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Lacie Mobile design Porsche e Hard Drive Porsche Design
di Antonio Dini
15-02-2005

Quest'anno uno dei regali più popolari durante le festività natalizie per chi è "addentro" alla tecnologia sono stati gli hard disk esterni. Ci sono varie spiegazioni per questo fatto: da un lato la crescita esponenziale dei dati che ciascuno di noi produce, con la digitalizzazione di segmenti sempre maggiori della nostra vita. Dall'altro, la larga banda vuol dire poter accedere a contenuti più ricchi, così come l'aumentare della risoluzione di macchine fotografiche digitali e camera-phones. Senza contare le videocamere digitali (soprattutto adesso che si avvicina il formato ad alta definizione di cui hanno parlato Steve Jobs e Sony a San Francisco durante l'ultimo Macworld). E quindi? Sempre più bisogno di spazio, sempre più hard disk...

Non bastano i masterizzatori Dvd, oltre a quelli dei canonici Cd, perché l'archiviazione dei dati non è sempre la stessa per tutte le tipologie. Dei tre tipi di storage (per riprendere la distinzione che si fa nel mercato professionale) almeno due hanno bisogno di supporti nei quali i dati sono raggiungibili rapidamente e modificabili. Per la copia di sicurezza dei back-up un buon masterizzatore Dvd oppure un'unità magneto-ottica (o a nastro) è quello che serve.

Sul mercato consumer, tuttavia, l'idea di utilizzare un disco esterno - diventato adesso una spesa abbastanza sopportabile - semplifica l'esistenza sia a chi non vuole aprire il proprio Mac (oppure perché non può, dato che magari ha un portatile o un Mac mini o un iMac) per aggiungere un secondo disco, sia a chi invece vuole poter trasportare i dati che ha registrato.

Cosa meglio, appunto, di un disco esterno? Abbiamo provato due dischi prodotti entrambi da LaCie, della stessa linea (Mobile design Porsche e Hard Drive Porsche Design) ma con formati diversi.

Il primo è basato su di un disco da 2,5 pollici, identico quindi ai dischi utilizzati all'interno dei portatili. Il nostro modello in prova era quello basato sul disco più veloce anche se non più capiente: 60 GB anziché il massimo di 100, ma con velocità di rotazione e cache al massimo delle performance.

Il secondo modello invece è da 3,5 pollici, LaCie Porsche design al massimo delle sue dimensioni: 250 GB. La principale differenza rispetto all'altro modello è la necessità di una alimentazione esterna (che viene ovviamente fornita al momento dell'aquisto) per il maggiore e la presenza di una sola interfaccia, in questo caso FireWire. E poi, certamente, le dimensioni, anche se il design, come potete vedere dalle foto, è in scala ma identico.

Nelle immagini qui sotto vedete tutta l'offerta Porsche Design di Lacie in un raffronto dimensionale: sotto abbiamo i masterizzatore DVD con meccanica da 5"1/4, sopra l'hard disk con meccanica da 3.5" e sopra ancora la versione "mobile" raffrontata con le dimensioni di un cellulare ed un normale penna.



Confezione e contenuto
La scatola è simile come idea: molto piccola, proporzionata alle dimensioni del disco, con all'interno, ben imbottito e cellophanato, il prezioso hard disk, due cd, cavetti per la connessione (differenti a seconda del tipo di hard disk), l'alimentatore per la versione da 250 GB. Insieme ai dischi e ai cavi viene fornito come software Silverlining per Windows e Mac e SilverKeeper per Mac. Ma, naturalmente, anche altre applicazioni di backup possono essere utilizzate con i dischi LaCie né quelle fornite dal produttore sono in alcun modo legate all'hardware o al firmware dei dischi.

Il primo impatto con i dischi è piacevole. Design elegante e curato, con ottima qualità di plastica, come si diceva, del modello più piccolo colpisce la dimensione estremamente ridotta e la leggerezza (esaltata anche dal tipo di materiale che ne costituisce l'involucro). L'idea di robustezza è ben presente anche se non abbiamo logicamente provato con un "crash-test" a verificare la solidità del case di plastica. Nella meccanica del disco non sono presenti sistemi inerziali per "sentire" l'eventuale caduta e parcheggiare le testine come nei dischi interni degli ultimi PowerBook (tecnologia Ibm).

Il "piccolo" da 60 GB
La scelta di testare il modello "di mezzo" della linea Mobile non è causale, dato che si tratta dell'unico disco da 2,5 pollici con piatto da 7200 rpm e con cache da 8MB (come anche il modello da 80 e 100, in quest'ultimo caso). Tempo di accesso inferiore ai 12 millisecondi e peso di 200 grammi consentono di utilizzare questo disco sia con la porta FireWire che con quella Usb 2.0.

