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Intel: ecco come cambieranno i nostri chip

di Fabrizio Frattini | 24-8-2005

Intel conferma le previsioni e annuncia la svolta nel campo dei processori: le tecnologie dei chip per portatili saranno in tutta la gamma per ridurre i consumi e il riscaldamento. Ecco come cambieranno le strategie del colosso di Santa Clara e le caratteristiche delle nuove componenti.

Intel non smentisce le previsioni e, nel corso della serata di ieri, annuncia i piani per l'unificazione della piattaforma tecnologica su cui si basano i suoi processori, trasferendo al mondo dei portatili la filosofia costruttiva dei Pentium M, nel campo dei desktop e dei server. Largamente preannunciata, la svolta, ha fatto sapere ieri Paul Otellini, CEO di Intel, nel corso dell'incontro per gli sviluppatori che si tiene a San Francisco, prenderà il via nella seconda metà del prossimo anno, con il lancio di tre nuovi processori: Merom, destinato ai laptop, Conroe, per il mercato desktop, e Woodcrest, per i server di fascia entry level. La nuova architettura, che per non ha ancora un nome preciso, sarà derivata da quella che è apparsa per la prima volta nei processori della classe Pentium M di cui rappresenta una evoluzione finalizzata in maniera particolare a ridurre i consumi e a permettere un significativo risparmio di energia anche in ambito dove fino a ieri non si era prestata molta attenzione a questo aspetto. Secondo quanto riferito, un portatile con Merom consumerà intorno ai 5 watt, un desktop con Conroe 65 watt e un server con Woocrest non più di 800 watt. La riduzione rispetto agli attuali chip impiegati per lo stesso scopo è mediamente di 30 watt. Secondo alcuni calcoli la riduzione dei costi d'esercizio per 100 milioni di computer, la metà di quelli che dovrebbero essere venduti a livello mondiale durante il 2005, significa un risparmio energetico di un miliardo di dollari.
intel roadmap
Intel ritiene di avere intrapreso una strada, quella della riduzione dei consumi, che si spingerà ancora oltre e che durerà per molti anni. Lo scopo è quello di far funzionare un sistema operativo desktop su macchine che tecnicamente si potrebbero definire come dei palmari. Il risultato dovrebbe arrivare entro la fine del decennio quando Intel rilascerà un processore da appena un watt di consumo. "In futuro * ha detto Paul Otellini, confermando così le voci raccolte anche dalla nostra testata * la qualità di un processore dovrà essere misurata sulla efficienza energetica, ovvero sul rendimento per le prestazioni per watt". In pratica Intel in futuro indirizzerà i propri sforzi di sviluppo e di ricerca a ricavare le massime prestazioni con il minimo consumo energetico possibile, il che implica la defocalizzazione dall'incremento della velocità del clock, pura e semplice, portando l'attenzione della ricerca verso soluzioni alternative per aumentare le prestazioni delle macchine senza incidere sui consumi. Una di queste strade, ha spiegato ancora Otellini, è l'uso dei nuclei multipli. Nel corso del 2006 verranno rilasciati sei nuovi chip a doppio nucleo ma intel sta già preparando 10 chip a quattro nuclei e oltre che appariranno entro la fine del decennio. Otellini non ha fatto cenno alle specifiche tecniche di Merom, Conroe e Wodcrest. Ma alcuni siti avrebbero appreso che i chip, almeno nelle versioni per macchine laptop e desktop, non supereranno inizialmente i 3 GHz. La presenza di un doppio nucleo, delle capacità di calcolo a 64-bit e di circuiteria a 65 nanometri, dovrebbero però incrementare notevolmente il rendimento per watt consumato rispetto ai chip attuali. Un altro fattore in grado di dare una spinta alle prestazioni sarà la presenza dell'hyperthreading, la capacità di ciascun nucleo di svolgere più compiti. Intel non introdurrà però da subito questa tecnologia, rinviandone (come ha già fatto con i Pentium 4) l'abilitazione a versioni successive. Già al debutto però i chip vedranno scendere le pipelines di assemblaggio dei dati dalle 30 del Pentium Pro a 14. Il nuovo design può essere inteso come il riconoscimento delle critiche rivolte alla casa di Santa Clara da chi (tra cui Apple) riteneva l'incremento della lunghezza della pipeline una scelta finalizzata solo a soddisfare le esigenze del reparto marketing di Intel ma inefficiente per incrementare le prestazioni. Infine, sempre a proposito delle tecnologie impiegate dai nuovi processori della seconda metà del 2006, si ha avuta la conferma che la cache di secondo livello di ciascuno dei due nuclei può essere condivisa e destinata, in caso di necessità, ad uno solo dei due. In pratica in particolari situazioni di calcolo un nucleo potrà avocare a sé l'utilizzo della cache anche del secondo. Ricordiamo che inevitabilmente la nuova classe di chip Intel sarà usata anche da Apple, benché il primo chip a finire in un Mac potrebbe essere, molto probabilmente, Yonah, una evoluzione degli attuali Pentium M. Questo perché il lancio dei Macintel, che saranno dei portatili, è previsto per la prima metà del prossimo anno, quando Merom, Conroe e Woodcrest non saranno ancora pronti. È possibile che il debutto dei nuovi processori avvenga tra la fine del 2006 e l'inizio del 2007, quando Apple potrebbe lanciare sul mercato una nuova versione delle macchine desktop. A quel punto sarebbe la componente per computer da tavolo, ovvero Conroe, a tracciare la via, a meno che, come sospetta qualche osservatore, Cupertino non decida, per ragioni di design e di innovazione, di utilizzare chip destinati ai portatili anche su macchine desktop.

Categorie: Futuroscopio

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