Seagate risponde a Jobs: c'è ancora molta vita per gli HD tradizionali
di Daniele Piccinelli | 25-10-2010
Presentando il nuovo MacBook Air Steve Jobs ha dichiarato che "Un giorno tutti i portatili saranno costruiti allo stesso modo", riferendosi alla speciale unità SSD integrata. A distanza di pochi giorni Seagate risponde a Jobs: secondo Steve Luczo, Ceo della società, non tutti i portatili integreranno un SSD per ragioni di costi e di capacità.
A distanza di pochi giorni dalla presentazione di MacBook Air Seagate risponde a Steve Jobs circa il destino e il futuro dei dischi fissi tradizionali nel mondo dei portatili. "Un giorno tutti i portatili saranno costruiti allo stesso modo" ha dichiarato Steve Jobs con una delle sue frasi ad effetto che si imprimono nella memoria durante la presentazione dei nuovi MacBook Air. Il Ceo della Mela si stava riferendo non tanto all'eleganza estetica e alle dimensioni lillipuziane del portatile, quanto alla presenza di una unità SSD integrata in sostituzione del disco fisso tradizionale.
Così Ben Reitzes analista presso Barclays Capital ha pensato di rivolgere la domanda direttamente a Steve Luczo, Ceo di Seagate in occasione della presentazione dei risultati dell'azienda, uno dei nomi storici nel settore dei dischi fissi meccanici e tra i principali protagonisti di questo mercato. Pur ritenendo che il nuovo MacBook Air rappresenterà un altro successo per Apple e una buona offerta per i propri clienti, Luczo limita la presenza di unità SSD nell'offerta attuale della Mela "La percentuale delle loro unità venduta con SSD contro i dischi HD è una piccola percentuale. Penso inferiore al 3%, Sicuramente sotto al 5%".
Luczo utente da circa un anno e mezzo di un MacBook Air della generazione precedente con SSD integrato passa poi a raccontare la sua esperienza come utente diretto: "Onestamente trascorro molto tempo rimuovendo file per fare spazio per altri contenuti" spiegando che sal suo punto di vista il problema degli SSD è legato al maggior costo e alla capacità limitata. Il dirigente sottolinea anche che il sensibile vantaggio in termini di prestazione per l'avvio della macchina e il caricamento dei software diminuisce molto con l'andare del tempo. "Posso dirvi che il mio disco SSD impiega circa 25-30 secondi per l'avvio contro i 12 secondi di quando l'ho comprato", Luczo precisa che il decadimento delle prestazioni è più legato alle ottimizzazioni del sistema operativo e non tanto alla tecnologia SSD, in ogni caso il dirigente Seagate dichiara che i nuovi modelli misti, che integrano SSD e HD tradizionale in una unica unità, sono in grado di offrire il meglio dei due mondi e risultano una soluzione migliore.
In definitiva Steve Luczo è convinto che i dischi SSD non sostituiranno completamente gli HD: "Non penso che i notebook mainstream stiano andando in questa direzione" in pratica spiegando che la scelta degli SSD rimane valida per gli ultra leggeri e comunque solo per una percentuale piccola di tutti i notebook in commercio. Per la continua richiesta di spazio da parte degli utenti e per la ricerca di prezzi sempre più concorrenziali, i dischi tradizionali secondo Luczo rimarranno a farci compagnia ancora a lungo. La risposta di Seagate a Jobs non sorprende così come la previsione dell'andamento di SSD e HD: i punti sottolineati da Luczo oggi sono estremamente validi, occorre però cercare di prevedere cosa succedere nel giro di qualche anno, quando la capacità degli SSD aumenterà e il prezzo diventerà più competitivo con quello delle tecnologie tradizionali.
Così Ben Reitzes analista presso Barclays Capital ha pensato di rivolgere la domanda direttamente a Steve Luczo, Ceo di Seagate in occasione della presentazione dei risultati dell'azienda, uno dei nomi storici nel settore dei dischi fissi meccanici e tra i principali protagonisti di questo mercato. Pur ritenendo che il nuovo MacBook Air rappresenterà un altro successo per Apple e una buona offerta per i propri clienti, Luczo limita la presenza di unità SSD nell'offerta attuale della Mela "La percentuale delle loro unità venduta con SSD contro i dischi HD è una piccola percentuale. Penso inferiore al 3%, Sicuramente sotto al 5%".
Luczo utente da circa un anno e mezzo di un MacBook Air della generazione precedente con SSD integrato passa poi a raccontare la sua esperienza come utente diretto: "Onestamente trascorro molto tempo rimuovendo file per fare spazio per altri contenuti" spiegando che sal suo punto di vista il problema degli SSD è legato al maggior costo e alla capacità limitata. Il dirigente sottolinea anche che il sensibile vantaggio in termini di prestazione per l'avvio della macchina e il caricamento dei software diminuisce molto con l'andare del tempo. "Posso dirvi che il mio disco SSD impiega circa 25-30 secondi per l'avvio contro i 12 secondi di quando l'ho comprato", Luczo precisa che il decadimento delle prestazioni è più legato alle ottimizzazioni del sistema operativo e non tanto alla tecnologia SSD, in ogni caso il dirigente Seagate dichiara che i nuovi modelli misti, che integrano SSD e HD tradizionale in una unica unità, sono in grado di offrire il meglio dei due mondi e risultano una soluzione migliore.
In definitiva Steve Luczo è convinto che i dischi SSD non sostituiranno completamente gli HD: "Non penso che i notebook mainstream stiano andando in questa direzione" in pratica spiegando che la scelta degli SSD rimane valida per gli ultra leggeri e comunque solo per una percentuale piccola di tutti i notebook in commercio. Per la continua richiesta di spazio da parte degli utenti e per la ricerca di prezzi sempre più concorrenziali, i dischi tradizionali secondo Luczo rimarranno a farci compagnia ancora a lungo. La risposta di Seagate a Jobs non sorprende così come la previsione dell'andamento di SSD e HD: i punti sottolineati da Luczo oggi sono estremamente validi, occorre però cercare di prevedere cosa succedere nel giro di qualche anno, quando la capacità degli SSD aumenterà e il prezzo diventerà più competitivo con quello delle tecnologie tradizionali.
Categorie: MacBook Air, Hardware, Hardware Apple, Voci dalla Rete
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