Conferenza sul clima di Copenaghen, la sicurezza è nelle mani dei Mac
di Fabrizio Frattini | 09-12-2009
La conferenza sul clima di Copenaghen raduna capi di stato, uomini di governo e funzionari da tutto il mondo la cui sicurezza è nelle mani dei Mac. In una intervista di Macitynet ai vertici della polizia della capitale danese, le ragioni molto concrete per cui le forze dell'ordine hanno deciso di non adottare Windows e creare un sistema basato su Mac mini, Mac Pro ed Xserve.
Qualcuno continua a credere alla leggenda dei Mac come computer consumer, buoni solo per qualche giochino con i video o per andare su Internet, ma che quando si tratta di fare cose serie bisogna passare a Windows. Se tra i vostri conoscenti c'è chi la pensa così, forse potreste indirizzarlo ai vertici della Polizia di Copenaghen che i Mac li usano per cose non solo serie, ma serissime come ad esempio, garantire la sicurezza della città in questi giorni in cui si tiene la conferenza sul clima. L'incolumità di migliaia di funzionari e decine di uomini di stato è sulle spalle di un sistema di sorveglianza tutto fondato su dispositivi con la Mela stampata sopra; e porta sempre il logo di Cupertino una complessa architettura che gestisce le chiamate di emergenza e la dislocazione delle forze dell'ordine nella città nordica.
La polizia di Copenaghen ha già sperimentato l'architettura di HS2, questo il nome del sistema, nei mesi scorsi e ora è giunto il momento della prova del fuoco, un banco di prova davvero molto difficile e probante, considerando che quello messo in servizio nella capitale Danese è uno dei pochissimi, se non l'unico, esempio del genere al mondo ed è per questo che è finito sulle pagine di molte riviste specializzate (e non) preoccupate di capire le ragioni di una scelta che appare controcorrente.
In realtà, a ben guardare, non c'è nulla di così strano o di originale nelle scelte della polizia di Copenaghen come è facile capire ascoltando Karsten Højgaard, consulente informatico e tra i responsabili del progetto.
«Abbiamo sempre usato computer NeXT Step - dice a Macitynet Højgaard in un intervista telefonica - ed avevamo costruito tutto il nostro sistema intorno a queste macchine. Ad un certo punto ci siamo trovati in difficoltà per la mancanza di pezzi di ricambio e di tecnici specializzati che potevano assisterci nella gestione e abbiamo dovuto abbandonare la piattaforma. A quel punto abbiamo svolto una ricognizione in varie città europee, dall'Inghilterra alla Svezia per cercare di capire che cosa fare ma siamo tornati a casa con tanti dubbi. Tutti i sistemi Windows che abbiamo visto richiedevano un impegno di personale assolutamente non compatibile con le nostre risorse. Di qui la scelta di passare a Mac OS X».
Lo studio della nuova architettura è durata diversi mesi, poi dalla scorsa primavera si è materializzato il nuovo sistema interamente basato su Mac. «Abbiamo creato HS2, un'architettura con 25 Mac Pro e 73 Mac mini ciascuno dei quali collegato ad un display - ci dice ancora Højgaard - ed a 14 Xserve che gestiscono tutto il sistema; in ogni Mac Pro ci sono 8GB di Ram, due schede grafiche e tre dischi da 1TB configurati in RAID 5 il che consente lo swap per la sostituzione senza riavviare. I Mac mini hanno una configurazione standard, la stessa proposta da Apple per le macchine da 2 e da 2,13 GHz. I piani della struttura dove si trova la centrale operativa sono 4: uno è quello operativo che ospita i Mac mini, un secondo piano è la vera centrale con un grande numero di display (alcuni dei quali fino a 55 pollici) che gestiscono mappe e telecamere. Ciascuna postazione può richiamare particolari eventi o particolari zone della città e anche qui ci sono dei Mac. Un piano contiene le workstations e alcuni Xserve; infine l'ultimo piano è per le emergenze. Il personale che usiamo è molto ridotto, circa 8 persone sono in servizio contemporaneamente, un terzo di quelle che ci sarebbero volute usando Windows; basti pensare che noi possiamo tenere aperte 40 comunicazioni in un tempo. Nessun altro sistema visto da noi è in grado di fare una cosa simile; altrove, anzi, a causa della lentezza dei sistemi e dell'impossibilità di avere molte chiamate contestuali abbiamo visto addetti che manovrano ancora con carta e penna per prendere appunti». A Copenaghen, invece, otto operatori trattano, grazie ai Mac, da 800 a 1200 chiamate di emergenza e tengono sotto controllo un territorio su cui vivono 1,2 milioni di abitanti.
«HS2 gira con software ad hoc - spiega ancora il consulente della polizia di Copenaghen - creato usando le risorse umane che avevamo a disposizione. Anche questo è stato facilitato dalla piattaforma perché abbiamo lavorato su un progetto di continuità con il sistema operativo NeXT Step. Abbiamo avuto pochissimi problemi perché il kernel è molto stabile e questa è un'altra delle ragioni per cui siamo passati a Mac Os X; operiamo un servizio che non può permettersi di avere degli stop o dei crash. In più c'è anche un elevato grado di sicurezza determinato dalla quasi totale assenza di malware per Mac».
I costi non sono stati un problema primario e non solo perché alla fine si risparmia nella gestione, «ma perché - come ci dice Højgaard - il prezzo finale di HS2 basato su Mac e quello di un ipotetico diverso sistema basato su Windows sarebbe stato praticamente identico», il che smentisce uno dei miti più percorsi quando si tratta di mettere a confronto Mac e Windows.
La polizia di Copenaghen sta lavorando costantemente per incrementare le funzionalità del sistema: «abbiamo scelto un assetto dinamico ed aperto ad ogni evoluzione possibile. H2S è una sorta di "work in progress" che fa passi avanti ogni giorno. In futuro speriamo anche di poter proporre la nostra architettura ad altre forze di polizia qui in Danimarca»
Fotografie di Per Gudmann www.gudmann.com
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