Psystar chiude i battenti
di Fabrizio Frattini | 18-12-2009
Psystar ha iniziato il processo per la liquidazione della società. Sito Internet chiuso, dipendenti licenziati. Termina definitivamente l'avventura del produttore non autorizzato di cloni.
Psystar addio. La chiusura definitiva della società della Florida, fino a ieri solo molto probabile dopo la sconfitta subita in tribunale da parte di Apple, è diventata oggi ufficiale. A far sapere che le porte di Psystar, un piccolo assemblatore che faceva capo ad una famiglia di Miami, si sono chiuse per sempre è l’agenzia di stampa Dow Jones.
Secondo quanto riferisce l’autorevole fonte che cita gli avvocati di Psystar, nel corso della giornata di oggi sono iniziate le pratiche formali per liquidare gli assetti (che erano poca cosa, in verità, visto che il loro valore non era superiore secondo una stima fatta durante il processo, a 50mila dollari). Il primo passo è stata la chiusura del sito che al momento in cui scriviamo non è più raggiungibile. Il secondo passo sarà il licenziamento degli 8 dipendenti.
La decisione fa seguito ad un accordo raggiunto una ventina di giorni fa con Apple dopo una sentenza che aveva dato ragione alla controparte. In base a quanto stabilito Psystar aveva acconsentito a non vendere più macchine generiche con Mac Os X preinsallato e a pagare (anche se con diritto di appello) 2,7 milioni di dollari a titolo di risarcimento per i danni prodotti e l'infrazione dei diritti di copyright. Psystar contava di continuare però a restare in vita utilizzando come cavallo di troia il software Rebel EFI, un programma che permetteva l’installazione a cura dei clienti del sistema operativo di Apple. L’operazione, un tentativo di trasferire ai clienti ogni eventuale responsabilità legale derivante dall’infrazione del contratto di uso del sistema operativo di Cupertino, è naufragata di fronte al “no” del giudice Alsup che ha disposto uno specifico divieto in merito.
Psystar afferma di essere intenzionata ad appellarsi a tutte le sentenze e di voler ricorrere anche contro il giudizio che l’aveva costretta all’accordo con Apple. L’obbiettivo è, evidentemente, quello di non pagare, di ridurre o almeno di differire il pagamento del risarcimento alla Mela: 2,7 milioni di dollari, una cifra davvero importante per una piccola realtà quale quella fondata di fratelli Pedraza.
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