«Mac Pro è morto» il lamento dei professionisti delusi da Apple

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Il Mac Pro "festeggia" tre anni di vita. Foto: Joel Bernstein

Alla dichiarazione di Tim Cook sui «Grandi desktop Mac in arrivo» seguono le lamentele di Marco Arment e dei professionisti. L’ultimo aggiornamento di Mac Pro risale al 2013, quello di Mac mini al 2014

Persino Microsoft ha intravisto una opportunità di colpire nei nuovi MacBook Pro 2016 definiti in un post dedicato al successo di Surface come una «delusione» che spinge sempre più utenti Mac a passare a Windows. Gli storici ruoli delle due società sembrano invertiti, ma quello che fa più pensare è la reazione dei professionisti, lo zoccolo duro degli utenti Apple che per il proprio lavoro necessitano di macchine desktop potenti, espandibili e versatili.

Il malessere da tempo captato dai media non è passato inosservato nemmeno nei piani alti di Cupertino. Lunedì 19 dicembre Tim Cook ha pubblicato un messaggio nella bacheca interna dei dipendenti Apple assicurando che «Nella nostra tabella di marcia ci sono grandi desktop Mac in arrivo» di cui abbiamo parlato più estesamente qui. La prima risposta non si è fatta attendere molto: poche ore dopo il post di Tim Cook, lo sviluppatore Marco Arment ha replicato «Leggendo tra le righe: il Mac Pro è molto probabilmente morto. Per Tim Cook l’iMac è il desktop. Punto».

mac pro è mortoUtente Mac Pro di lunga data, Arment è stato capo sviluppatore di Tumblr prima di creare Instapapaer. La sua risposta, segnalata da VentureBeat, parte dal fatto che nel suo post Tim Cook menziona esplicitamente iMac come il miglior desktop di sempre di Apple, oltre che come il miglior monitor 5K sul mercato desktop.

L’assenza di qualsivoglia riferimento a Mac Pro e anche a Mac mini colpisce gli utenti professionisti che attendono upgrade da anni, delusi da aggiornamenti sempre meno frequenti e rivoluzionari. Un’altra risposta sullo stesso tono è di Stephen Hackett «Questi Mac del futuro potranno anche essere grandi, ma un sacco di gente è stanca di aspettare».

In numerose analisi e ricerche di mercato la fedeltà e l’attaccamento al marchio Apple è stato paragonato a vero e proprio amore, ma questo può avere anche aspetti negativi. Così se le attese diventano troppo lunghe e i sentimenti non sembrano corrisposti per lungo tempo scatta la delusione che protratta porta a pessimismo e prospettive pessimistiche: ciò che rimane sempre meno sottinteso nelle lamentele degli utenti professionisti è la minaccia e la paura dell’indicibile, la fine della storia d’amore con Apple, vale a dire anche solo prendere in considerazione l’idea di abbandonare il Mac per passare a Windows. Il solo pensiero è già quasi un po’ tradimento, proprio come una storia d’amore.

Fin qui è tutto vero: negli ultimi anni Apple è stata meno attenta ai desktop, concentrandosi sui prodotti che più tirano: i portatili, gli iMac e soprattutto iPhone e iPad, per non parlare del prossimo grande prodotto che non è Apple Watch. Ma è Natale e vogliamo chiudere con un pizzico di ottimismo. Tim Cook ha parlato di grandi desktop in arrivo menzionando solo iMac.

Questo è tipico di Cupertino: si parla molto di quello che è già a listino, nulla invece si anticipa su quel che arriverà. Forse, speriamo, Apple ci riserva grandi sorprese desktop per il 2017 con un Mac Pro aggiornato agli steroidi e un Mac mini con prezzo da urlo che farà impazzire tutti, non solo gli appassionati di lungo corso ma anche il mondo PC. Quest’ultimo per anni e anni ha invidiato form factor e soluzioni Apple, spesso prendendo idee e spunti, senza però poter mai capire appieno il legame d’amore tra Mac e utente, come d’altronde è sempre inspiegabile dall’esterno una storia d’amore.

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