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Treo 750v alla prova
di Giuseppe de Maso Gentile
15-12-2006

Lo shock non è stato di quelli che fanno venire i capelli bianchi, ma invero una certa quantità di malumori sono serpeggiati tra gli utenti Palm di lunga data. La notizia della realizzazione di un modello con Windows Mobile qualche mese fa, sembrava la prima fase dell’abbandono dell’OS che per anni aveva distinto i dispositivi palmari della casa di Sunnyvale. 

Fortunatamente, il tempo ha mostrato la strategia dell’azienda per i suoi prodotti, ovvero la creazione di due segmenti diversi di palmari i quali, pur avendo caratteristiche molto simili tra loro, differivano enormemente per il Sistema Operativo di cui erano dotati.

lIl marchio Windows Mobile potrebbe godere di una riabilitazione agli occhi dell'utente Apple se abbinato al collaudato hardware di casa Palm? 
Una convivenza felice, senza contrasti, con i nostri Macintosh è una prospettiva possibile? Scopritelo con noi in questa completa recensione.

Primo contatto
Istintivamente, al primo tocco, il dispositivo ci piace. Benché, da utenti Palm pluriennali quali siamo, ci sia una certa ritrosia latente verso Windows Mobile, l'insieme del Treo 750v fa una buona impressione.

La società ha fatto tesoro delle esperienze di altri, in termini di progettazione dei cellulari, ed ha cercato di prendere le migliori idee</a> per perfezionare una generazione di smartphone che giusto lo scorso anno era culminata con il Treo 650.
Quest’ultimo (di cui riteniamo utile leggere la nostra precedente recensione propedeutica), funge da scomoda pietra di paragone, rispetto all’attuale Treo con Windows, proprio per la sua affidabilità maturata nel corso degli anni.

La scocca mista, in plastica e gomma, facilita il suo appoggio anche su superfici critiche prima precluse ai precedenti modelli. Il cruscotto di un auto in movimento o il tavolinetto del treno non sono più pericolose trappole per l’integrità del dispositivo. 
E’ indiscutibile che il Treo 750 abbia un migliore grip al tatto, aumentando la sensazione di controllo su di esso. L’ensemble d i eleganza e solidità che ne deriva rende anche superfluo il ricorso ad una custodia o altri dispositivi di protezione. 

L’integrazione dell’antenna ricevente non ha influito negativamente sulle capacità di ricezione. Il dispositivo aggancia e mantiene telefonate senza particolari problemi anche in condizioni critiche come piani interrati, mura spesse, gallerie non eccessivamente lunghe. 

Dal punto di vista visivo, l’aver inglobato l’antenna all’interno della struttura snellisce il design ed evita l'impigliarsi in tutti i posti previsti dalla legge di Murphy. Con quest’accorgimento il peso globale risulta ridotto (154 grammi contro i 178 del modello 650) ed il tutto è più comodo da portare in tasca grazie alle sue forme arrotondate.

I due lati del palmare ospitano i pulsanti del volume ed un tastino programmabile, da un lato. L’altro ingloba il ricevitore ad infrarossi e l’alloggiamento per le schede di espansione MiniSD.

Il rovescio della medaglia sta nel non riuscire ad individuare l'orientamento del dispositivo senza vederlo, ad esempio quando esso fosse in una tasca e si volesse azionarne i tastini alla cieca. La comodità straordinaria di silenziare il cellulare solo agendo sulla levetta in cima è rimasta, ma mentre sul Treo 650 era immediato individuare la direzione giusta, qui la mancanza dell'antennina rende meno istintiva la stessa azione.

L’interfaccia principe di comunicazione rimane sempre il completo tastierino alfanumerico nella tradizionale disposizione QWERTY. I pulsantini, però, risultano meno efficaci nella digitazione e composizione di lunghi testi, a paragone con il precedente modello 650. 

La ragione è da ricercare nella minore spaziatura tra i tastini, più ravvicinati tra loro a causa della diminuzione dello spazio fisico disponibile. 

Confrontando i due dispositivi, infatti, si misurano dimensioni minori per l’ultimo nato di casa Palm (113 x 59 x 21 mm). I due millimetri in meno giovano alla trasportabilità globale: l’insieme ne guadagna facendolo diventare uno smartphone esteticamente accattivante in un risultato globale di più resistenza e meno business class.

Le dimensioni minori, rispetto al predecessore con Palm OS, dipendono però anche dalla scelta di montare uno schermo TFT a 240 x 240 pixel invece dei 320 x 320. 

