La nuova Leica M10 si presenta a Wetzlar: il reportage di Macitynet

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Cosa abbiamo visto a Wetzlar durante il lancio della nuova macchina fotografica full frame della casa tedesca. Macitynet vi riporta le primissime impressioni su una fotocamera digitale che punta all’eccellenza.

Arriva la nuova Leica M10. Potrebbe sembrare esteticamente poca cosa, almeno per chi non è un estimatore di cose di Leica, la mitica azienda tedesca che nel 1914 ha inventato il piccolo formato 24 per 36 e che dal 1954 produce il sistema M (a partire dalla M3) prima a pellicola e poi dalla M8 in digitale. Ma per chi conosce o ha usato gli apparecchi della casa di Wetzlar, è una vera e propria rivoluzione.

Intanto la M10 è “piccola”. Nel senso che è alta quanto le altre M ma torna ad avere lo spessore “sottile” di una M a pellicola, anziché “cicciotto” di una M digitale. Questo vuol dire risparmiare 3,37mm in totale.

La parte interessante è quella fotografica, però. La macchina ha la stessa linea e apparentemente la stessa forma delle altre M. Si aggiunge sulla calotta una ghiera per gli ISO (nella posizione dove le macchine a pellicola aveva il volantino per riavvolgere il rullino) che deve essere alzata per poter essere attuata e che permette di andare in automatico, in manuale o con un valore preimpostato anche a macchina spenta tra ISO 100 e ISO 6400 (la macchina arriva fino a 50.000).

La sensibilità è merito del sensore da 24 megapixel Cmos creato apposta per questa macchina, e pilotata dal processore Maestro II, che permette di avere fino a 5 scatti al secondo (la M digitale più veloce di sempre) con un buffer da 2 GB.

La macchina ha un solo slot per SD ultraveloci, una sola posizione di on/off (niente posizione per scatto a raffica a qualità ribassata), niente opzione video (ma c’è il Live View dal mirino ovviamente) e nuovo mirino a telemetro totalmente ottico (con cornici illuminate a led e molto ben visibilii) più spazioso; fattore di ingrandimento di 0,73% con 30% più campo visivo rispetto alle M classiche e con miglioramento della posizione per l’occhio, che può usare anche occhiali da vista o da sole senza problema.

Vista da vicino

I comandi della nuova Leica M10

La M10 ha anche un sistema di comandi molto semplice e intuitivo. A parte la ghiera per gli ISO e la leva on-off, c’è un selettore dei tempi (automatico o fino a quattro millesimi, hot shoe con bus digitale dedicato che accetta il Visioflex delle altre M e in futuro altri accessori digitali (quindi: visione da mirrorless con mirino aggiuntivo elettronico da 2,4 megapixel) sul dorso, mentre sul retro ampio display non touch da 3 pollici e 1 milione di pixel, e tre soli pulsanti. Uno per attivare il Live View, uno per il Play e uno per i Menu.

nuova Leica M10

A destra dello schermo, la ghiera joypad con quattro direzioni più pulsante di Ok e nell’impugnatura del pollice, in posizione molto naturale, la ghiera per le regolazioni programmabili (ad esempio, in modalità Play permette di fare lo zoom delle immagini sullo schermo).

A un prezzo per l’Italia di circa 6.500 euro solo corpo (i dettagli vengono definiti in queste ore) la macchina pesa sostanzialmente quanto una M262 ed ha una maneggevolezza maggiore, totale compatibilità con gli obiettivi M (l’aggancio sporge leggermente per consentire di avere lo stesso tiraggio delle altre macchine).

La M10 è l’evoluzione nella giusta direzione e di fatto la chiusura della prima fase di rinascita dell’azienda. Adesso il portafoglio prodotti è completo con la M, il sistema SL (tipo mirroles con autofocus, full frame), il sistema S (medio formato), il sistema T (Aps-c, recentemente aggiornato) e la compatta di lusso Q (obiettivo fisso Summilux da 28mm f1.7 con sensore full frame) per poi scendere in una serie di prodotti bridge e punta-e-scatta che culminano nella nuova macchina basata su pellicole istantanee Instax di Fuji.

Il nostro primo scatto con la nuova Leica M10
Il nostro primo scatto con la nuova Leica M10

Durante la fase di primo contatto abbiamo constatato la maneggevolezza, il piacevolissimo feeling che ricorda nettamente quello degli snelli modelli a pellicola, la morbidezza e silenziosità dello scatto, la luminosità del telemetro e delle cornici rinforzate dalla luce led. Peccato per la singola scheda SD. E ovviamente per il posizionamento: la Leica M10 è un capolavoro di meccanica ed elettronica fotografica, una macchina esclusiva fatta rigorosamente in Germania, anzi qui nella fabbrica di Wetzlar che domani visiteremo. Ma costa tanto, è una macchina solo per pochi, ed è un peccato perché piacerebbe veramente a molti.

Qui sotto un rapido video che mostra l’introduzione del nuovo modello.