Hardware Hacking: ovvero, come divertirsi invalidando la garanzia

di Antonio Dini | 15-2-2004

Un bel libro per gli appassionati di bricolage fai-da-te dell'elettronica purtroppo solo in inglese. Ma con un piccolo sforzo, il divertimento è garantito anche perché gli hacks su prodotti Apple sono numerosi: dall'iPod al Cubo fino ai vecchi Classic Se ricostruiti... con il lego!

"Se avessi avuto questo libro 10 anni fa, l'Fbi non mi avrebbe mai trovato!" Inizia così, con una boutade in copertina dell'ex hacker Kevin Mitnick, il lancio di uno dei libri più divertenti degli ultimi tempi per gli appassionati di elettronica. "Hardware Hacking, have fun while voiding your warrany", cioè come divertisi mentre si vìola la garanzia di un oggetto. Potrebbe essere uno dei libri (alle volte un po' noiosetti e didascalici) pubblicati da O'Reilly, ma l'editore è Syngress anche lui americano, specializzato in tecnologia e soprattutto sicurezza Internet. Ma questo libro, che temo non vedremo mai tradotto in italiano ed è un vero peccato, è una eccezione gustosa e divertente. Il presupposto degli autori, Joe Grand, Ryan Russell e lo stesso Kevin D. Mitnick oltre a una nutrita pattuglia di "contributor authors, gente cioè che ha realizzato alcuni degli hacks, è che giocare con l'hardware sia ancora possibile e molto più divertente che non giocare con il software solamente. Oltretutto, la tradizione di chi scopre modi nuovi di utilizzare modificando apparecchi di vario genere è molto più antica che non l'uso di hack software, e affonda le sue radici nella nascita stessa di Apple: Steve Wozniak prima che un genio nella progettazione di computer era un hardware hacker fatto e rifinito, aiutato dal suo giovane amico Steve Jobs per vendere le piccole "invenzioni amatoriali" che i due realizzavano. Ma non c'è da temere per chi rifugge qualunque cosa non sia software e virtuale: l'ultima sezione è dedicata anche ad alcuni brevi e chiari hack software, che non fanno rimpiangere quelli hardware. Allora, al di là dei brevi saggi introduttivi che ci spiegano cos'è l'hacking, il suo valore anche sociale, i primi rudimenti per l'uso di un saldatore o su come funziona la corrente elettrica e la microelettronica (tutte cose utili che se non avete fatto un istituto tecnico magari non sapete), via alla pazza scorribanda con gli hacks del libro, superbamente illustrati e documentati con link a siti internet, notizie aggiuntive, possibili varianti. Nei quindici capitoli delle 576 pagine (comprensive di indice dei nomi e di un chiaro indice analitico per ritrovare tutto quello che serve ai nostri pomeriggi della domenica da hobbisti, il cui unico scopo è la soddisfazione di un lavoro ben fatto e l'ammirazione degli amici. Dalla creazione di un hardk disk raid professionale da 1,2 Terabyte via FireWire con tanto di case e alimentazione dedicata, fino alle modifiche all'iPod (a proposito, non c'è solo la batteria da cambiare o l'hard disk più grande da inserire, si possono anche attivare menu segreti e modificare una serie impressionante di parametri del piccolo gioiellino di Apple), fino agli hack sulle vecchie console Atari 2600, 5200 e 7800, l'hack per modificare il mouse di un vecchio iMac in un mouse luminoso, trasformare il case di un Mac Classic SE in uno fatto di... lego, gli hack per la Playstation 2, modificare una card 802.11b per Pcmcia aggiungendo una antenna esterna, cambiare l'illuminazione della tastiera di un Nokia 6210, aggiungere chip di memoria ai vecchi Palm (quando ancora si chiamavano Pilot) regalando alle piccole, servizievoli ma obsolescenti macchinette nuova splendore e fantastiche opportunità di vita. Hacking dell'hardware è bello perché vuol dire tanto amore per gli oggetti, vuol dire manualità, vuol dire tutto sommato "fare" qualcosa e non solo picchiettare con le dita su di una tastiera dalla mattina alla sera per scrivere quello script in perl che magari si potrebbe anche scaricare da qualche sito come Sourceforge. Il regalo di Syngress alla comunità degli appassionati è veramente significativo, e il livello di professionalità nella confezione del volume è all'altezza del costo, non esattamente popolare: 39,95 dollari ma su Amazon si dovrebbe poter scendere almeno a 27 dollari. Purtroppo nessun editore italiano, per quanto si sappia, ha intenzione di tradurre il libro, ma con un po' di buona volontà e un piccolo sforzo l'inglese non è una barriera insormontabile e la soddisfazione per qualche hack ben riuscito raddoppia.

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