A dispetto dello schermino davvero molto brillante, il Treo 750 non è un apparato per chi sia debole di vista. Le microicone dei programmi appena utilizzati vengono concentrati in una riga orizzontale del menu Start, demandando il compito di evidenziarli ad un invisibile sfondino azzurro.

E’ curioso altresì osservare come le forme del Treo si siano avvicinate all’estetica del BlackBerry, mentre il concorrente a sua volta sia evoluto verso una forma più cellulare e meno palmare. 

Lascia solo perplessi il pennino, apparentemente meno solido che in precedenza. Il sistema di ritenzione è comunque migliore del passato eliminando il pericolo di un suo smarrimento involontario.

Hardware

fLo stile del design Palm, unito al form factor del Treo 750, permette al palmare di distinguersi dall’anonimato delle proposte concorrenti, invero un po’ tutte uguali. Le schermate multicolori suggeriscono persino all’occhio profano che qualcosa sia cambiato, all’interno, ma di non solo Windows si tratta.

Il motore del palmare, stavolta, è un processore Samsung SC32442A a 300 MHz in luogo degli Intel XScale delle precedenti generazioni. La risultante, pur invisibile all’utilizzatore, ha una valida motivazione di tipo energetico: Windows Mobile 5 è un OS più avido di risorse, rispetto a quello originario del Palm. 

Avidità che si riflette anche nel consumo di preziosa memoria: su 128 MB di memoria ROM flash (non volatile) solo poco più di 68 sono disponibili per l’archiviazione da parte dell’utilizzatore. Dei 64 MB di RAM, poi, una parte è destinata all’elaborazione dei programmi, lasciandone circa 49 in uso per l’utente.

La memoria si può comunque aumentare grazie a schedine in standard MiniSD, un vantaggio dal punto di vista della compattezza strutturale, ma un elemento da valutare dal lato dell’espandibilità. Mentre svariati accessori come ricevitori GPS, schede Wi-Fi sono già disponibili per gli slot SD, solo da poco qualche produttore ha in catalogo periferiche che sfruttino il più recente MiniSD. 

Proprio l’assenza di connettività Wi-Fi può essere compensata dalla Spectec miniSD Wi-Fi Card, un interessante prodotto che colma una lacuna ormai molto sentita.

In aggiunta alla scelta tecnica del microprocessore, per garantire una durata dignitosa, anche la batteria è stata potenziata (1200 mAh) offrendo più di quattro ore di conversazione continua e più di due ore di connessione e navigazione UMTS. 

Le nostre prove dirette, in realtà, hanno anche registrato migliori prestazioni, obbligandoci a ricaricare la batteria ogni due giorni e mezzo circa.

La connettività con altri dispositivi è ampia: cavo USB, interfaccia ad infrarossi e Bluetooth 1.2 garantiscono un vasto raggio di azione con computer ed altri smartphone. Sfortunatamente il sistema operativo in piccolo di Redmond non supporta ancora Bluetooth 2.0, per cui la velocità di trasferimento di file non è esaltante. In ogni caso gli auricolari stereo senza fili sono supportati per poter ascoltare la propria musica senza la scomodità dei cavi.

Immancabile, per un apparato di questa classe, la fotocamera capace di riprendere anche piccoli filmati, posizionata sul lato posteriore del Treo. Sottolineiamo il deciso passo in avanti compiuto: ora la camera scatta foto ad una risoluzione di 1,3 megapixel con zoom digitale 2x, più che sufficiente per le foto “istantanee” di reportage ed anche per i momenti da cogliere al volo.

In condizioni di buona luce, i risultati sono molto validi: le immagini sono nitide e poco pixellose (difetto comune a sensori così piccoli); è assente qualsiasi effetto di distorsione. Con poca luce non si possono pretendere miracoli, ma gli scatti continuano a rimanere buoni, sfruttando al massimo gli algoritmi integrati di bilanciamento delle fonti luminose.

“Fotocamera” abbiamo scritto, usando il singolare, perché pur disponendo di connettività cellulare di terza generazione (UMTS), l’intera generazione dei Treo non prevede una cam frontale, non essendo stati progettati per effettuare videochiamate

Software ed integrazione con Mac

Superata la barriera psicologica del vedere i simboli distintivi di Windows, il logo dai quattro colori ed il pulsante Start, rimpiccioliti nello schermino del Palm, ci siamo addentrati nelle profondità del dispositivo, non senza qualche perplessità.

