Tanti auguri, BeOs: buon decimo compleanno
di Antonio Dini | 05-6-2004
Oggi più che mai il sistema operativo creato dall'ex di Apple Jean-Louis Gassée e dal creatore di Newton Steve Sakoman ha bisogno di tutto il supporto. Posseduto da PalmSource (che l'ha messo in un cassetto) sopravvive come progetto OpenSource. Eppure ha aperto la strada a una rivoluzione che avrebbe potuto sconvolgere il mondo
Se la storia fosse fatta di se, quella di BeOs meriterebbe un libro tutto suo. Il sistema operativo nato dieci anni fa, infatti, dalla mente di ex uomini Apple (Jean-Louis Gassée Steve Sakoman e Benoit Schilings) per un breve momento prima che Steve Jobs rientrasse in Apple per un dollaro l'anno riportando la casa di Cupertino sul tetto del mondo ha rischiato di essere lui la decima versione di Mac Os.
Ma se il negoziato andò male, la malasorte si è accanita a lungo contro il più rivoluzionario "proof of concept" di sistema operativo che la storia ricordi. Altro che Amiga Os, altro che Pink Project di Apple. BeOS è stato a un passo dal cambiare il mondo. Con le sue doti tecniche, con un kernel miracoloso ed originale, con la capacità di sfruttare le migliori soluzioni tecnologiche (chi si ricorda il file system di questo sistema operativo? Si trattava di una meraviglia non ancora eguagliata, signori e signore) senza rimanere legato a una storia lunga e frastagliata di eredità pesanti da portare nel codice della macchina.
Adesso che BeOS non è più, comprato strategicamente da PalmSource per coprire un eventuale bisogno di tecnologie più avanzate e simili a quelle di un verso sistema operativo che la naturale evoluzione di PalmOS fa fatica ad offrire, sopravvive in qualche modo tra le pieghe di Internet.
Ci sono appassionati (ci sono sempre appassionati di tutto che fanno miracoli con niente) che stanno lavorando per far vivere questo sistema operativo nato su PowerPc e poi trasferito controvoglia su piattaforma X86 (ma nono solo) che ha segnato la fantasia e la vita di pochi ma fedeli appassionati.
Non giunse mai a una piena maturità. Mentre negli anni Novanta, alla fine - per la precisione - si consumava una rivoluzione a Cupertino che avrebbe trasformato per sempre il modo in cui gli utenti Mac e il resto del mondo adopereranno un computer, zitti zitti quelli di BeOS vivevano invece un dramma. Il dramma del fallimento, senza sviluppatori, senza un mercato, senza soprattutto una prospettiva di crescita.
Adesso quel che resta sono OpenBeOS e Zeta, la versione che dovrebbe presentare quello che era il lavoro di avanzato sviluppo mai pubblicato del successivo major release del kernel di BeOS. Un sistema mitico, ricordato con affetto dai pochi fortunati che vi hanno potuto lavorare e ancora valido, per chi ha la passione del Retroware.
Categorie: Apple Museum, Computerlandia, In primo piano, Sistemi Operativi
Macity - Top News
- App iPhone e Universal da pagamento a gratis: ecco le migliori di oggi
- Google presenta i nuovi Chromebook e Chromebox
- Tom Tom:«Rischioso fidarsi della mappe open source»
- Ancora foto di iPhone 5: design Unibody, fotocamera frontale spostata e antenna sul retro
- Applicazioni Mac in sconto: ecco le novità e le migliori
- Con GPS Parlante disponi su iPhone e iPad di un contachilometri vocale
- Nuovo iPhone: sul web appaiono le foto della parte posteriore
- Apple, ecco le prossime mappe 3D in arrivo su iOS
- Alva Nanoface, in distribuzione l’interfaccia audio/MIDI
- Samsung Smart TV: ecco le televisioni controllabili con voce e gesture
AggiornaMac - Top News
- Grungetastic, rovinate artisticamente le vostre foto su iPad, iPhone e Mac
- Gardenscapes, il gioco-simulatore che ci trasforma in giardinieri perfetti su Mac
- FitPlot per Mac: posiziona, ridimensiona, ruota immagini e testo prima della stampa
- Cobook, un valido aiuto per organizzare i contatti su Mac OS
- Creative Suite, disponibile la beta di Configurator 3
- BioShock e Bioshock 2 per Mac insieme e a metà prezzo con MacUpdate
- Nuovo record per Blizzard: Diablo III è il gioco più venduto al lancio
- VirtualBox, Crossover e Fusion, update e novità dal mondo dei virtualizzatori
- Symantec lancia, per ora solo in USA, iAntivirus per Mac
- iRip 2: porta i contenuti da iPod e iPhone su Mac e PC, sconto a 12 euro


