L'archeologia tutta dentro un MacBook
di Antonio Dini | 3-07-2009
Apple racconta ogni tanto le storie di "switchers" che sono passati alla mela dopo anni di militanza nel mondo Pc. Non è un retaggio di una vecchia campagna di marketing, ma il modo in cui la casa di Cupertino continua a toccare il cuore delle emozioni di molti. A partire dall'archeologa Julie Schablitsky.
Una volta lavorava con il Pc. Perché anche gli archeologi hanno bisogno del computer, tutti i giorni. Ma non si è mai preoccupata più di tanto di quale computer usasse. Poi, un giorno, "morto" l'ultimo Pc, si è messa ad analizzare brevemente quali caratteristiche avessero i migliori computer sul mercato. E si è innamorata perdutamente del Mac, che adesso è diventato il suo inseparabile compagno di scavi.
Sono tante le professioni che vengono toccate in profondità dalla rivoluzione informatica. E non c'è bisogno di essere dei sociologi per appassionarsi ogni tanto a questo cambiamento, che mette al centro il buon vecchio Mac. Com'è accaduto nel caso di Julie Schablitsky, archeologa statunitense, esperta di ricerche e scavi sul campo, basata ad Annapolis nel Maryland, come racconta Apple stessa.
Quella di Schablitsky è una storia di ordinario switching (lei che cambia computer, scopre il Mac, verifica il rapporto costo benefici, le caratteristiche, le particolarità e - oplà - come in tutte le migliori favole, poi non ne può più fare a meno) e al tempo stesso un modo per ricordarci di un cambiamento più profondo che sta avvenendo nella società. Nonostante la crisi, nontante i cambiamenti, nonostante l'esplosione della parte "sociale" e abitata della rete, con il cloud computing che permetterebbe di fare tutto con un thin computer praticamente privo di sistema operativo (o almeno così dicono), in realtà il Mac non è mai andato bene come adesso.
Non c'è crisi in Maclandia, e gli utenti stanno premiando un segmento del mercato Pc che i critici (in realtà prezzolati e spaventati dal rischio di rimanere senza lavoro) cercano di aggredire sul prezzo, senza chiedersi quanto sia grande la qualità che viene data in contropartita e anche rispetto agli altri fornitori.
Julie Schablitsky conclude così la sua spiegazione del perché, come archeologa, oggi non possa più fare a meno del Mac: "Il Mac è quel il contenitore in cui metto le mie esperienze e le interpretazioni che dò loro. Riceve ogni giorno tutti i miei pensieri, tutte le storie che derivano dai manufatti che ritrovo. Lo utilizzo per trasformare queste storie in rappresentazioni visive che possono mostrare alla gente, al pubblico cioè, e ai colleghi dell'università. Con il Mac puoi aiutare la gente a viaggiare nel tempo".
|
Categorie: Voci dalla Rete.
Macity - Top News
- Apple sta indagando la causa di problemi all'audio dei Mac Pro
- Decreto Bondi sull'equo compenso, Altroconsumo ricorre alla Commissione europea
- Warner: i prezzi più alti frenano le vendite su iTunes
- Apple cerca un ingegnere per foto e video per iPad
- Canon EOS E1, a breve un plug-in per Final Cut
- Get It Done: gestione attività e impegni su iPhone e touch
- Nvidia, presenta Optimus accelerazione 3D ibrida
- iLove...San Valentino da Mediastore
- Apple Store torna on line con la sola novità di Aperture
- Apple presenta Aperture 3
- Jobs infuriato: dal Web scompare il Tweet scritto da iPad
- Apple Store fuori servizio: arrivano i nuovi portatili?
AggiornaMac - Top News
- Canon EOS E1, a breve un plug-in per Final Cut
- Apple Store torna on line con la sola novità di Aperture
- Apple presenta Aperture 3
- RealPlayer SP, disponibile una nuova beta per Mac
- Remote Control Diagnostic fa l'esame al telecomando Apple
- Chax 3, aggiornato il software che aggiunge funzionalità a iChat
- Classfolio, un tool per distribuire materiale multimediale nelle lezioni
- Un software per scoprire la password dei backup dell'iPhone
- HDR PhotoStudio, ora disponibile anche per Mac
- Image processing di video HD con Elasty HD 2.0
- FileMaker rilascia l'aggiornamento di Bento 3.0.3
- Nuovo bundle MacFriendly: 12 software per Mac in offerta