Spesso, purtroppo, abbiamo avuto la sensazione di ritrovare, in piccolo, gli stessi difetti del Windows da scrivania: troppi modi diversi per fare le stesse cose, un’interfaccia grafica non completamente coerente che nasconde opzioni importanti mischiandole con altre secondarie. Il browser Internet Explorer (solo per citare un esempio) è accessibile solo dal menu Start e non appare nella cartella programmi, una disomogeneità che genera confusione nell’utente. 

dscn7011Come cattiva tradizione Windows, le icone non sono chiare ed esplicative come in altre interfacce grafiche più curate sotto l'aspetto dell'usabilità: talvolta poi ci è capitato di vedere la stessa icona per due segnalazioni diverse (messaggi sms e di errore), non proprio in conformità delle “linee guida per la costruzione di una interfaccia grafica impeccabile”. 

Confrontato con gli analoghi dispositivi con Palm OS, il feeling generale appare inferiore: utenti che pur provenivano da esperienze di Windows non sono riusciti subito ad individuare i corretti meccanismi di utilizzo; critiche al sistema operativo piuttosto che al Treo in sé stesso. 

Nei momenti iniziali di utilizzo del palmare, inoltre, consultando ripetutamente la guida integrata abbiamo trovato parti incomplete o non raggiungibili per via di hyperlink, ma che poi apparivano tra gli argomenti se vi si accedeva in modo diverso (ad esempio cercandole direttamente con l’apposita funzione di ricerca). Bug che comunque potrebbero dipendere dall’esemplare in nostro possesso, ricevuto con un certo anticipo rispetto a quelli poi effettivamente messi in commercio nel mese di ottobre.

La rubrica, elemento essenziale degli smartphone, ha moltissime voci e campi aggiunti rispetto al passato (forse anche troppi). Le card .VCF dell’Address Book di Mac OS X si adattano con una certa precisione alle strutture del palmare. Ma trasferire centinaia di contatti lanciandoli via Bluetooth diventa presto tedioso, suggerendo il ricorso ad un software di supporto che si occupi di fare da “collante” tra il Mac ed il telefonino.

A tal scopo noi abbiamo usato il collaudato Missing Sync 3 for Windows Mobile ritenendolo di utilità eccezionale per una felice convivenza con i sistemi di Apple.

In poche mosse si è in grado di sincronizzare l’intero indirizzario, le playlist di iTunes, gli album di iPhoto e gli eventi di iCal, facilmente come non mai. Un programma “agent” installato all’atto della prima sincronizzazione si incarica di fare da ponte tra il WinTreo ed il Mac, consentendo anche l’aggiunta di ulteriori programmi sul palmare, la registrazione di bookmark, note e liste di Entourage.

Si sviluppa così un doppio filo tra i due mondi, i quali prima non si parlavano affatto (dopo aver attivato il pairing tra i due, un messaggio di errore riportava della mancanza dei servizi necessari per la sua esplorazione via Bluetooh) ed invece, dopo un <i>Missing Sync</i> diventano simbiotici, potendo addirittura montare l’intera memoria del Palm Treo sul Desktop del Mac ed intervenirvi direttamente.

L’unico elemento a rimaner fuori da questa successione di delizie informatiche è, malauguratamente, proprio la posta elettronica, che rimane per il momento un’entità separata tra Mac OS X e Palm con Windows.

Tanta potenza concentrata non poteva esser da meno rispetto a modelli meno sofisticati: abbiamo provato direttamente a farlo funzionare in congiunzione con Salling Clicker ed il Treo alieno ha risposto egregiamente alle stimolazioni software.

Abbiamo potuto comandare a distanza il nostro Mac via Bluetooth a dispetto dell’atavica antipatia tra i due ambienti, di certo anomala in questi periodi in cui nei computer Apple batte un cuore Intel ed i dispositivi Palm sono guidati da un sistema operativo a finestre ...

mSezione telefonica

In circa due mesi di utilizzo continuato del palmare-cellulare ci hanno permesso di apprezzarne molte qualità: tra queste va sicuramente segnalata l’ottima sezione telefonica. Anche in questo caso, l’approccio al nuovo nato di casa Palm è stato di tipo <i>all-around</i> e, senza giungere agli eccessi dolomitici della recensione del Treo 650, ci siamo fatti accompagnare nella trasferta britannica dello scorso MacExpo Londinese. 

L’aggancio in roaming alla rete cellulare estera non ha per nulla spaventato il Treo: trattandosi di un apparato multibanda (quadribanda GSM, tribanda UMTS) e supportando anche gli standard connettivi GPRS ed EDGE. 

