Apple e Adobe: uno sguardo inedito sulle origini del conflitto
di Redazione | 05-2-2010
Il rapporto tra Apple e Adobe è spesso costellato dagli attriti. Nuove indiscrezioni apparse sul Web offrono uno sguardo inedito sulle origini del rapporto conflittuale che si è venuto a creare tra le due società, con interessanti risvolti per la piattaforma Mac, iPhone e iPad.
Su iPhone e su iPad non vedremo mai comparire Flash: questa è una realtà ben nota agli utenti di iPhone e che tra poco lo sarà anche per quelli di iPad. In ogni caso l'assenza sui tascabili multi-touch di uno dei player e dei formati più diffusi del Web rappresenta solo il caso più recente e anche più evidente di una lunga serie di "incomprensioni" esistenti tra Apple e Adobe che possono essere rintracciate anche molto indietro negli anni. Questo è quanto emerge da una serie di indiscrezioni riportate da Hardmac e che il sito fa risalire a fonti molto vicine a un dirigente anonimo della Mela.
Secondo questo nuovo sguardo interno Jobs e i dirigenti di Apple non vedono di buon occhio il comportamento di Adobe fin dai tempi della transizione a Cocoa. Adobe ha posticipato l'adozione del nuovo ambiente causando problemi sia per Cupertino, sia per gli utenti Mac. Mentre Apple sembra muoversi alla velocità della luce non solo per stare al passo con la concorrenza ma soprattutto per tenerle testa, il ritmo di risposta di Adobe sembra calcolato su misura per far spazientire i boss di Cupertino. La fonte anonima dichiara che Apple ha segnalato 410 bug presenti in Flash, mentre da parte sua Adobe ne ha corretti finora solo 25. Il braccio di ferro tra le due si estende però anche alla Creative Suite.
I dirigenti Apple ritengono che ormai l'interfaccia utente sia vetusta e che richieda un profondo rinnovamento in grado di renderla più amichevole, inoltre sembra che il management di Cupertino ritenga il prezzo dei software Adobe troppo elevato. Non solo la la prima Beta della Creative Suite 5 risulta incompleta e molto instabile ma il rapporto tra Cupertino e San Jose risulterebbe ancora più avvelenato da una procedura di autenticazione troppo invadente nella CS attuale.
In pratica per evitare che hacker e pirati compromettano il sistema di autenticazione online della CS, gli sviluppatori Adobe cercano di scavalcare le protezioni di Mac OS X per accedere il più direttamente possibile a CPU e RAM, una procedura che rischia di introdurre debolezze e soprattutto rischia di mandare in crash il Mac. Come se questo non bastasse, nota la fonte anonima, ogni volta che il software di autenticazione deve essere aggiornato Adobe richiede ad Apple di prendere provvedimenti per limitare i problemi di stabilità.
Tutti questi punti spiegherebbero i toni decisamente accesi con i quali Jobs ha espresso il proprio punto di vista davanti ai dipendenti di Apple, una riunione non registrata nei comunicati ufficiali ma che sembra aver avuto luogo il giorno stesso della presentazione di iPad. Fino a qui lo sguardo interno della fonte anonima sembra spiegare piuttosto realisticamente le diverse origini del rapporto conflittuale Apple-Adobe. Appaiono invece meno probabili le conclusioni a cui giunge Hardmac secondo cui Apple avrebbe in cantiere un software professionale da proporre in competizione con Photoshop.
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