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Pochi sviluppatori accolti nel programma Apple

di Redazione | 18-6-2008

Il programma di sviluppo di iPhone è stato estremamente selettivo. Solo il 16% delle domande sono state accolte. Apple sembra preferire gli indipendenti alle realtà più strutturate. Occhio di riguardo per le grandi aziende.

Percentuale bassa, qualche protesta. Ecco l’esito delle scelte compiute da Apple nelle procedure di ammissione degli sviluppatori che hanno fatto richiesta di essere inclusi nel programma a pagamento, quello che a 99 dollari dà accesso anche al diritto di testare le proprie applicazioni usando il firmware vero e proprio. A riconoscere, implicitamente, che il numero degli sviluppatori che sono stati inclusi nel programma è basso è stato lo stesso Steve Jobs quando ha detto che su 25mila richieste solo 4000 sono state soddisfatte. In termini pratici si tratta del 16% del totale, una percentuale davvero minuscola, tanto piccola che è possibile che da essa possano essere state escluse realtà storiche o comunque di un certo rilievo. Tra di esse, ad esempio, Rogue Ameba che in un blog di O’Really denuncia le scelte compiute da Apple e soprattutto alcune incongruenze del sistema di approvazione delle richieste che sembra essere più indulgente con gli sviluppatori individuali che con le società vere e proprie. L’ammissione al programma di sviluppo è importante perché il simulatore di iPhone, disponibile a tutti coloro che siglano l’accordo di sviluppo gratuito, non è in grado di emulare l’effetto prodotto dai sensori, ad esempio. Soprattutto non permette di accedere ad App Store per la vendita del proprio lavoro. Alla luce di tutto questo è comprensibile il malumore e le minacce di abbandono della piattaforma da parte di coloro che sono ancora in attesa di una risposta definitiva per l’ammissione al programma.

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