Addio Freehand: finisce un'epoca
di Settimio Perlini | 27-3-2007
Con gli annunci di oggi Adobe mette la parola fine ad una delle applicazioni più amate dai grafici di tutto il mondo: sacrificato da una offerta sovrabbondante di strumenti per il disegno vettoriale che spazia dall'animazione di Flash in varie versioni al prodotto "di casa" Illustrator, l'ormai stanco combattente della mano libera trasferita su schermo ha cessato di esistere.
Come per ogni attività che appassiona l'uomo anche il regno della grafica vettoriale è stato in passato teatro di violente battaglie tra opposte fazioni: migliaia di agguerriti manipolatori di curve di Bezier si sono spesso scontrati in questi anni sulla validità di appartenere alla schiera dei creativi che utilizzavano Macromedia Freehand, forse più "liberi" e meno "quadrati" e quelli più rigorosi che seguivano il più rigido Illustrator.
Le sfide di un tempo erano giocate sulla rincorsa dei numeri di versione, delle funzionalità più o meno vicendevolmente copiate, degli upgrade incrociati (o competitivi) che tentavano di strappare legioni di seguaci all'una e all'altra parte.
Quello che forse non tutti sanno è che Freehand nasceva da una azienda già fagocitata da Adobe in passato: fu sviluppato da Altsys corporation e messo in commercio nel 1988 sotto il nome di Aldus Freehand. Nel 1994 Adobe acquistò Aldus per il suo Pagemaker e i diritti di Freehand finirono a Macromedia nel 1995.
Con la versione MX del 2004 e la successiva acquisizione di Macromedia da parte di Adobe, che ha avuto sempre in illustrator uno dei suoi prodotti di punta, lo spazio per i due ex contendenti all'interno della stessa azienda era sempre più ridotto e oggi la presentazione della suite CS3 ha sancito di fatto la fine del glorioso Freehand.
Non ci è dato saper cosa sarà scritto sulla sua lapide nel cimitero dei software, sappiamo solo che lo rimpiangeremo come si rimpiange un amico che ci ha accompagnato nei viaggi più avventurosi negli sconfinati territori della creatività al computer.
Chi potrà dimenticare gli stra-abusati gradienti, le mascherature con "incolla dentro", le prime convoluzioni di testi attorno a fantasiose curve, l'attesa spasmodica di vedere stampato un retino postscript di cui potevamo solo immaginare proporzioni e risoluzione sulle prime laserwriter con la mela?
Chi potrà scordare il dolore dei fautori della supremazia Apple quando l'applicazione cominciò ad essere commercializata per Windows e pure regalata su alcune riviste in un tragico showdown che lasciava intuire preoccupanti sviluppi?
A parziale consolazione di tutti gli orfani del vecchio applicativo Altsys, Adobe ha messo online un un PDF-guida in inglese per il passaggio, non sappiamo quanto indolore al "suo" Illustrator.
Riusciremo a leggerla trattenendo le lacrime?
Categorie: Opinioni, DTP e Grafica
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