iWork per iPad, impressioni d'uso e galleria d'immagini
di Antonio Dini | 04-4-2010
La suite per la produttività di Apple, che era stata annunciata assieme ad iPad, è arrivata sul tablet della casa di Cupertino. Le prime impressioni di un trio di programmi estremamente potenti ma che richiedono ancora qualche miglioramento nella gestione dei file. Galleria di immagini e videopresentazione.
Aspettando l'iPad molti commentatori (fra cui chi scrive qui) avevano sostenuto che iWork fosse una delle cose più interessanti. La suite per la produttività di Apple messa fin dal primo giorno su iPad vuol dire mettere a chiare lettere che l'azienda guidata da Steve Jobs non intende rendere il tablet con la mela morsicata un "giocattolo" per vedere film e navigare il web, ma dargli anche una dimensione più seria e professionale. Obiettivo raggiunto? In buona parte sì.
Cambiano davvero tante cose rispetto alle versioni per Mac. Perché passare da iPhone a iPad è abbastanza diverso: lo schermo più grande permette interazioni più complesse, che vengono sfruttare alla grande dai tre software. Ecco quel che abbiamo notato nelle prime ore di test di tutti e tre gli applicativi.
Buono Apple ha messo in ciascuno dei software un documento che permette di visionare le funzionalità. È al tempo stesso un mini-libretto delle istruzioni e un buon template per capire come funziona e iniziare a giocare con i tre software. Scelta azzeccata.
Ottimo L'interfaccia è davvero nuova, potente e a tratti anche intuitiva. Richiede esperienza: a questo pensavano in molti quando dicevano che iPad avrebbe fatto un passo avanti su quanto già costruito con iPhone e iPod touch. Come passare dal ping pong al tennis su terra battuta. Imparare ne vale la pena, l'interfaccia è molto potente e ottima.
Laborioso Il sistema di importazione ed esportazione dei file dalle tre applicazioni è laborioso e limitato. In pratica, bisogna ricorre a iTunes, e quindi al nostro computer e non a computer di terzi, per mettere a disposizione dei singoli programmi le differenti presentazioni, fogli di calcolo o documenti Word o Pagaes. Con la sincronizzazione si trasferiscono su iPad e poi si importano. Idem per l'esportazione, a meno di non voler ricorrere ad altri mezzi (come iWork.com oppure l'email): non sarebbe stato male poter usare almeno una cartella a sincronizzazione automatica.
Vale la pena? Sicuramente sì. Riesce iWork a sostituire i programmi professionali di un Pc o Mac? Solo in parte, per il limite delle esportazioni, possibili praticamente solo via email o web, e per quello molto più forte delle importazioni, possibili solo via iTunes personale.
A questo link una galleria di immagini che mostrano anche il funzionamento del sistema di interscambio di file; qui sotto la videopresentazione di iWork a cura di Antonio Dini
Categorie: iPad, Recensioni
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