Abbiamo collegato il disco, che risultava formattato Fat-32, portato il filesystem a Hfs+ Journaled senza partizioni e testato i due tipi di connessione.

La prima scoperta è che la Usb 2.0 con un PowerBook 15 pollici necessita di una alimentazione supplementare, dato che la porta del portatile non pare in grado di alimentare il disco. All'uopo viene fornito un secondo, strano cavetto Usb che da un lato si inserisce normalmente nel computer e dall'altro nella presa ridotta per l'alimentazione del disco, come se fosse il cavetto di un trasformatore.
Troppo laborioso e soprattutto leggermente scomodo portare con noi due cavi al posto di uno, abbiamo optato per utilizzare sempre la FireWire che, anche se sulla carta più lenta (400 Mbps anziché 480), nell'uso su strada su Mac risulta invece sostanzialmente più veloce.

Il disco, grazie anche alla generosa cache, riesce a tenere tempi di trasferimento di tutto rilievo. E' molto silenzioso, scalda pochissimo e soprattutto si comporta in maniera assolutamente affidabile. Non abbiamo provveduto a fare test "clinici" sui tempi di accesso al disco ma abbiamo constatato che la meccanica a 7200 rpm anche se concentrata in uno spazio così ristretto consente tranquillamente di lavorare su editing video. Il collo di bottiglia, in questo caso, è piuttosto il processore e il bus interno del PowerBook, che non è all'altezza di quel che si può fare con un PowerMac G5, per esempio. Ma questo lo sapevamo già...

Il "grande" da 250 GB
Tutta un'altra musica con il modello da 3,5 pollici. L'uso (come vedremo più sotto) è sostanzialmente diverso, stazionario, e quindi quel che si perde in portabilità si acquista in potenza. Il rumore della meccanica è più presente ma assolutamente al di sotto della soglia del fastidio, la piccola luce anteriore molto discreta, l'unico dispiacere è nel cavo firewire di serie che non è perfetto nell'aggancio al PowerBook e rischia di staccarsi se si muove bruscamente.

I tempi di accesso sono sensibilmente più bassi, soprattutto nei trasferimenti di più piccoli file (che costringono il disco a scrivere o leggere in cluster diversi), nell'ordine di meno di 10 millisecondi. Sembra poco, ma se si spostano vari gigabyte la differenza può diventare anche dell'ordine delle decine di minuti. Abbiamo formattato questa unità, che si presentava con la stessa dotazione dell'altra, in due tronchi: uno da circa 80 e l'altro da circa 170 GB. Lo scopo lo vedremo tra poco. Da notare solo che il 250 Gb è silenzioso come il fratello minore e non richiede alcun tipo di raffreddamento a ventola.

On the road
Come tradizione di questi test "sulla strada", abbiamo provato i due apparecchi in momenti differenti inserendoli nella nostra routine lavorativa. Anzi, per la precisione, abbiamo testato il primo modello, 60 GB, per quindici giorni grazie al programma per test giornalistici di LaCie Italia e invece il secondo modello da 250 GB lo abbiamo acquistato negli Stati Uniti per il nostro uso privato. Da notare che il trasformatore, a parte la necessità di un adattatore per la spina elettrica, è in realtà multitensione e quindi perfettamente funzionante anche in Italia.

Lo scopo di questi due dischi, per quanto esteticamente identici a parte le dimensioni, è molto diverso. Il primo è un apparecchio da portare sempre insieme a noi, leggerissimo, ideale per i possessori di computer portatile o per chi tutti i giorni dall'ufficio a casa vuole "mettersi in tasca" i dati che servono e portarseli via. Il secondo, invece, è una unità di memoria esterna con una vocazione più stanziale. Si può trasportare, ma pesa di più (900 grammi), è più ingombrante e necessita di alimentazione (e trasformatore) esterno. Vediamo a cosa ci è servito il primo.

Il "piccolo" su strada
La "forza bruta" del disco da 7200 rpm è qualcosa che non si dimentica, soprattutto nell'utilizzo in giro. Pronto a registrare video anche in tempo reale, montaggi, effetti, si dimostra utile persino se dobbiamo masterizzare Dvd ad esempio con molti dati frammentati in piccoli file. Non che con i dischi interni di Apple non si riesca, ma il disco più veloce e la buffer underrun prevention garantiscono il 99,9% dei risultati positivi, il che in situazioni di lavoro è una garanzia in più.

