Jobs: «Lo scorso anno sarei potuto morire»
di Fabrizio Frattini | 20-3-2010
Steve Jobs parla per la prima volta pubblicamente della sua vicenda di salute durante un incontro per promuovere una nuova legge sulla donazione di organi in California. «Lo scorso anno - ha detto il Ceo - sarei potuto morire per la mancanza di un numero sufficiente di donatori».
«Sarei potuto morire lo scorso anno a causa della mancanza di un sufficiente numero di donatori di organi in California». Steve Jobs decide per la prima volta di parlare dell'evento che lo scorso anno l'ha condotto al trapianto del fegato e per farlo sceglie il momento e la situazione più opportuna: un incontro presso la clinica pediatrica dell'università di Stanford dove veniva promossa pubblicamente una proposta di legge per aumentare il numero dei donatori nello stato dell'Ovest americano.
Jobs era stato invitato dal governatore Arnold Schwarzenegger che è tra i supporter della legge proposta dalla senatrice democratica Elaine Alquist e che prevede di accettare o declinare l'iscrizione nel registro dei donatori quando si rinnova la patente di guida.
«Lo scorso anno - ha detto Jobs - ho ricevuto un trapianto di fegato e sono stato fortunato perché sarei potuto morire. 400 persone sono morte in attesa di un trapianto di fegato in California e io sarei potuto essere tra di essi. Ho ricevuto cure molto attente qui a Stanford, ma non c'era semplicemente un numero sufficiente di organi disponibili, così i miei medici mi hanno consigliato di andare in Tennessee dove c'è un miglior rapporto tra donatori e persone in attesa di trapianto». Jobs, che era nella sua solita e caratteristica tenuta (girocollo nera e blu jeans) abbraccia totalmente la proposta di legge della senatrice Alquist: «oggi nonostante una procedura oscura il 20% delle persone ha già accettato di diventare donatore, pensate che cosa potrebbe accadere se a tutti, come vuole fare questa legge, fosse resa data la possibilità di sapere di questa opportunità».
Schwarzenegger ha rivelato che l'idea di portare Jobs a sostegno della legge per il trapianto di organi gli è venuta dopo un colloquio del Ceo di Apple con sua moglie. «Lei ha parlato con me e io con Jobs. Abbiamo avuto una discussione molto interessante; mi ha aperto gli occhi sul fatto che non tutti hanno un aereo a disposizione, come è accaduto a lui, per andare a ricevere un trapianto nel tempo utile in cui si rende disponibile un organo».
Jobs parlando con la platea formata soprattutto da persone che hanno ricevuto una donazione di organi ha ricordato che in questi giorni ricorre il primo anniversario del suo intervento, aggiungendo: «Ero quasi morto; ora mi sento bene. Gli ultimi mesi sono stati buoni per la mia salute».
Jobs aveva già avuto occasione di manifestare la sua gratitudine per i donatori di organi e di sostenere questa causa rivolgendo ad essa alcuni cenni durante la presentazione dei nuovi iPod, lo scorso settembre, ma il Ceo di Apple non è mai stato esplicito, esaustivo e diretto in materia, soprattutto in riferimento ai rischi che ha corso, come in questa occasione.
Qui sotto il filmato con il discorso di Jobs. L'intervento dell'amministratore di Apple comincia intorno al tredicesimo minuto.
Jobs era stato invitato dal governatore Arnold Schwarzenegger che è tra i supporter della legge proposta dalla senatrice democratica Elaine Alquist e che prevede di accettare o declinare l'iscrizione nel registro dei donatori quando si rinnova la patente di guida.
«Lo scorso anno - ha detto Jobs - ho ricevuto un trapianto di fegato e sono stato fortunato perché sarei potuto morire. 400 persone sono morte in attesa di un trapianto di fegato in California e io sarei potuto essere tra di essi. Ho ricevuto cure molto attente qui a Stanford, ma non c'era semplicemente un numero sufficiente di organi disponibili, così i miei medici mi hanno consigliato di andare in Tennessee dove c'è un miglior rapporto tra donatori e persone in attesa di trapianto». Jobs, che era nella sua solita e caratteristica tenuta (girocollo nera e blu jeans) abbraccia totalmente la proposta di legge della senatrice Alquist: «oggi nonostante una procedura oscura il 20% delle persone ha già accettato di diventare donatore, pensate che cosa potrebbe accadere se a tutti, come vuole fare questa legge, fosse resa data la possibilità di sapere di questa opportunità».
Schwarzenegger ha rivelato che l'idea di portare Jobs a sostegno della legge per il trapianto di organi gli è venuta dopo un colloquio del Ceo di Apple con sua moglie. «Lei ha parlato con me e io con Jobs. Abbiamo avuto una discussione molto interessante; mi ha aperto gli occhi sul fatto che non tutti hanno un aereo a disposizione, come è accaduto a lui, per andare a ricevere un trapianto nel tempo utile in cui si rende disponibile un organo».
Jobs parlando con la platea formata soprattutto da persone che hanno ricevuto una donazione di organi ha ricordato che in questi giorni ricorre il primo anniversario del suo intervento, aggiungendo: «Ero quasi morto; ora mi sento bene. Gli ultimi mesi sono stati buoni per la mia salute».
Jobs aveva già avuto occasione di manifestare la sua gratitudine per i donatori di organi e di sostenere questa causa rivolgendo ad essa alcuni cenni durante la presentazione dei nuovi iPod, lo scorso settembre, ma il Ceo di Apple non è mai stato esplicito, esaustivo e diretto in materia, soprattutto in riferimento ai rischi che ha corso, come in questa occasione.
Qui sotto il filmato con il discorso di Jobs. L'intervento dell'amministratore di Apple comincia intorno al tredicesimo minuto.
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