuscire ad individuare l'orientamento del dispositivo senza vederlo, ad esempio quando esso fosse in una tasca e si volesse azionarne i tastini alla cieca. La comodità straordinaria di silenziare il cellulare solo agendo sulla levetta in cima è rimasta, ma mentre sul Treo 650 era immediato individuare la direzione giusta, qui la mancanza dell'antennina rende meno istintiva la stessa azione. L’interfaccia principe di comunicazione rimane sempre il completo tastierino alfanumerico nella tradizionale disposizione QWERTY. I pulsantini, però, risultano meno efficaci nella digitazione e composizione di lunghi testi, a paragone con il precedente modello 650. La ragione è da ricercare nella minore spaziatura tra i tastini, più ravvicinati tra loro a causa della diminuzione dello spazio fisico disponibile. Confrontando i due dispositivi, infatti, si misurano dimensioni minori per l’ultimo nato di casa Palm (113 x 59 x 21 mm). I due millimetri in meno giovano alla trasportabilità globale: l’insieme ne guadagna facendolo diventare uno smartphone esteticamente accattivante in un risultato globale di più resistenza e meno business class. Le dimensioni minori, rispetto al predecessore con Palm OS, dipendono però anche dalla scelta di montare uno schermo TFT a 240 x 240 pixel invece dei 320 x 320. A dispetto dello schermino davvero molto brillante, il Treo 750 non è un apparato per chi sia debole di vista. Le microicone dei programmi appena utilizzati vengono concentrati in una riga orizzontale del menu Start, demandando il compito di evidenziarli ad un invisibile sfondino azzurro. E’ curioso altresì osservare come le forme del Treo si siano avvicinate all’estetica del BlackBerry, mentre il concorrente a sua volta sia evoluto verso una forma più cellulare e meno palmare. Lascia solo perplessi il pennino, apparentemente meno solido che in precedenza. Il sistema di ritenzione è comunque migliore del passato eliminando il pericolo di un suo smarrimento involontario. Hardware
Il motore del palmare, stavolta, è un processore Samsung SC32442A a 300 MHz in luogo degli Intel XScale delle precedenti generazioni. La risultante, pur invisibile all’utilizzatore, ha una valida motivazione di tipo energetico: Windows Mobile 5 è un OS più avido di risorse, rispetto a quello originario del Palm. Avidità che si riflette anche nel consumo di preziosa memoria: su 128 MB di memoria ROM flash (non volatile) solo poco più di 68 sono disponibili per l’archiviazione da parte dell’utilizzatore. Dei 64 MB di RAM, poi, una parte è destinata all’elaborazione dei programmi, lasciandone circa 49 in uso per l’utente. La memoria si può comunque aumentare grazie a schedine in standard MiniSD, un vantaggio dal punto di vista della compattezza strutturale, ma un elemento da valutare dal lato dell’espandibilità. Mentre svariati accessori come ricevitori GPS, schede Wi-Fi sono già disponibili per gli slot SD, solo da poco qualche produttore ha in catalogo periferiche che sfruttino il più recente MiniSD. Proprio l’assenza di connettività Wi-Fi può essere compensata dalla Spectec miniSD Wi-Fi Card, un interessante prodotto che colma una lacuna ormai molto sentita. In aggiunta alla scelta tecnica del microprocessore, per garantire una durata dignitosa, anche la batteria è stata potenziata (1200 mAh) offrendo più di quattro ore di conversazione continua e più di due ore di connessione e navigazione UMTS. Le nostre prove dirette, in realtà, hanno anche registrato migliori prestazioni, obbligandoci a ricaricare la batteria ogni due giorni e mezzo circa. La connettività con altri dispositivi è ampia: cavo USB, interfaccia ad infrarossi e Bluetooth 1.2 garantiscono un vasto raggio di azione con computer ed altri smartphone. Sfortunatamente il sistema operativo in piccolo di Redmond non supporta ancora Bluetooth 2.0, per cui la velocità di trasferimento di file non è esaltante. In ogni caso gli auricolari stereo senza fili sono supportati per poter ascoltare