I diritti delle donne in un film per iPhone e iPod touch
di Redazione | 14-3-2010
Su App Store arriva "Vogliamo anche le rose" un film per iPhone e iPod touch. Finisce nelle nostre tasche grazie ad nuova applicazione il cui compito è quello di usare i dispositivi di Apple per creare un nuovo canale distribuitivo che riduce i costi ma che raggiunge un grande numero di potenziali spettatori. In vendita a 1,59 euro
Phone è una piattaforma multimediale di elevato livello. Lo sanno bene tutti coloro che lo usano per vedere film o ascoltare musica, ma è in grado di salvare anche il cinema? L'obbiettivo è forse ambizioso e probabilmente, almeno per ora in attesa del lancio del negozio di film per il nostro mercato e di innovazioni tecnologiche che superino alcuni dei limiti dell'hardware, fuori portata. Ma anche se non sarà il telefono di Cupertino ad accogliere tutti gli spettatori che fuggono dalle sale, certo la capillarità della diffusione di iPhone tra il pubblico, specie quello giovane, e la popolarità di App Store, possono dare una mano in fatto di distribuzione e di visibilità soprattutto a quei creativi propensi all'innovazione. Così la pensa Azero, una società di sviluppo per iPhone che ha scommesso su questa prospettiva, realizzato un'applicazione per vedere film e documentari su iPhone.
Il programma, che sfrutta le potenzialità di interattività di iPhone accompagnando il film con testi per la sinossi, immagini tratte dal film e la locandina, debutta su App Store con "Vogliamo anche le rose" di Alina Marazzi. Prodotta da Mir cinematografica la pellicola è stata proiettata con successo di critica al Locarno Film Festival e al London Film Festival; la tematica è quella dei diritti delle donne raccontata attraverso le storie di tre protagoniste le cui vite vengono seguite con immagini degli anni sessanta e settanta per offrire una testimonianza particolare della stagione di lotte e battaglie nella famiglia e nella società.
L'obbiettivo di Mir Cinematografica e Azero "Vogliamo anche le Rose", olte che quello di mettere in evidenza il lavoro di Alina Marazzi, è quello di dimostrare che esiste un mercato per questo tipo di distribuzione che forse non è del tutto alternativa né sostituiva dei media tradizionali, ma rappresenta un interessante complemento che a basso costo e con una larga base di utenza potenziale, può contribuire a far conoscere e a sostenere progetti che potrebbero in sua assenza non riuscire a rivolgersi ad un pubblico tanto vasto quanto quello che possiede un iPhone o un iPod touch.
Categorie: iPhone News, iPhone
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