Tutela ambientale poco sentita nell'ambito della stampa
Funzionalità e affidabilità rimangono gli aspetti prioritari in fase di acquisto ma le responsabilità ambientali non sono ancora il principale aspetto considerato durante l'acquisto di una stampante. Le prove in un indagine di HP.
di
Mauro Notarianni
(
22-04-2008
)
HP ha pubblicato i risultati di un'indagine che dimostrano come, per le piccole e medie imprese (PMI) europee, la responsabilità ambientale non sia ancora il principale aspetto considerato durante l'acquisto di una stampante.
Dall'indagine condotta su 1.200 decisori in vari Paesi d'Europa è emerso che, mentre il 75% degli acquirenti sono influenzati in una certa misura dai fattori ambientali, meno di un acquirente su dieci (8%) li valuta quale criterio principale per l'acquisto di una nuova stampante; inoltre, quasi un terzo degli intervistati si è dichiarato disposto a pagare un sovrapprezzo per acquistare prodotti più ecologici.
Rassicurante il fatto che il 45% degli intervistati, al momento di prendere la decisione finale sull'acquisto di una stampante, si lascino influenzare dai programmi di riciclo proposti dai produttori.
Il 46% delle imprese europee coinvolte nel corso dell'indagine attua una sorta di politica ambientale, ma quasi altrettante (43%) non ne prevedono alcuna e circa un terzo del totale non intende attivarsi, nei prossimi due anni, per acquistare più prodotti dotati di caratteristiche ecologiche.
È incoraggiante osservare come il 90% delle imprese intervistate adottino programmi per la conservazione della carta, come la stampa fronte e retro (49%) o programmi di riutilizzo e riciclo (53%); tuttavia, solo il 20% ha previsto una politica ecologica per l'acquisto della carta.
L'incentivo più forte a migliorare la responsabilità ambientale di un'organizzazione sembra essere un prezzo competitivo per i prodotti ecocompatibili; secondo il 60% delle imprese interpellate, infatti, questo potrebbe indurle a modificare le proprie abitudini di acquisto, mentre quasi un terzo (28%) propenderebbe anche per una maggiore informazione e training mirati.
I risultati dell'indagine hanno evidenziato una conoscenza sempre più vasta dei vari sistemi di valutazione energetica, come EPEAT, Blue Angel ed Energy Star, che risulta noto a un terzo delle imprese.
Fonti:
HP