Inoltre, il piccolo ma compatto formato ne consente un utilizzo disinvolto: ci siamo trovati sulle poltroncine di tre aeroporti differenti a rimontare audio e video agganciando il disco al PowerBook senza che la batteria venisse penalizzata eccezionalmente dall'uso di una unità FireWire esterna. Il giudizio è più che positivo, anche se, bisogna dire, 40 GB di differenza rispetto al (più lento) modello da 100 GB un po' si fanno sentire.

Il "grande" dentro casa
Si sentiva il bisogno di una unità di backup e contemporaneamente di una unità per fare storage provvisorio di dati, in attesa di riorganizzarli e masterizzarli su Dvd. Cosa meglio allora di 250 GB partizionati? Da una parte una sezione delle identiche dimensioni del disco da 80 GB interno del Mac, su cui "copiare" ogni sera tutto il contenuto del disco con SuperDuper (utility per il backup in uso da tempo) che consente di creare un clone avviabile del disco interno.

Lo scopo di questo backup non è solo quello di preservare i dati, ma di garantire il tempo minore, nell'ipotesi malaugurata che si rompa il PowerBook, per ricominciare a lavorare. Non abbiamo mai provato, ma l'idea è che se dovesse rompersi il PB, se ne prende uno nuovo e si avvia dal disco esterno, clonando il contenuto (a sua volta "clone" del portatile sfortunato) sul disco della macchina, e in un paio d'ore siamo di nuovo operativi.

Per fare questo, dopo il lungo tempo di attesa (più di un'ora) del primo backup, le successive attività durano circa dieci minuti e sono semplici sincronizzazioni di quel che è cambiato sul disco. Nell'attività quotidiana pochi megabyte, quindi poco tempo di sincronizzazione. E' una strategia che consigliamo soprattutto a chi ha bisogno di avere una "copia di riserva" della propria, unica macchina di lavoro, insieme a una politica di backup dei soli dati sensibili su supporto ottico.

L'altra partizione è servita sinora ottimamente per parcheggiare momentaneamente i dati che dobbiamo riorganizzare (ad esempio un girato video, oppure alcune centinaia di file di immagini, o altro) e che, a fine lavoro, salviamo definitivamente su Dvd-rom. Le prestazioni del disco, pur così diviso, sono ottime e quel che possiamo dire fino a questo momento è che i due anni di garanzia offerti da LaCie ragionevolmente non dovrebbero essere necessari (anche se sono una bella sicurezza psicologica e un diritto dei consumatori).

In conclusione
Per utilizzi differenti i due dischi di LaCie si presentano sempre al meglio. Veloci e affidabili, con un design pratico ed elegante (le piccole scanalature sulla sommità corrispondono ai quattro piedini di gomma sottostanti, consentendo se si acquistano più dischi della stessa serie di creare un piacevole "rack", favoriti anche dalla presenza di due porte FireWire che consentono di fare bridging e catene di più unità), hanno dimostrato di essere entrambe molto utili.

Non hanno le prestazioni dei "fratelli maggiori" da studio, con tripla interfaccia (c'è anche la FireWire 800) e capacità che LaCie ha fatto arrivare sino al Terabyte (1024 GB). Per adesso non c'è bisogno di così tanta potenza e spazio, lavorando con un portatile, ma non è detto che in futuro non sia necessario pensare a un disco di quelle caratteristiche.
Adesso, per l'uso consumer o semi-professionale (non editing video ad alto livello di lungometraggi) i due dischi LaCie adempiono perfettamente alla bisogna e rappresentano un investimento perfettamente giustificabile.

Prezzi e configurazioni al 15 Febbraio 2005

LaCie MobileHard Drive, Design by F.A. Porsche
USB 2.0 e FireWire,  40GB · € 139,00 IVA inclusa
LaCie Mobile Hard Drive, Design by F.A. Porsche
USB 2.0 e FireWire,  60GB 4200RPM · € 169,00 IVA inclusa
LaCie Mobile Hard Drive, Design by F.A. Porsche
USB 2.0 e FireWire,  60GB 7200RPM
LaCie Mobile Hard Drive, Design by F.A. Porsche
USB 2.0 e FireWire,  80GB 4200RPM · € 199,00 IVA inclusa
LaCie Mobile Hard Drive, Design by F.A. Porsche
USB 2.0 e FireWire,  80GB 5400RPM · € 239,00 IVA inclusa


LaCie Hard Drive, Design by F.A. Porsche
FireWire 400,  160GB · € 159,00 IVA inclusa
LaCie Hard Drive, Design by F.A. Porsche
FireWire 400,  200GB · € 179,00 IVA inclusa
LaCie Hard Drive, Design by F.A. Porsche
FireWire 400,  250GB · € 219,00 IVA inclusa

Sito del produttore: Lacie

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