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Produttori giapponesi di cellulari, in Giappone ora giocano fuori casa

di Riccardo Campaci | 15-2-2012

In Giappone il mercato di telefonia mobile domestico segna un calo, mentre il segmento smartphone cresce trainato dalle aziende occidentali che vivono un momento di crescente popolarità. Le società nipponiche corrono ai ripari e guardano oltreconfine.

Il mercato delle telefonia mobile giapponese ha sempre fatto storia a sè,  sia per le caratteristiche uniche e molto legate al territorio, sia per la capacità delle aziende locali di legare tecnologie specifiche e sconosciute al di fuori dal Sol Levante.

Nel 2011 però, per la prima volta dopo 14 anni, le aziende giapponesi hanno visto un quota di mercato ridursi a meno di 30 milioni di telefonini venduti, con un calo del 11.1% rispetto all'anno precedente. Il motivo è legato alla crescita delle aziende straniere, che deterrebbero ormai il 60% del mercato degli smartphone giapponesi. Si tratta dei sempre poco graditi (quando si tratta di tecnologie e quando si parla di Giappone) Coreani ma anche di Apple. Per capire quanto queste aziende stiano invadendo il mercato basta salire su un mezzo pubblico nipponico e dare un'occhiata a quel che si affaccia nelle mani dei passeggeri, perennemente indaffarati con navigazione in Internet, messaggi SMS, chat e giochi on line e si noterebbe la pervasività, specie tra i giovani, di iPhone e di alcune smartphone Android con il logo di LG e Samsung.

In risposta i giganti del Sol Levante si sono concentrati sullo sviluppo di funzionalità uniche, futuristiche e qualche volta piuttosto improbabili, come l'impermeabilità, il portafoglio elettronico, schermi 3D, sistemi di rilevazione di dati biometrici per la misurazione di parametri vitali e la trasmissione dati via infrarossi; ma tra le strade percorse ci sono anche un design meno "nipponico" (fatto in sostanza di prodotti quasi indistinguibili uno dall'altro, con fattore di forma a conchiglia) e più occidentale, più fantasia nei colori e nell'ergonomia, applicazioni on line e così via.

D'altro canto anche per le società giapponesi sarà importante riuscire a costruire prodotti più universali; questo potrebbe consentire loro di guadagnare mercato anche al di fuori dei confini nazionali, un territorio conosciuto solo da Sony. I 2012 potrebbe essere l'anno in cui Panasonic, Sharp o Fujitsu metteranno il naso fuori dall'Isola del Pacifico.

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