Apple: anticipo di 500 milioni di dollari a Toshiba per le memorie NAND
di Daniele Piccinelli | 22-07-2009
Contratti con i fornitori a lunga scadenza e consistenti antcipi di denaro: 1,25 miliardi di dollari nel 2005 per le memorie NAND Flash, ora 500 milioni di dollari a Toshiba. Ecco un'altra strategia di Apple per offrire dispositivi all'avanguardia risultando immune alla volatilità di prezzi e rifornimenti che caratterizza il mondo delle componentisitca IT.
Mezzo miliardo di dollari come pagamento anticipato: questa l'ingente somma di denaro che Apple ha versato a Toshiba per assicurarsi un approvvigionamento costante e a lungo termine di memorie NAND Flash. Tim Cook e Peter Oppenheimer hanno dichiarato gli estremi dell'operazione ieri sera durante la sessione di domande e risposte che ha seguito la presentazione dei risultati fiscali, senza tuttavia fornire ulteriori dettagli in merito.
Operazioni di questo tipo non sono nuove per Cupertino soprattutto per quanto riguarda componenti fondamentali per la costruzioni dei dispositivi della Mela. Nel 2005 Apple versò ben 1,25 miliardi di dollari in anticipo a Hynix, Intel, Micron, Samsung e Toshiba sempre per garantire un approvvigionamento costante di memorie NAND, un contratto che assicura rifornimenti fino al 2010 incluso. Più recentemente, oltre alle memorie NAND Flash ora utilizzate in iPhone, iPod touch, iPod nano e iPod shuffle, un contratto simile con un anticipo consistente è stato siglato tra Apple e LG, non solo per assicurarsi la fornitura di pannelli LCD utilizzati nei notebook, nei desktop e anche nei Cinema Display, ma anche per contribuire alle ingenti spese di ricerca e sviluppo sostenute dal costruttore coreano per realizzare pannelli con nuove tecnologie.
"Siamo sempre disposti a valutare contratti di questo tipo" ha dichiarato Tim Cook rispondendo ai giornalisti ieri sera "a patto che ci siano i giusti termini e condizioni". Accordi pluriennali e consistenti pagamenti anticipati che permettono ai costruttori di affrontare spese in materie prime, spese per ricerche e sviluppo fino al mantenimento degli ingenti volumi di produzione richiesti dai prodotti movimentati da Apple. Anche questa è una strategia adottata da Cupertino e che le permette di offrire sul mercato prodotti di qualità elevata risultando più immune alla volatilità di prezzi e rifornimenti che caratterizzano il settore dei componenti IT.
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