la propria musica senza la scomodità dei cavi. Immancabile, per un apparato di questa classe, la fotocamera capace di riprendere anche piccoli filmati, posizionata sul lato posteriore del Treo. Sottolineiamo il deciso passo in avanti compiuto: ora la camera scatta foto ad una risoluzione di 1,3 megapixel con zoom digitale 2x, più che sufficiente per le foto “istantanee” di reportage ed anche per i momenti da cogliere al volo. In condizioni di buona luce, i risultati sono molto validi: le immagini sono nitide e poco pixellose (difetto comune a sensori così piccoli); è assente qualsiasi effetto di distorsione. Con poca luce non si possono pretendere miracoli, ma gli scatti continuano a rimanere buoni, sfruttando al massimo gli algoritmi integrati di bilanciamento delle fonti luminose. “Fotocamera”
abbiamo scritto, usando il singolare, perché pur disponendo di connettività
cellulare di terza generazione (UMTS), l’intera generazione dei Treo
non prevede una cam frontale, non essendo stati progettati per effettuare
videochiamate Software ed integrazione con Mac Superata la barriera psicologica del vedere i simboli distintivi di Windows, il logo dai quattro colori ed il pulsante Start, rimpiccioliti nello schermino del Palm, ci siamo addentrati nelle profondità del dispositivo, non senza qualche perplessità. Spesso, purtroppo, abbiamo avuto la sensazione di ritrovare, in piccolo, gli stessi difetti del Windows da scrivania: troppi modi diversi per fare le stesse cose, un’interfaccia grafica non completamente coerente che nasconde opzioni importanti mischiandole con altre secondarie. Il browser Internet Explorer (solo per citare un esempio) è accessibile solo dal menu Start e non appare nella cartella programmi, una disomogeneità che genera confusione nell’utente.
Confrontato con gli analoghi dispositivi con Palm OS, il feeling generale appare inferiore: utenti che pur provenivano da esperienze di Windows non sono riusciti subito ad individuare i corretti meccanismi di utilizzo; critiche al sistema operativo piuttosto che al Treo in sé stesso. Nei momenti iniziali di utilizzo del palmare, inoltre, consultando ripetutamente la guida integrata abbiamo trovato parti incomplete o non raggiungibili per via di hyperlink, ma che poi apparivano tra gli argomenti se vi si accedeva in modo diverso (ad esempio cercandole direttamente con l’apposita funzione di ricerca). Bug che comunque potrebbero dipendere dall’esemplare in nostro possesso, ricevuto con un certo anticipo rispetto a quelli poi effettivamente messi in commercio nel mese di ottobre. La rubrica, elemento essenziale degli smartphone, ha moltissime voci e campi aggiunti rispetto al passato (forse anche troppi). Le card .VCF dell’Address Book di Mac OS X si adattano con una certa precisione alle strutture del palmare. Ma trasferire centinaia di contatti lanciandoli via Bluetooth diventa presto tedioso, suggerendo il ricorso ad un software di supporto che si occupi di fare da “collante” tra il Mac ed il telefonino. A tal scopo noi abbiamo usato il collaudato Missing Sync 3 for Windows Mobile ritenendolo di utilità eccezionale per una felice convivenza con i sistemi di Apple. In poche mosse si è in grado di sincronizzare l’intero indirizzario, le playlist di iTunes, gli album di iPhoto e gli eventi di iCal, facilmente come non mai. Un programma “agent” installato all’atto della prima sincronizzazione si incarica di fare da ponte tra il WinTreo ed il Mac, consentendo anche l’aggiunta di ulteriori programmi sul palmare, la registrazione di bookmark, note e liste di Entourage. Si sviluppa così un doppio filo tra i due mondi, i quali prima non si parlavano affatto (dopo aver attivato il pairing tra i due, un messaggio di errore riportava della mancanza dei servizi necessari per la sua esplorazione via Bluetooh) ed invece, dopo un <i>Missing Sync</i> diventano simbiotici, potendo addirittura montare l’intera memoria del Palm Treo sul Desktop del Mac ed