Su alcune pagine web, nel mare di Internet, si legge della possibilità di aggiornare il telefono allo standard ad alta velocità HSDPA semplicemente per mezzo di una riprogrammazione del firmware, ma il sito ufficiale Palm non si sbilancia affatto in tal senso.

Il modello ricevuto in prova è brandizzato Vodafone, ma in maniera molto discreta e non vi sono blocchi che impediscano l’uso del cellulare con Sim di altri gestori. Un appunto che si può muovere ai progettisti è quello di aver cambiato il meccanismo di accesso alla sede in cui è alloggiata la tesserina.

Lo scomodo posizionamento della Sim sotto la batteria costringe obbligatoriamente alla rimozione della stessa, spegnendo e dovendo far riavviare tutte le volte il sistema operativo

Dal punto di vista squisitamente telefonico va segnalata la poca potenza dell’altoparlantino integrato; un ambiente mediamente rumoroso come l’interno di un auto è già sufficiente a rendere difficile la comunicazione ed ad invogliare all’uso dell’auricolare in dotazione. 

Veramente notevole, come già anticipato, è la capacità di ricezione-trasmissione. Siamo stati in grado di chiamare ed inviare SMS anche nelle terribili camere inglesi poste sotto il piano stradale. 

A differenza di altri terminali UMTS che cercano sempre di agganciarsi alla rete 3G anche durante lunghi viaggi, consumando preziosa batteria, il Nostro passa da una rete all’altra senza traumi, evidenziando la presenza di connessione ad alta velocità con un’apposita icona U in reverse, nella parte alta dello schermo.

Per il nomade informatico sempre in movimento, un telefonino non potrebbe essere tale se non fungesse anche da improvvisato modem alla bisogna. Il 750 non si sottrae al suo dovere e, con gli script del solito Ross Barkman pochi step sono sufficienti ad essere online ad alta velocità da qualsiasi luogo.

Utilizzo in movimento

pDestinato ad un target aziendale, nelle intenzioni della casa produttrice, il computerino da passeggio è dotato sin dalla nascita degli strumenti per il <i>mobile office</i>, per essere in grado di lavorare anche lontani dalla propria scrivania.

Word Mobile, Excel, PowerPoint sono solo alcune delle dotazioni di fabbrica presenti; a loro si affiancano altri utili software (alcuni in versione demo): Agenda Fusion, TCPMP, Opera Browser, Picsel PDF Viewer, Windows Media Player 10 Mobile.

Nell’uso intensivo quotidiano, la gestione dei programmi da parte del sistema lascia più di un dubbio nell'utente. Provando ad inviare semplici file “.doc” al palmare un messaggio di errore ci avvisa di non essere in grado di gestire tali documenti. Insistendo, però, il Word in miniatura apre comunque il file e lo visualizza senza particolari problemi.
In realtà Word Mobile è uno dei software più comodi della suite; ben utilizzato riesce a svolgere compiti egregi comprendendo le necessarie opzioni di giustificazione del testo, elenchi, strumenti di base come correzione ortografica e conteggio delle parole.

Piacevole è il tentativo di facilitare la scrittura proponendo un vocabolo alla digitazione delle prime lettere della parola. Non si tratta di un’analisi semantica del contesto, ma di un semplice confronto del testo precedentemente scritto ed i record all'interno della memoria; quando il software trova una corrispondenza, suggerisce una delle varie possibilità.

Tale sistema non è molto invasivo ed offre un tasso di successo del 50% circa. In congiunzione con il citato strumento di correzione ortografica integrato siamo riusciti a comporre lunghi testi senza sforzo sul Treo, già belli e pronti da riutilizzare sul computer di casa senza dover subire ulteriori rielaborazioni.

Anche gli utenti abituati ad una lunga tradizione di palmari con Palm OS, in cui tutto è improntato all’insegna della reattività, riusciranno a tollerare i brevi tempi di caricamento delle applicazioni, seppur poco spiegabili su un dispositivo a memorie a stato solido.

La selezione e l'azione dei programmi che è istantanea sui Treo con Palm, qui invece soffre di alcuni istanti di ritardo, nulla di drammatico, ma comunque avvertibile. 

In realtà il vero dramma e motivo di insoddisfazione non sono i secondi di stand-by osservando una rotella girevole, quanto il meccanismo di gestione della memoria da parte di Windows Mobile. L’utilizzo di una applicazione e quindi il passaggio ad una seconda non libera dinamicamente aree di preziosa RAM, le singole applicazioni vanno “quittate” esplicitamente per rilasciare memoria. 

