Sta per arrivare la fine del mondo 2.0. Parola di Dvorak
di Antonio Dini | 03-8-2007
Il giornalista americano, dopo essersi convertito (parzialmente) al Mac, adesso assume toni millenaristici e precognizza la fine dell'economia digitale così come la conosciamo per via di una nuova bolla da New Economy di durezza inedita. Cosa sta succedendo?
Le profezie dell'indovino John Dvorak. L'uomo, che evidentemente ha deciso di mettersi in pari con la sua coscienza e con tutto quel che ne consegue, si lancia in una previsione fosca e da fine del mondo (per come lo conosciamo). In una lunga storia pubblicata da Pc Magazine in versione Usa, non si tiene e annuncia lo scoppio della bolla 2.0 del web 2.0.
Stiamo per ripassare attraverso l'esatto processo che vedemmo a suo tempo alla fine degli anni '90 quando bruciò la bolla. E questa volta sarà peggio, dice Dvorak. Anzi, la volta precedente ci sarà sembrato un giochetto rispetto a quel che sta per succedere adesso, perché i valori sono più esposti e il collasso sarà più radicale.
John Dvorak, uno dei più famosi giornalisti "anti-Mac", che pochi giorni fa aveva fatto congelare l'inferno annunciando che utilizzava un Mac (al lavoro), lo trovava più stabile e funzionale di un Pc e lo consigliava agli amici (se non altro per dover evitare poi di fare da call center con tutti i problemi che Windows si porta con sé, secondo il giornalista), adesso ritorna a far notizie spendendo fino all'ultimo grammo della sua autorevolezza per lanciare un monito da "fine del mondo entro tre giorni".
C'è un motivo particolare per cui il giornalista ha scelto proprio questo momento per sostenere che il Web 2.0 super-sociale e super inflazionato sta per scoppiare come un palloncino? Oppure solo perché siamo in estate e i temi scarseggiano all'uomo è venuta voglia di suonare l'allarme così, tanto per rompere la monotonia e richiamare l'attenzione?
In effetti un motivo congiunturale non c'è: la spiegazione della Bolla 2.0 offerta da Dvorak ha il sapore di un pezzo "senza tempo", che pubblicato un mese fa o tra un mese non avrebbe fatta alcuna differenza. Comunque, l'uomo individua con acutezza quali sono le categorie web 2.0 più caratteristiche e quindi portatrici di rischio: il "neo-social networking", la "vide mania", i "contenuti generati dagli utenti", il "mobile da tutte le parti", la "ricerca sempre pagata dalla pubblicità" e poi "widget e toolbars" come prossima area di follia collettiva.
Dvorak è un vecchio furbacchione, una volpe di lungo corso. Che questa doppia scelta - passare al Mac e poi attaccare il web 2.0 - sia in qualche modo legata e strategica? Cosa sta succedendo? Cosa ha annusato Dvorak che il resto del mondo non ha ancora capito?
Categorie: In primo piano, Internet, Mercato, Mac e Windows, Ad Armi Pari
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