intervenirvi direttamente. L’unico elemento a rimaner fuori da questa successione di delizie informatiche è, malauguratamente, proprio la posta elettronica, che rimane per il momento un’entità separata tra Mac OS X e Palm con Windows. Tanta potenza concentrata non poteva esser da meno rispetto a modelli meno sofisticati: abbiamo provato direttamente a farlo funzionare in congiunzione con Salling Clicker ed il Treo alieno ha risposto egregiamente alle stimolazioni software. Abbiamo potuto comandare a distanza il nostro Mac via Bluetooth a dispetto dell’atavica antipatia tra i due ambienti, di certo anomala in questi periodi in cui nei computer Apple batte un cuore Intel ed i dispositivi Palm sono guidati da un sistema operativo a finestre ... In circa due mesi di utilizzo continuato del palmare-cellulare ci hanno permesso di apprezzarne molte qualità: tra queste va sicuramente segnalata l’ottima sezione telefonica. Anche in questo caso, l’approccio al nuovo nato di casa Palm è stato di tipo <i>all-around</i> e, senza giungere agli eccessi dolomitici della recensione del Treo 650, ci siamo fatti accompagnare nella trasferta britannica dello scorso MacExpo Londinese. L’aggancio in roaming alla rete cellulare estera non ha per nulla spaventato il Treo: trattandosi di un apparato multibanda (quadribanda GSM, tribanda UMTS) e supportando anche gli standard connettivi GPRS ed EDGE. Su alcune pagine web, nel mare di Internet, si legge della possibilità di aggiornare il telefono allo standard ad alta velocità HSDPA semplicemente per mezzo di una riprogrammazione del firmware, ma il sito ufficiale Palm non si sbilancia affatto in tal senso. Il modello ricevuto in prova è brandizzato Vodafone, ma in maniera molto discreta e non vi sono blocchi che impediscano l’uso del cellulare con Sim di altri gestori. Un appunto che si può muovere ai progettisti è quello di aver cambiato il meccanismo di accesso alla sede in cui è alloggiata la tesserina. Lo scomodo posizionamento della Sim sotto la batteria costringe obbligatoriamente alla rimozione della stessa, spegnendo e dovendo far riavviare tutte le volte il sistema operativo Dal punto di vista squisitamente telefonico va segnalata la poca potenza dell’altoparlantino integrato; un ambiente mediamente rumoroso come l’interno di un auto è già sufficiente a rendere difficile la comunicazione ed ad invogliare all’uso dell’auricolare in dotazione. Veramente notevole, come già anticipato, è la capacità di ricezione-trasmissione. Siamo stati in grado di chiamare ed inviare SMS anche nelle terribili camere inglesi poste sotto il piano stradale. A differenza di altri terminali UMTS che cercano sempre di agganciarsi alla rete 3G anche durante lunghi viaggi, consumando preziosa batteria, il Nostro passa da una rete all’altra senza traumi, evidenziando la presenza di connessione ad alta velocità con un’apposita icona U in reverse, nella parte alta dello schermo. Per il nomade informatico sempre in movimento, un telefonino non potrebbe essere tale se non fungesse anche da improvvisato modem alla bisogna. Il 750 non si sottrae al suo dovere e, con gli script del solito Ross Barkman pochi step sono sufficienti ad essere online ad alta velocità da qualsiasi luogo. Utilizzo in movimento
Word Mobile, Excel, PowerPoint sono solo alcune delle dotazioni di fabbrica presenti; a loro si affiancano altri utili software (alcuni in versione demo): Agenda Fusion, TCPMP, Opera Browser, Picsel PDF Viewer, Windows Media Player 10 Mobile. Nell’uso
intensivo quotidiano, la gestione dei programmi da parte del sistema
lascia più di un dubbio nell'utente. Provando ad inviare semplici
file “.doc” al palmare un messaggio di errore ci avvisa di non essere
in grado di gestire tali documenti. Insistendo, però, il Word in miniatura