Peccato che questo non sia necessario in Palm OS, cervelloticamente complesso su un sistema dalle prestazioni minime, come è un dispositivo palmare e, in ultimo, neppure tutte le applicazioni lo prevedano, rendendo di fatto impossibile la chiusura “pulita” dell’applicazione.

L’obbligo di dover, periodicamente, ricorrere al comando di “termina applicazioni”, ben nascosto nella terza linguetta del menu impostazioni - memoria, dà la sensazione di un incompletezza globale viziata da una imprecisa struttura di fondo.

Tornando alle caratteristiche peculiari del Treo 750v, il concetto di “etichette” cui si potevano associare programmi e scorciatoie per telefonare (o inviare sms) viene scenograficamente esteso, aggiungendo la possibilità di inserire delle miniature dei contatti più utilizzati. Agendo sulle loro icone verrà richiamato il corrispondente numero telefonico.

La scelta di concentrare in un’unica schermata iniziale le informazioni più importanti è un approccio nuovo al problema. L’iniziale impressione di disordine viene sostituita dalla comodità di avere in una sola occhiata tutti gli eventi, appuntamenti, sms e mail cui rispondere. La configurazione della schermata è personalizzabile, per cui ciascuno potrà porre in maggior evidenza quello che ritiene più importante.

Solo negli ultimi giorni di test, il disastro! Riposto come solito nella tasca dei jeans, dopo qualche tempo lo abbiamo ritrovato in stato di pre-crash, con la corrispondenza pulsanti-funzioni sballata e non rispondente alle sollecitazioni via pennino. 

La soluzione brutale, ma efficace, è stata quella di staccare la batteria per qualche minuto e far ripartire il Treo, domandandoci se volessimo riavviare il sistema “in modalità sicura”.