apre comunque il file e lo visualizza senza particolari problemi. Piacevole è il tentativo di facilitare la scrittura proponendo un vocabolo alla digitazione delle prime lettere della parola. Non si tratta di un’analisi semantica del contesto, ma di un semplice confronto del testo precedentemente scritto ed i record all'interno della memoria; quando il software trova una corrispondenza, suggerisce una delle varie possibilità. Tale sistema non è molto invasivo ed offre un tasso di successo del 50% circa. In congiunzione con il citato strumento di correzione ortografica integrato siamo riusciti a comporre lunghi testi senza sforzo sul Treo, già belli e pronti da riutilizzare sul computer di casa senza dover subire ulteriori rielaborazioni. Anche gli utenti abituati ad una lunga tradizione di palmari con Palm OS, in cui tutto è improntato all’insegna della reattività, riusciranno a tollerare i brevi tempi di caricamento delle applicazioni, seppur poco spiegabili su un dispositivo a memorie a stato solido. La selezione e l'azione dei programmi che è istantanea sui Treo con Palm, qui invece soffre di alcuni istanti di ritardo, nulla di drammatico, ma comunque avvertibile. In realtà il vero dramma e motivo di insoddisfazione non sono i secondi di stand-by osservando una rotella girevole, quanto il meccanismo di gestione della memoria da parte di Windows Mobile. L’utilizzo di una applicazione e quindi il passaggio ad una seconda non libera dinamicamente aree di preziosa RAM, le singole applicazioni vanno “quittate” esplicitamente per rilasciare memoria. Peccato che questo non sia necessario in Palm OS, cervelloticamente complesso su un sistema dalle prestazioni minime, come è un dispositivo palmare e, in ultimo, neppure tutte le applicazioni lo prevedano, rendendo di fatto impossibile la chiusura “pulita” dell’applicazione. L’obbligo di dover, periodicamente, ricorrere al comando di “termina applicazioni”, ben nascosto nella terza linguetta del menu impostazioni - memoria, dà la sensazione di un incompletezza globale viziata da una imprecisa struttura di fondo. Tornando alle caratteristiche peculiari del Treo 750v, il concetto di “etichette” cui si potevano associare programmi e scorciatoie per telefonare (o inviare sms) viene scenograficamente esteso, aggiungendo la possibilità di inserire delle miniature dei contatti più utilizzati. Agendo sulle loro icone verrà richiamato il corrispondente numero telefonico. La scelta di concentrare in un’unica schermata iniziale le informazioni più importanti è un approccio nuovo al problema. L’iniziale impressione di disordine viene sostituita dalla comodità di avere in una sola occhiata tutti gli eventi, appuntamenti, sms e mail cui rispondere. La configurazione della schermata è personalizzabile, per cui ciascuno potrà porre in maggior evidenza quello che ritiene più importante. Solo negli ultimi giorni di test, il disastro! Riposto come solito nella tasca dei jeans, dopo qualche tempo lo abbiamo ritrovato in stato di pre-crash, con la corrispondenza pulsanti-funzioni sballata e non rispondente alle sollecitazioni via pennino. La soluzione
brutale, ma efficace, è stata quella di staccare la batteria per qualche
minuto e far ripartire il Treo, domandandoci se volessimo riavviare
il sistema “in modalità sicura”. Conclusioni L’unione di un bell’hardware, uno studio ergonomico maturo, ma di un sistema operativo ancora da rodare, rende assai arduo esprimere una valutazione netta sul Treo 750. Le grandi
possibilità messe a disposizione dal software sono in fondo viziate
dalla struttura del piccolo OS di Redmond, non scevro dai pericoli
delle aggressioni da virus. Il pericolo è così tanto sentito da aver
spinto una casa di primo piano come McAfee
a rilasciare un apposito prodotto. Manca
ancora una volta la connettività di tipo Wi-Fi, ma anch’essa se necessaria
può essere aggiunta in un secondo tempo. In conseguenza
delle notevoli diversità tra le varie offerte del gestore telefonico,
il dispositivo può essere acquistato ad un prezzo variabile
tra i 299 ed i 599 Euro. << Home Page Macity <<
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