a b c
^ Il contenuto della confezione rivela l'attenzione per le attitudini giramondo del Treo. L'alimentatore ha un set di prese sostituibili diverse per i maggiori paesi stranieri. L'auricolare stereo è di buona qualità, ma un depliant pubblicitario all'interno suggerisce anche alternative più moderne e senza fili. Il cavo per l'HotSync termina con la tradizionale presa USB ed (oltre ai manuali d'uso) è presente anche un comodo film trasparente proteggi schermo.
Nel CD accluso non è previsto alcun software di supporto per Macintosh
^ Ecco il confronto dimensionale diretto tra i modelli Treo 650 e 750v. I due millimetri di differenza sono quasi impercettibili, mentre la scelta dell'antenna integrata conferisce un senso di maggior compattezza ed eleganza per il Treo Windows. ^ Gli scatti laterali mettono in luce lo slot per MiniSD card, la porta infrarossi e, dall'altra parte, il comando a bilanciere per il controllo del volume (sia telefonico che quello del riproduttore musicale). Il tasto singolo serve per confermare la scelta, ma è anche riprogrammabile a piacimento.
d_bis e f
^ Dettaglio dei particolari costruttivi: in alto, il selettore per silenziare la suoneria occupa tutto il bordo superiore. L'interfaccia IR e slot per espansioni di memoria sono stati spostati sul lato destro, verosimilmente per far spazio all'antenna integrata.
In basso la situazione è sostanzialmente rimasta la stessa. Abbiamo provato anche a scambiare i cavi tra i due apparati e l'HotSync ha funzionato ugualmente, sintomo almeno di una pin-compatibilità tra le due prese.
^ Il retro di entrambi gli apparati sono improntati alla grande pulizia stilistica, privi di sporgenze per evitare che le superfici possano impigliarsi inavvertitamente. Entrambe le fotocamere hanno uno specchietto "di servizio", comodo per gli autoritratti.
^ La vista del retro con in evidenza lo slot per la Sim card. L'accesso non è particolarmente complicato, ma il fatto di dovervi accedere sganciando tutte le volte la batteria, lo rende un'operazione meno immediata che in passato. Tutte le Sim card in nostro possesso (32K, 64K e 128K, di operatori diversi) hanno funzionato regolarmente.
g h k
^ Spessori a confronto: pur radicalmente diverso all'interno, il Treo con Windows non si è "ingrossato" come altri smartphone concorrenti. Le dimensioni compatte e le forme moderne e filanti lo rendono anche più elegante rispetto ad altri. Anche l'occhio vuole la sua parte!
^ I due schermi TFT sono entrambi molto luminosi e gradevoli da utilizzare. Rispondono ottimamente al tocco anche se azionati con le dita piuttosto che con il pennino. Il confronto fotografico della schermata applicazioni mostra le dimensioni reali dei due schermini: 320 x 320 pixel per il Treo Palm, 240 x 240 per il Treo Windows.
^ La visualizzazione su display è molto buona, chiara, luminosa. Tutti vantaggi notevoli nell'utilizzo in condizioni di pieno sole o luci dirette.
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^ Zoom sull'interfaccia primaria di comunicazione: la tastiera. I designer hanno voluto abilmente replicare le linee rettangolar-arrotondate del dispositivo, anche per i pulsanti del Treo. Si osserva anche la minor distanza tra i tastini che rende necessario un periodo di adattamento prima di riuscire a sfruttarli al meglio. ^ Ecco evidenziata la schermata in cui vengono raccolte le informazioni sui software in esecuzione. Non viene indicata la RAM impegnata da ciascuno, ma se le prestazioni dovessero stranamente degradare, questo è il primo posto ove controllare se ci fossero programmi "dimenticati" aperti.
^ Nei casi malaugurati di crash (ebbene si, è successo anche questo) e negli istanti in cui viene interrotta l'alimentazione per effettuare la sostituzione della Sim card, l'intero cellulare si spegne ed il sistema operativo è costretto a ricaricarsi in memoria.
m n o
^ Windows Mobile, Mac OS X, Palm OS ... il collante è il software. L'immagine suggerisce proprio questo grazie all'eccellente Salling Clicker. Il Treo si trasforma nel telecomando remoto ideale per controllare a distanza la propria musica ...
^ ... ma anche per comandare presentazioni a distanza, slideshow, documenti di Keynote. Essendo anche programmabile, solo la fantasia (o la necessità) divene il limite. ^ Ecco il diverso approccio nella rappresentazione delle informazioni. Windows Mobile punta molto sulla scenograficità: si possono agginugere miniature dei contatti con associato il numero di telefono, richiamabili con un solo click. Un campo di ricerca permette di arrivare subito alla scheda cercata. Il numero di SMS ed email da leggere sono raccolti in senso orizzontale, piuttosto che con le piccole icone della soluzione Palm.
p s s_bis 
^ Il menu Start (curiosamente posizionato in alto rispetto al fratello maggiore) comprende i programmi più importanti e più utilizzati. La striscia di icone orizzontali, nella prima riga, varia dinamicamente e raccoglie i software recentemente utilizzati, richiamabili quindi con un rapido click. La visibilità del tutto richiede un certo allenamento (e buona vista): gli sfondini azzurri su blu non evidenziano con chiarezza l'icona selezionata.

^ Un esempio delle migliorate capacità del sensore fotografico. Anche le istantanee scattate con scarsa luce si traducono in foto sfruttabili invece di accozzaglie di pixel malriusciti.
Lo zoom digitale 2x, invece, operando per interpolazione, va usato con parsimonia solo nei casi strettamente necessari.
^ Ancora una foto notturna, scattata a mano libera in presenta di una forte sorgente di luce concentrata. I risultati non sono completamente negativi.

Conclusioni

L’unione di un bell’hardware, uno studio ergonomico maturo, ma di un sistema operativo ancora da rodare, rende assai arduo esprimere una valutazione netta sul Treo 750.

Le grandi possibilità messe a disposizione dal software sono in fondo viziate dalla struttura del piccolo OS di Redmond, non scevro dai pericoli delle aggressioni da virus. Il pericolo è così tanto sentito da aver spinto una casa di primo piano come McAfee a rilasciare un apposito prodotto.
Il possessore di computer Macintosh, poi, dovrebbe guardare con sospetto ad un dispositivo che già sulla carta offre pochissimo supporto nell’integrazione con il computer. Fortunatamente la spesa suppletiva di 40 dollari per Missing Sync risolve in maniera egregia il problema. 

Manca ancora una volta la connettività di tipo Wi-Fi, ma anch’essa se necessaria può essere aggiunta in un secondo tempo.

In conseguenza delle notevoli diversità tra le varie offerte del gestore telefonico, il dispositivo può essere acquistato ad un prezzo variabile tra i 299 ed i 599 Euro.
Le tariffe di tipo business, poi, consentono addirittura di ricevere gratis il Treo, a fronte del pagamento mensile di una cifra fissa per due anni.
Per avere maggiori dettagli sulle offerte commerciali rimandiamo alle apposite pagine del sito Vodafone."

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